I REIETTI DIMENTICATIdi Alexia Bianchini «Ehi, Hektor, quei due stanno scopando?» domandò Nestor guardando dentro il magazzino. «Sì, ma a me non mi frega, io voglio quel sacchetto dietro di loro», rispose l’altro, una mano sull’uscio e l’altra sulla mannaia. «Il tipo se lo sta portando in giro da ore e quando lo abbiamo visto usciva proprio dal capannone che tenevo d’occhio.» «Hektor…» continuò Nestor. La testa ricciola arrivava all’anca dell’amico. Aveva solo sette anni ed era il più piccolo del gruppo, ma era svelto, correva più veloce dei posseduti. «Parla, ma in fretta», gli disse il Hektor. «Ci scommetto che ci sono tante belle pile in quel cartoccio.» «Mi sembrano un po’ presi quei due, forse riesco a correre fino a là, prendere la roba e tornare indietro, senza farmi beccare

