17E un nome glielo diedero, in seguito a circostanze più genuinamente casuali che frutto di una rigorosa analisi scientifica. Come pensava da tempo il commissario, solo Sherlock Holmes risolveva i casi in base alla deduzione, o abduzione che dir si voglia. E anche Auguste Dupin. Ma solo loro: gli altri imbrogliavano le carte e qualcuno tirava fuori dal cappello un colpevole mai visto né conosciuto che risultava avere movente e opportunità e faceva tornare i conti. A dire il vero, a lui lettore non importava tanto della soluzione del caso, quanto dell’ambientazione e del dipanarsi della trama, con il gioco dei personaggi e via discorrendo. A lui come lettore, appunto: ma come investigatore? Era più che mai convinto dell’assoluta incidenza del caso nella soluzione degli enigmi (“il caso è il

