h.6:00 Vittorio scese in sala comune. Aveva il volto stropicciato e la barba di un paio di giorni che gli donava un aspetto particolarmente confuso. Salutò con un grugnito Giorgio, che si era allungato sul tavolo col computer davanti, poi si appoggiò al distributore per selezionare un caffè. «Cazzo ma non hai dormito tutta la notte?» Giorgio si voltò gettando un’occhiata al divano: «Ma sì, un’ora sul sofà». Mosse le dita sulla piastra del cursore, si accigliò su una foto e aggiunse: «Tu te ne sei andato in camera ma sei svêrs peggio di me.» «Sono quei materassi da caserma che mi spezzano la schiena.» Per rimarcare la cosa Vittorio si stirò con un grugnito sollevando i pugni al soffitto, prelevò il caffè e si sedette a fianco del collega, attirato anche lui dallo schermo del pc. Sorbì

