h.06:51 Maria Grazia Boeri morì nel mezzo di un sonno tormentato. Le ultime ore erano state scandite da scatti improvvisi, lamenti soffocati e la fatica immane di un giovane corpo che opponeva le ultime resistenze all’avanzare spietato del male. Corrado Valenzano era al suo fianco, seduto al capezzale e sospeso nella fioca dimensione del dormiveglia. L’arrivo del medico di turno e di due infermiere lo riportò alla dolente realtà. Lei giaceva supina tra le lenzuola intrise di sudore, la pelle scolorita, come cera, e sul volto le linee dure che il dolore aveva inciso in profondità. Valenzano si alzò in piedi come un sonnambulo. Non sentiva lacrime né rabbia, arginate ancora dalla diga dell’incredulità. Un ago lo pungolava dentro. La guardò ancora; tutta quella bellezza svanita, assorbita,

