h.07:10

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h.07:10 Paolo osservò l’Alfa degli agenti della DIA e quella di Falco che lasciavano il piazzale infilando sostenute il cancello d’accesso e solo in quel momento si accorse dei ragazzi. Si erano radunati silenziosi in quell’inizio di mattinata; una ventina, chi a cavallo dello scooter chi in automobile. Un gruppo eterogeneo di giovani acconciati con sfumature alte e morbidi ciuffi sulla sommità del capo, in jeans, bermuda, magliette colorate, ma su tutti l’espressione solenne e sofferta di chi affrontava lo sconforto e le amarezze dell’esistenza. Incuriosito Paolo, avanzò fino al cancello, oltre il quale i ragazzi sembravano aspettare, e li salutò. Un giovane con una folta barba castana azzardò un passo in avanti, le mani infilate nelle tasche dei jeans strappati ad arte, e gli parlò a

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