Capitolo 6: gelosia

1319 Words
Justin's Pov -Jazmyn- la chiamai, era concentrata a guardare i cartoni animati -sii- rispose -vai a mettere le scarpette andiamo via- dissi mentre mi sistemavo la cresta -siii dove? Dove?- Saltò giù dal divano e abbracciò le mie gambe -andiamo ad iscriverti all'asilo- dissi abbassandomi -cos'è?- Mi chiese con una tenera e confusa espressione -un posto pieno di bambini come te- risi -c'è la mamma?- Disse ancora -no la mamma non ci sarà nemmeno il papà- le passai una mano tra i capelli morbidi -nooo non voglio andare- cominciò a piangere -no no piccola no, ci saranno tanti bambini con cui giocare e la mamma e il papà ti verranno a prendere quando hai finito- dissi per rassicurarla, sembrò calmarsi e annuì strofinando le sue manine sugli occhi -su dai andiamo- corse a mettersi le scarpe e uscimmo di casa. Il mio telefono iniziò a squillare lo presi e lessi il nome di Ryan -ehi fratello- risposi subito -Justin dove sei?- Chiese -sto andando a iscrivere Jazzy a scuola- la guardai sorridendo -ah la piccola peste- sentì una risatina -hai tempo per una serata?- Chiese -si dove stai ora?- Domandai -Financial District- mi ricordai di tempo fa -che ci fai lì?- Corrugai le sopracciglia -in realtà fratello vogliono anche te- disse sospirando -io? Che c'entro io?- Mi fermai al semaforo -non saprei esattamente, dopo passa e si scoprirà- mi passai una mano sui capelli -va bene a dopo- gettai il telefono nel sedile accanto al mio e accelerai. -Jazzy siamo arrivati- mi fermai vicino a una delle migliori scuole a Manhattan, era molto bella da fuori, vidi Jazzy indietreggiare -avanti tesoro non aver paura- la presi in braccio ed entrammo là dentro. -Buongiorno- disse una ragazza con gli occhiali sorridendo, doveva essere una maestra. -Buongiorno- risposi, Jazzy nascose la faccia nell'incavo del mio collo -ma chi è questa bellissima bambina?- Disse quella avvicinandosi a noi -dai Jazzy, tranquilla non ti farà niente- la misi giù ma lei allacciò le braccia alle mie gambe. -Siamo qui per iscrivere Jazmyn- dissi -oh benissimo, seguitemi, ah dimenticavo io sono la maestra Katie- mi porse la mano che io strinsi. Andammo nel suo ufficio, mi sedetti con Jazzy sulle gambe e mi fece delle domande sui dati anagrafici -ok allora, come si chiama questa bellissima stellina?- Disse sorridendo a Jazzy -Jazmyn Brooke- scrisse il nome -età?- Alzò gli occhi -quattro anni e mezzo- poi mi chiese altre cose. -Ok ora però mi servirebbe la firma di uno dei genitori- mi guardò come dispiaciuta di non poter continuare l'iscrizione -sì dammi qua- dissi, mi guardò ancora -serve la firma dei genitori, tu sei suo fratello?- Mi guardò confusa -io sono suo papà- dissi calmo, mi guardò come se avesse appena visto un fantasma -ah... mi scusi, pensavo fosse il fratello.. è... è... così giovane- disse porgendomi un foglio e la penna -non è la prima- firmai e mi alzai, -bene Jazmyn può iniziare l'anno scolastico da settembre- ci aprì la porta -grazie- dissi e uscimmo. -Allora Jazzy ti piace quella scuola?- Le dissi mentre passeggiavamo per Manhattan -s-si- disse. Mi ricordai che dovevo andare al Financial District, era a due passi da lì quindi ci mettemmo poco, vidi in lontananza Ryan che stava appoggiato alla sua Audi nera, mi affrettai a raggiungerlo -Ryan- gli tirai una pacca sulla spalla -Justin! E guarda chi c'è, la piccola peste- la prese in braccio e lei iniziò a ridere -dobbiamo entrare amico- annuì e lo seguì. Entrammo in "quell'edificio" e raggiungemmo uno degli ultimi piani, lì c'era l'ufficio del notaio, corrugai la fronte e bussai alla porta -avanti!- Sentì dire, entrai e venni calorosamente accolto dal notaio -Justin Brooke!- Venne ad abbracciarmi -accomodati figliolo- disse sedendosi, tutto ciò era stranissimo, io questo qua nemmeno lo conoscevo, -ti starai chiedendo perché sei qua giustamente- beh direi... -sì esattamente- sistemai la mia cresta -bene, da quel che risulta ora la Brooke Company è unicamente nelle tue mani, dopo la morte di tuo padre l'azienda si è gestita da sola fino ad un certo punto, ora serve il direttore generale e quello sei tu- disse aprendo un cassetto ed estraendo dei documenti. -Mio padre è morto?- Chiesi con non chalance, il notaio sgranò gli occhi, -come? Non lo sa?- Disse incredulo -sapevo che era in fin di vita in ospedale ma non sapevo altro- dissi sinceramente -a quanto pare non aveva buoni rapporti con suo padre- disse scuotendo la testa, feci un sorriso sghembo -allora, accetta di prendere la dirigenza della Brooke Company? Se non lo fa c'è una fila di persone che stanno facendo l'impossibile per convincermi e corrompermi a non assegnartela- disse strofinando le mani, -mi dia i documenti, li leggo con calma e torno per dirti cosa voglio fare- lui annuì e mi porse il blocco di fogli. -Chi è questa bella bambina? Dalla somiglianza direi che è tua sorella- si alzò e le porse un lecca lecca, risi e la guardai -Jazmyn Brooke, mia figlia- mi alzai e gli porsi la mano, mi guardò con occhi sgranati, dovevo farci l'abitudine. -Ah.. congratulazioni allora- mi diede una pacca sulla spalla e mi strinse la mano. -Bene tornerò qui non appena avrò deciso- dissi e uscì con Jazzy. -Allora cosa è successo?- Mi chiese il mio amico -l'azienda di famiglia è passata a me- dissi con non chalance -cosa? Ma è una notizia bomba fratello! Puoi tornare a riavere tutte le tue amate auto! Ricordi? Ahh che bei tempi- disse chiudendo gli occhi -non mi importa molto delle auto- feci spallucce -cosa? Ma tu sei impazzito, dov'è il Justin che conosco? Non sei più tu amico- mi diede una pacca sulla schiena, esattamente, non ero più io ed era quello che volevo. -Ci penserò su- dissi soltanto, mi saltò in mente che volevo chiamare Celine per sentire la sua voce, sorrisi istintivamente appena pensai a lei, -sorridi da solo adesso?- disse Ryan prendendomi per il culo -zitto Ryan- alzò le mani in alto -va bene va bene scusa amico- disse ridendo sotto i baffi. -Ti va di andare a divertirci sta sera?- Mi chiese mentre uscivamo da quel colosso di edificio, -andare dove?- Chiesi -hanno aperto un nuovo locale qua vicino, solo gente "in"- disse pavoneggiandosi -mi ricorda la vecchia vita- dissi ridendo -già amico, anche a me- disse sospirando -va bene, porto Jazzy da sua nonna e vengo- guardai Jazzy -oh ma la piccola peste può venire- iniziò a ridere -stai scherzando spero- gli tirai una pacca -va bene tesoro, andiamo dalla nonna adesso- la presi in braccio e mi diressi verso il mio Range Rover, -ci vediamo bro- salutai Ryan. Misi giù Jazzy dalla madre di Celine e andai a casa, entrai in cucina a prendere da bere. Accesi il telefono e composi il numero di Cel. -Justin- rispose subito -ciao piccola- presi il primo sorso dalla lattina -come ti trovi?- Chiesi -oh bene dai, mi sto divertendo- sentì una risata -senza di me?- Alzai un sopracciglio come se potesse vedermi -beh... quando ci sei tu mi diverto esattamente moolto di più- risi -ah ecco- presi un'altro sorso -come sta Jazzy?- Domandò -ah si Jazzy, è a casa di tua madre, oggi siamo andati a scuola, l'ho iscritta- dissi sorridendo -davvero!? Fantastico!- Urlò dall'altra parte del telefono -Celine, sei letteralmente scappata ieri! Ti va di bere qualcosa?- Sentì una voce maschile, -Jordan, non sapevo avessi il servizio anche tu- sentì la voce di Madison questa volta -Celine, muoviti devi andare!- Le disse -Celine! Con chi cavolo dovresti bere qualcosa??- Sputai acido, quasi mi andò di traverso la bibita -noo Justin tranquillo, devo fare delle foto e basta non voglio bere nulla, dopo ti chiamo- disse e attaccò -aspetta Celine!- Troppo tardi, rimasi come un ebete a guardare il telefono, strinsi i pugni e cercai di calmarmi, nessuno doveva osare provarci con lei, maledizione, nessuno. "Calmati, se non vuoi perderla impara a controllare i tuoi nervi, idiota"
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