Celine's Pov
-Stoop- disse il regista e andai a mettere il mio accappatoio, feci una bella nuotata e intanto un servizio fotografico per il mio bikini -queste sono le foto- disse il fotografo mostrandomele -wow sono bellissime- rimasi a bocca aperta.
-Queste con Jordan- mi mostrò delle altre, annuì e andai a sedermi su uno sdraio.
-Impeccabile come sempre tesoro- si avvicinò Mads e mi porse un frullato con del ghiaccio -grazie Madison- presi il frullato un po' titubante, -cos'hai tesoro?- Si sedette accanto a me -è che sto pensando alla mia telefonata con Justin, si è incazzato quando ha sentito la voce di Jordan, ho dovuto riattaccare senza dirgli nulla e ora non voglio nemmeno immaginare come sarà furioso...- misi una mano sulla fronte e scossi la testa -ehi ehi, sta tranquilla tesoro, va bene che Justin è un gelosone ma non farti problemi, gli passerà- disse, mi autoconvinsi che sarebbe andato tutto bene.
Vidi Jordan avvicinarsi a noi -siamo stati grandi Celine, il fotografo mi ha mostrato le nostre foto, che dire... wow- sorrise, io annuì -vale ancora l'invito di prima?- Disse sorridente -scusa Jordan non posso proprio- dissi e mi alzai, stavo ancora pensando a Justin. E se lo chiamassi? E se mi dicesse qualcosa che potrebbe ferirmi? Che colpa ne avevo io comunque?
Mi incamminai pensierosa lungo la spiaggia, presi il telefono e composi il suo numero, squillò per un po' e dopo rispose -c-ciao Justin- dissi un po' ansiosa -ciao piccola- la sua voce sembrava parecchio seccata -sei arrabbiato?- Chiesi, mi stavo torturando una ciocca di capelli -per cosa?- Penso mi stesse prendendo in giro -per prima? Non lo so... stavi urlando, poi ti ho detto che ti richiamavo- dissi -ah si si... beh non voglio disturbarti, vai a bere qualcosa con Jordan- disse marcando bene il nome -ti richiamo dopo- aggiunse -Justin che cosa stai dicendo!?- Sgranai gli occhi come se potesse vedermi -scusa ho capito male? Tu dovevi andare con quel Jordan- disse ancora -io non voglio andare con nessuno e non sono andata a bere un bel niente, grazie della fiducia, stronzo- sputai quelle parole e attaccai.
Continuò a chiamare e io attaccavo, poi spensi del tutto il telefono e tornai indietro.
-Avete parlato?- Mi guardò Madison, -sì- sputai acida gettando il telefono sulla sabbia -ehi ehi cos'è successo?- Mise una mano sulla mia schiena, come se qualcuno mi avesse dato il via libera di sfogarmi, iniziai a piangere -è successo che mi sono stancata del suo carattere di merda- mi sedetti e misi le mani sulla faccia -vieni qua- Madison mi abbracciò, ne avevo proprio bisogno.
-Qualunque cosa ti abbia detto non l'ha detto intenzionalmente tesoro, stai tranquilla- ma perché tutti continuavano a difenderlo? -Sono stanca della sua possessività- asciugai le lacrime con il palmo della mano -tutto bene signorina?- Vidi Kenny al mio fianco -tutto bene Kenny, tranquillo- gli sorrisi, mi guardò con occhi dispiaciuti. Ah... come farei se non avessi loro dalla mia parte, -Justin mi ha chiesto di passarti il telefono- disse porgendomelo, lo presi -piccola ti prego ascolt- lo interruppi -ho già detto quello che volevo dire, grazie per la fiducia che hai in me! Non chiamarmi!- Sfogai la mia rabbia in quelle frasi, delle quali non mi pentì assolutamente -Kenny ti prego non voglio parlarci al momento- gli restituì il telefono e mi alzai -andiamo Mads- si alzò e mi venne dietro -Cel ti dò un consiglio, ripensaci- disse accanto a me -non ti ci mettere pure tu- dissi fredda.
Agli AMA mi divertì un sacco, passai tutta la serata con le ragazze, le adoravo sul serio, mi hanno fatto dimenticare tutti i miei problemi, sono riuscita a dimenticare pure il litigio con Justin.
Però era finita e questo voleva dire che potevo tornare a casa, perciò vedere Justin e affrontare la cosa faccia a faccia, sicuramente avrei voluto tirargli uno schiaffo o qualcosa del genere. Quella sera non sono riuscita a dormire, ho pensato e ripensato a quello che mi aveva detto, io pensavo che ormai si fidassi di me e invece non era così, sono rimasta molto delusa da lui, veramente non me l'aspettavo.
-Siamo arrivati- disse Kenny, mi risvegliai dal mio stato ti trance e scesi dall'aereo, andammo fuori dall'aeroporto e subito in macchina.
-Dove ti porto Celine?- Disse Kenny -a casa mia- mi allacciai la cintura. Chiamai mamma per dirle che ero tornata e che più tardi sarei passate a trovare lei e papà, mi disse che Jazzy era da loro e stava dormendo.
Scesi a casa e ringraziai Kenny, aprì la porta ed entrai, sembrava non esserci nessuno, poggiai le chiavi sul bancone della cucina e portai la mia valigia di sopra, la casa era vuota.
Feci una bella doccia calda e misi il mio pigiama, preparai una tazza di tè fumante e mi coricai sul divano, non mi ero nemmeno chiesta dove Justin fosse, nemmeno presa la briga di chiamarlo, diedi un'occhiata all'orologio appeso alla parete che segnava le nove e mezza.
Finì la mia tazza di tè e chiusi gli occhi, la stanchezza del viaggio prese il sopravvento.
Sentì la porta aprirsi, aprì gli occhi e me li strofinai con il palmo delle mani, mi alzai e vidi Ryan entrare insieme a Justin, -Celine- disse Ryan venendomi incontro -ciao come stai?- Mi abbracciò velocemente -bene dai- dissi senza togliere lo sguardo da Justin, che invece non mi degnò di uno, anzi, entrò subito in cucina -ha bevuto, è ubriaco- disse Ryan sussurrando -non la smetteva di parlare di te, vuoi che resti?- Disse Ryan un po' preoccupato -no tranquillo- gli sorrisi, annuì e uscì.
Non sapevo se stare lì o raggiungerlo in cucina, sentivo troppa pressione nell'aria.
Mi avvicinai lentamente in cucina, usai come scusa l'acqua, andai a versarmi un bicchiere -bentornata- disse -ciao- risposi.
-Oh santo cielo Justin quanto hai bevuto- mi allontanai da lui -perché ti sei allontanata?- Si voltò a guardarmi, i suoi occhi brillavano come un faro di notte.
-Dovresti andare a fare un doccia- dissi io -dobbiamo parlare- ribatté lui -prima fatti passare la sbornia, così non ragioni- dissi e feci per uscire ma mi bloccò per un braccio -Justin ahia mi fai male mollami- mi dimenai -mai come me ne fai tu piccola- disse alleggerendo la presa.