Capitolo 6 - memorie

790 Words
La vita di TN nel Wall Sina poteva essere definita perfetta. I giganti non sarebbero mai arrivati là dentro, non c'era la fame, tutto era perfetto. Eppure la vita di quella piccola e aggraziata ragazza dagli occhi C/O e i capelli C/C tutto era tranne che perfetta. "Cammina così, studia, dormi cosà, non farlo in quel modo, fallo in questo" erano le cose che si sentiva dire ogni giorno. L'unica via di fuga in qualche modo era pensare alla vita nella città sotterranea, di cui però i ricordi erano sfocati, nonostante fosse più o meno grande, quando andò nel Wall Sina insieme alla sua nuova famiglia. Si ricordava le giornate passate con la madre, che per vivere e portare a casa da mangiare faceva la prostituta, tutti i giochi fatti con lei, il suo lungo vestito bianco e gli occhi dolci. Le coccole che le faceva, le favole che le raccontava, lo sguardo che rivolgeva verso il soffitto, cercando di spiegare alla sua bambina che oltre esso c'era un cielo azzurro, che di notte diventava nero, lasciando spazio a piccole luci bianche, chiamate stelle. E quella piccola bambina, vestita anche lei con un vestitino bianco, rimaneva seduta anche per ore sul tetto della sua casa, guardando il soffitto. Proprio un giorno, all'età di 12 anni, mentre guardava le sue stelle immaginarie, sentì un rumore metallico e, sopra la sua testa, tre ragazzi stavano volando. Non riuscì a guardarli in faccia, andavano troppo velocemente, ma li seguì con gli occhi. Alzò la mano, salutandoli, e uno dei tre, una ragazza dagli occhi verde smeraldo, la salutò di rimando, sorridendo. Subito entrò in casa, dove la madre stava sbucciando una mela, e iniziò a correre da tutte le parti, saltando poi sul divano. -che succede, TN?- la voce della andre la risvegliò dai suoi pensieri -mamma! Ho visto delle persone volare!- gridò la ragazza, saltellando La donna sbiancò e corse verso la sua piccolina, prendendola per le spalle. -TN- iniziò, con tono serio -ci hai parlato?- chiese -no, mamma, stavano volando, ma una ragazza con i capelli rossi mi ha salutato- disse la C/C con innocenza -non devi mai rivolgere loro la parola, sono criminali e sono pericolosi- la raccomandò la madre -ma mamma, quella ragazza sembrava così gentile- -non lo è, TN, sono criminali e come tali tu devi stargli alla larga- -certo, mamma- la bambina si liberò dalla presa, tornando sul tetto, cercando di vedere ancora quei ragazzi criminali Erano pericolosi, ma a lei interessava vederli e, magari, conoscerli. Per giorni interi, rimaneva sul tetto, nella speranza di guardarli sfrecciare sopra la sua testa. In effetti, un giorno, passarono di nuovo e la ragazza rossa scese sul tetto dove c'era la bambina. -ehi- la salutò, facendo un sorriso a trentadue denti verso la piccola -ciao- la salutò a sua volta TN, alzandosi in piedi -come ti chiami?- -TN, TN TC, tu?- -Isabel Magnolia, piacere- la più grande, di forse 13-14 anni, le porse la mano e TN, con sicurezza, la afferrò Spesso Isabel andava a trovare quella ragazza, però senza i suoi due amici volanti. TN diceva di volerli conoscere, ma Isabel le rispondeva sempre che erano troppo impegnati per fare amicizia. Non sapeva neanche i loro nomi, Isabel voleva mantenere segreta l'identità dei suoi amici. Passarono molti giorni così, che presto divennero mesi. Un giorno Isabel non andò a trovare TN e così fu per i giorni successivi, non vedeva più nessuno volare in cielo, quelle chiome rossa, bionda e corvina, i cui i volti erano a lei sconosciuti, se non quello della prima. Forse erano stati portati fuori, o forse avevano in qualche modo raggiunto il "sopra" ma TN non ne era certa. Un giorno, scesa in casa, vide sua madre con due uomini. -TN- la donna le andò incontro -tu sei una bambina bellissima- le diede una collana con un piccolo cuore sopra -Non permettere a nessuno, mia cara bambina, di tenere il tuo cuore in gabbia, abbine cura e fa sì che nessuno lo comandi, perchè il cuore è solo tuo- le disse, prima che i due uomini la prendessero per le braccia esili, portandola via, gli occhi C/O confusi. Lei guardava l'entrata, dove la madre era in lacrime -addio, mia piccola bambina, mia piccola TN, ti voglio bene- La piccola bambina C/C fu portata in superficie, nel Wall Sina, e fu data a quella che sarebbe dovuta essere la sua nuova famiglia. Spesso chiedeva perchè fosse stata portata lì, ma il discorso venne sviato sempre e TN, prima dell'arruolamento, non scoprì mai perchè fosse stata strappata a sua madre per andare... ...sopra. L'unica cosa che era ovvia era che il suo nuovo padre e la sua vecchia madre erano parenti, infatti, condividevano stesso cognome... TC.
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