Mi prende una folle rabbia di correre dietro quella carrozza, tenere la mia diletta per le braccia, annodarle attorno le mie, mentre continuiamo ad amarci con tutta l’anima, non lasciarla fino all’ora della morte… XVI 24 marzo Una piovosa mattina di marzo, un vecchio ebreo sgombra la casa di Arif. Ahmed sorveglia l’operazione con sguardo triste. «Ahmed, dove va il tuo padrone?» chiedono dalle loro porte i vicini mattinieri. «Non lo so» risponde Ahmed. Casse bagnate, pacchi fradici di pioggia sono imbarcati su un caicco e se ne vanno chissà dove, scendendo il Corno d’Oro dal lato del mare. È la fine di Arif, quel personaggio non esiste più. Si conclude tutto il sogno orientale; questa tappa della mia vita, forse l’ultima affascinante, è finita per sempre e il tempo, forse, ne spazze

