2 Inevitabile Erano le tre di notte e Daniel non riusciva ancora a prendere sonno. Si era girato e rigirato nel letto senza trovare una posizione confortevole, comprendendo alla fine di essere in cerca di un tipo diverso di riposo. Forse avrebbe dovuto seguire l’esempio di Cora, ingoiare un sonnifero e ronfare fino al mattino ma nessuna medicina, per quanto potente, sarebbe servita ad alleviare il peso dei suoi pensieri. Zack era morto. Morto per davvero, non come quando sua madre aveva minacciato di diseredarlo affermando che, da quel momento in avanti, per lei era come morto. Il suo diario, chiuso nella busta di plastica, giaceva intonso sul comodino. Non era nello stato d’animo giusto per sfogliarlo, perciò aveva deciso di rimandare la lettura a quando il dolore per la sua impro

