Ill Un bel sole autunnale inondava un'ampia stanza quasi senza mobili. Alla Bardonnaye tutti la chiamavano studio, e i raggi del sole illuminavano anche il cranio lucido di monsieur Babille, il precettore. Ma l'uomo non ci faceva caso. Anche se fiutava delicatamente, ogni tanto, una presa di tabacco, era tutto concentrato a correggere una versione latina appena finita da Lise, “il cervello femminile più interessante che abbia mai conosciuto!”, diceva lui orgoglioso. Perché era molto orgoglioso dei suoi alunni, monsieur Babille. Certo, anche Albéric, testardo e sempre agitato, e la sorella Anouchka, erano intelligenti, ma non avevano l'intuito di Lise, il suo amore per lo studio, e nemmeno la delicata disponibilità che le aveva sempre impedito di partecipare alle birichinate dei fratelli,

