King lo fissò. «Cosa?» «Quel gioco per bambini. Hai presente? Giri la manovella e la scarpa colpisce il secchio, la pallina rotola giù per il pendio, lungo lo scivolo, poi colpisce un’altra palla che cade nel tubo, la pedina a forma di uomo salta in quella specie di piscina fatta a barile e si abbassa la gabbia che intrappola il topo.» «Lo ricordi fin troppo bene quel gioco,» borbottò Ace. «Ne ero affascinato da piccolo.» «Ma certo.» King quasi non ci credeva, eppure aveva perfettamente senso. «Quindi ogni volta che è scomparso è stato perché ha innescato una reazione a catena.» Jack annuì. «Per quando arrivava alla porta, nessuno stava facendo la guardia. Pensi davvero che non sappia quello che fa?» «Scopriamolo.» King si raddrizzò e chiamò Leo, che comparve dopo qualche secondo. R

