Chapter 5

1813 Words

VCiccone Il mio minuscolo bagnetto aveva ben due porte. Una collegata con la cucina, mentre l’altra comunica direttamente con l’esterno. Sopra c’era un’inferriata senza vetro. Ogni volta che d’inverno mi lavavo gli spifferi di vento mi gelavano. Appena uscito da sotto l’acqua calda della doccia mi stringevo l’accappatoio addosso e, tremando, correvo su per le scale che portano in camera. Così mi decisi a chiudere quel vuoto. Presi le misure e andai da un mio amico falegname. Ciccone lo chiamavo perché fumava, per non spendere troppo, le nazionali senza filtro, tenendo stretta tra le labbra la cicca fino all’ultima boccata. Ciccone era un tipo strano, un po’ picchiato. Basso, curvo, con i capelli neri corti unti, sporchi di segatura e trucioli di legno. Attempato buono disponibile, sempre

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