capitolo 37

3403 Words

Cerbero corre tutta la notte, cullando il mio sonno. Questa volta senza sogni, ma almeno mi dà riposo e forza. Mi risveglio grazie alle prime luci dell'alba. Che mi fanno aprire gli occhi. Ancora una volta il luogo è completamente diverso. Cosa a cui ormai non faccio più caso, limitandomi a studiare ciò che mi circonda. La nebbia limita la visuale parzialmente. Ma mi è chiaro di essere in una specie di cittadina greca. Si vedono persino delle persone, anche se immobili come statue. Che a fatica si distinguono dalle collone che caratterizzano il luogo. Strutturalmente mi ricorda un po' la biblioteca di Alessandria, prima che il tempo la trasformasse in rovina. Cerbero ferma la sua corsa appena raggiungiamo le porte della città. Si muove nervoso, come se sentisse qualcosa che a m

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