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le ali nere del paradiso

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Blurb

Un angelo che non è un angelo.Ma che non è nemmeno un demone.È solo una ragazza, che porta il peso della sua indentità.Lilith può sembrare una semplice umana.una ragazza come le altre.ma non lo è.Non appartiene a nessun mondo.Eppure tutti la cercano per la sua sconosciuta natura.I suoi occhi mostrano l'unione tra inferno e paradiso.La sua maledizione, che la porterà a fuggire.A nascondersi.i due sovrano la cercheranno, per i loro scopi.Dal cielo Michele, angelo sovrano.Dalla profondità della terra, Lucifero.Demone sovrano.Paradiso e Inferno combatteranno per il potere della donna.Ma non hanno messo in conto, la sua bellezza, astuzia e potenza.Non sarà facile domarla.E sarà difficile non cadere in tentazione.Ne per il demone tentatore, ne per l'angelo custode.Una donna, che cambierà le regole dei due regni.Una donna che non è umana, demone o angelo.Ma Donna in tutta la sua forza.

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capitolo 1
Pov Lucifero Finalmente incontrerò quella dannata creature. Ci ho messo due giorni a liberarmi dagli impegni. Ma ora, con l'oscurità della notte, finalmente sarà mia. Atterrò, richiudendo le mie ali immense e nere, nel boschetto vicino a un locale molto discutibile. Avvicinandomi osservo l'insegna al neon. "Paradiso infernale." Un nome davvero discutibile In fin dei conti, e solo un vecchio pub malandato. Con miserabili umani già ubriachi, a bloccarne l'entrata. Quasi mi sento offeso dal suo nome. Infernale? La mia dimora non è un buco di cesso come questo luogo. Ma penserò a distruggerlo più tardi. Ora devo trovare lei. Le mie spie mi hanno detto che lavora qui. Quale miserabile scelta, una arma potente come lei, a lavorare in questo schifo. Davvero miserabile e deludente. Riesco ad entrare senza problemi. Gli uomini si spostano terrificati. Mentre le donne si sistemano il decolte per farsi ammirare. Come se io perdessi tempo con questi inutili umani, buoni solo a cibare la mia fame di anime. Non voglio perdere tempo, questo luogo non fa altro che innervosirmi. Così, potenziando i miei sensi, la cerco in mezzo alla folla. Vedo velocemente ogni viso, ogni corpo, ogni sguardo. Cerco qualsiasi donna mi ricordi lei. Vedo corpi sudati. Bocca che si consumano con lussuria. Poveri ubriaconi cadere a terra, senza smettere di ridere. Poi la vista rallenta su un culo da favola, tondo e perfetto, contenuto in un pantaloncino cortissimo di jeans. Due gambe lunghe e toniche. Una schiena dritta, che vorrei volentieri piegare a novanta, magari sulla mia scrivania. Infine lunghi capelli rossi fuoco, lo stesso fuoco che sento ardere sotto pelle. Questa donna sprigiona talmente tanto peccato, che deve essere per forza lei. Tanto fuoco nel suo corpo, che accende il desiderio di ogni uomo nella stanza. Anche se sta semplicemente servendo da bere a un tavolo Mi avvicino, attirato come una calamita. Desiderando fortemente la sua carne. Una volta alle sue spalle, respiro il suo profumo. Sa di cenere e rugiada. Sa di inferno e paradiso. Lucifero:" Perché una creatura bella come te. Dovrebbe stare in un letamaio come questo." Lei si irrigisce, forse confusa dalla mia presenza. Forse perché ho nascosto bene la mia natura. Si piccola creatura, anche io ho i miei trucchi. Si gira verso di me. Facendomi incontrare i suoi occhi. All'inizio penso di aver toppato, perché essi sono semplicemente marroni. Ma poi guardandoli meglio, noto un corpo artificiale che copre le pupille. Lenti a contatto, davvero furba. Lei:" Non credo di conoscerti. Forse hai sbagliato persona." Odio di già la sua voce, perche mi ricorda il canto melodico dei Serafini. Ma mi eccita da morire, perché è così intrisa di peccato e piacere. Lucifero:" Mi conoscerai sicuramente di fama. Ma è sempre bello conoscersi di persona." Mai sentito parlare del diavolo mia cara? Eppure ce l'hai proprio davanti a te. Lei sorride finta, cercando di nascosto una via di fuga. Ma questa volta non mi scapperai dannata creatura. Lei:" Be. Ora che ci siamo conosciuti. Addio." Fa per andarsene. Ma io non sono arrivato fin qui, solo per vederci scappare. Così le afferro il polso, facendole fare una giravolta, e finire direttamente tra le mie braccia. Lucifero:" Sono anni che scappi da me, incenerendo i miei uomini, cosa ti fa credere che ora ti lascerò scappare?" Lei struscia il suo seno prosperoso e invitante, sul mio petto. Facendomi chiudere gli occhi per l'eccitazione. La stronza lo ha fatto a posta. Perché in pochi secondi mi ritrovo il braccio dietro la schiena. Con il suo respiro sulla nuca. Lei:" Cosa ti fa credere che mi farò prendere facilmente." Si è liberata dalla mia stretta, ma è una mossa a doppio taglio. Perché ha sprigionato la sua natura. E da alla testa. A pieni polmoni respiro la sua aurea, potente e tossica. Da l'estasi, come se fosse eroina pura. È potente. Ma cazzo, io sono pur sempre il diavolo in carne e ossa. Mi libero dalla sua presa. Tornando faccia a faccia. Lucifero:" Ciò che il diavolo vuole. Il diavolo ottiene." Sprigionò tutto il mio fascino tentatore. Pronto a vederla cadere ai miei piedi, ma invece sorride. Piegandosi sulle ginocchia. Lei:" Direi che il diavolo é solo un bambino viziato." Carica sulle ginocchia piegate. Saltando su un tavolo dietro di lei. I suoi occhi nei miei, il fuoco che divampa sotto pelle. La caccia è iniziata. Salto anche io sul tavolo vicino. Con un piede colpisce un vassoio, facendolo saltare davanti al suo viso. E con un calcio lo colpisce in pieno, indirizzandolo a me. Lo schivo, con un braccio, spingendolo alla mia destra. Dove anche io salto, atterando sul tavolo, e colpendo lo stesso vassoio verso di lei. Che colpisce, allontanandolo da noi. Saltando da tavolo in tavolo lottiamo con qualsiasi mezzo . Lanciandoci e parando ogni oggetto. Lei si muove leggera come una pantera tra gli alberi. Come un falco veloce nel vento. Arrivati faccia a faccia, ci colpiamo senza pietà. Appurando l'uguale forza in questa forma. Le afferro le braccia, per tenerla ferma. Ma lei preme un piede sul mio stomaco. Usandolo come appoggio in una verticale all'indietro. Per poi colpirmi in viso, con un calcio rotante. Mai nessuno in tutta la mia esistenza, tranne Michele, era riuscito a ferirmi. Ed ora, sento il gusto metallico del mio stesso sangue, nella mia bocca. Ciò mi rende furente. Nessun essere vivente oserebbe colpirmi, e se anche fosse, non riuscirebbe a ferirmi. Invece lei, che ora sorridente si gode la mia faccia confusa. È riuscita a ferire me, me, il diavolo cazzo. Lucifero:" Non sai cosa hai osato fare dannata donna." Potenzio il mio corpo, lasciando al fuoco che emano di bruciare i bordi dei miei vestiti. E i miei occhi, diventare rossi come il sangue che pompa nelle mie vene. Mentre gli umani intorno, sono immobilizzati e ingnari di ciò che sta succendendo. Lei rimane immobile, con il peso su una gamba, e i pugni pronti a lottare. Ne meno minimamente spaventata dal mio status. Ricominciamo a combattere. Ormai è una questione di principio. Viva o morta, me la pagherà. Riesco a colpirla con un pugno nello stomaco. E uno schiaffo sulla guancia, che la fa cadere a terra. Non ha il tempo di sputare il suo sangue a terra. Che lo già presa dal collo. Lanciandola poi verso la grande vetrata. La osservo trapassarla, avvicinandomi per vederla a terra morta tra i vetri. Invece la trovo dritta, ad asciugarsi un riviolo di sangue dal labbro. Lei:" Tutto qui quello che sai fare?" Il suo sangue, attira i miei canini. Un desiderio mai sentito prima di prosciugarla. Ma questo desiderio e offuscata dalla rabbia che mi da il suo sorriso di sfida. Maledetta. Vedrai che mi suplicherai la morte. Mi libero dal mio corpo terreno. Liberando le corna un po' pronunciate sul capo. E le mie ali nere, gigantesche e appariscenti. Dal nulla tiro fuori la mia arma. Una catena massiccia, fatta di diamanti e avorio. Ma soprattutto maledetta e dolorosa. La faccio girare sul mio capo. Per poi spingere verso di lei. Circondandole tutto il corpo. Il suo viso si contorce in una smorfia dolorosa. Ma avrei provato più piacere nelle sue urla di dolore, che invece taciono. Lei:" Un arma maledetta. Ma io non sono un angelo." La osservo mentre sorride, in una follia demoniaca. Ma ciò che attira la mia attenzione, sono i suoi occhi. Nel combattimento ha perso le lenti a contatto. E ora essi sono nudi davanti a me. Un occhio rosso, e uno bianco. Così diversi tra loro, eppure così in armonia. Perfetti nel so sguardo angelico e pazzo. Si illumina di luce e oscurità. Liberando le sue famose ali nere, identiche alle mie. Tanto forti da liberare il suo corpo dalla catena. Ed eccola la maestosa, benedetta, maledetta creatura. Vestita con una tunica bianca Angelica. A farle da mantello le sue ali nere. E sui suoi capelli rossi, che ora sembrano davvero fiamme, una aureola perfetta. Ecco la leggendaria creatura perfetta. E cazzo è vero, e davvero l'essere perfetto. Naturalmente dopo di me. Dal nulla tira fuori due spade, fatte di argento e diamanti. Pregiate, luminose di anime pure, impregnate di anime dannate. Partiamo entrambi alla carica, pronti a lottare davvero. Quando una esplosione di luce tra noi, ci spinge ai poli opposti. Una volta a terra, sono tornato normale. Ma furioso, una tale potenza può appartenere solo a una persona. Al maledetto pennuto, che ora stringe a sé la mia preda, circondandolo con le sue ali bianche e pure. Per poi scomparire entrambi . Baal:" Sire, tutto bene?" Mi alzo con fatica, pulendomi dal polverone che quel pennuto a creato. Sono furioso, e non mi importa se è uno dei miei cari fedeli. Lo colpisco con un gancio destro, che lo fa cadere a terra. Lucifero:" Ti sembra che va bene? Vedi forse lei mia prigioniera? No, perché un cazzo va bene." Si rialza, massaggiandosi la mandibola indolenzita. Non fa una piega, è abbituata al peggio. Baal:" Riusciremo a strapparla via da quei pennuti." Alzo gli occhi verso il cielo, sperando che la mia voce, che è solo un sussurro, arrivi fino a loro. Lucifero:" Puoi ben dirlo. Lei sarà mia. Anche se dovessi strapparla via dalle mani cadaveriche del vecchio in persona. Io voglio quella maledetta donna." Non solo perché è l'arma perfetta. Ma perché mi ha sfidato, mi a colpito, ed è andata anche a segno. Quella creature deve sottomettersi a me. E lo farà... ^_^^_^^_^^_^^_^^_^^_^^_^^ Pov Michele Seduto sulla poltrona. La osservo dormire serena sul mio letto. Felice di essere arrivato in tempo per salvarla. Anche se ancora non ho avuto modo di parlare. Dopo averla recuperata, è dovuta passare dal lago della purezza, per poter entrare in paradiso. La sua parte angelica a aiutato molto il passaggio. Ma la sua parte demoniaca non si è spenta, ne assopita. Ma se è qui, nel mio letto, in paradiso. E perché Dio, nostro padre, le ha permesso di esserci, nonostante la sua natura per metà demoniaca. Dorme da due giorni, ma non me ne preoccupo. In genere i nuovi angeli ci mettono una settimana per risvegliarsi. Raffaele:" Dorme serena fratello?" Si siede sulla poltrona vicino alla mia. Porgendomi una tisana di linfa e luce. L'unica bevanda che beviamo. Laccetto annuendo. Tornando a guardare la bellezza di questa creatura. I suoi capelli rossi come l'amore. La sua belle bianca, simile alla porcellana per la sua purezza. La sua bocca gentile. E il suo corpo caloroso e fertile. Raffaele:" Questa donna è il mistero più grande creato da Dio. In lei vivono due nature diverse, opposte. Ma che creano equilibrio e sintonia nella sua anima. Ma è ciò a renderla così potente, quasi pericolosa." Ha ragione su tutto, sopratutto l'unica frase. Durante l'arrivo sulla terra, ho visto tutto il loro combattimento. È riuscita a ferire e a tenere testa a lucifero. Cosa riuscita solo a me fino ad oggi. Ho visto la sua forma completa, bellissima nel mix delle sue nature. L'unica cosa che non sono riuscito a vedere sono i suoi occhi, che mi rendono curioso. Cosa che succederà presto, da come si sta muovendo irequieta sul letto. Michele:" Impossibile. Nessuno ci ha mai messo così poco tempo a svegliarsi." Mi alzo avvicinandomi al suo letto. Dove piano sta aprendo gli occhi. È un attimo, apre gli occhi, ed io e Raffaele lì vediamo. Uno bianco e uno rosso. Uno luminoso e uno oscuro. Una combinazione così sbagliata, ma che su di lei crea una bellezza unica. Non ho il tempo di studiarli meglio, che posa un braccio su essi, coprendoli. Lei:" Anni passati a nascondermi. E ora passo dalle braccia del diavolo a quelle degli angeli." Mentre sbuffa, quasi divertita. L'occhio mi cade su una cicatrice che porta nella parte interna del braccio. È strano, nessuna arma ci può ferire. Apparte le armi benedette o maledette, ma queste lasciano ustioni e non tagli. Raffaele:" Non avere paura creatura. Qui nessuno vuole farti del male." Distolgo lo sguardo. Sentendomi quasi in colpa per averla fissato così a lungo. È peccato padre ammirarla da vicino? Lei:" Lo so bene dolce angelo. Ma non è il mio posto questo." Tornando seduto sulla sedia, la osservo mettersi seduta. Appoggiandosi con la schiena alla testiera del letto. Raffaele:" Qual'è il tuo nome di battesimo creatura?" Lei sorride, guardando fuori dalla finestra, lo stesso panorama che io guardo ogni giorno. Lei:" Il mio nome è Lilith. Ma non sono stata benedetta, ne maledetta. La mia natura non lo permette." Questo era scontato. Per essere battezzati, bisogna rinunciare al peccato. Ma una parte di lei è il peccato. Mi soffermo sul suo nome. Lilith, anche esso un nome utilizzato sia da angeli che demoni. Ormai non più utilizzato dai due regni proprio per questo. Lilith:" Perché sono qui? Cosa volete da un essere come me?" Raffaele gli porge la tisana, che lei accetta con gentilezza. Ringraziando. Raffaele:" Vogliamo solo sapere chi sei. E darti il nostro aiuto e magari una casa." Lei sospira , trovando un piacevole nutrimento dalla tisana. Deduco si nutri di luce come noi. Ma credo anche di oscurità, cosa che qui sicuramente non troverebbe. Lilith:" Sono nata, con le sembianze di una semplice umana. Tranne per gli occhi, questi sono sempre stati così. Ma, crescendo in un orfanotrofio, nessuno gli ha dato mai importanza. Confondendola con una malattia." Prende un'altro lungo sorso. Nello sguardo socchiuso, leggo il dolore e la tristezza di quella parte della sua vita. Crescere da umana in un orfatrofio, non deve essere stato facile. Ho visto quei luoghi creati dagli umani, per bambini non visti come dono di Dio. E molti di loro crescendo, portano dentro di sé ira e gelosia. Sentimenti che però non sento in Lilith. L'unica cosa che emana e malinconia e tristezza. Lilith:" A 16 anni, circa quattro anni fa. Ho incontrato Calipso, che sicuramente anche voi conoscerete. La stessa sera, ho avuto la mia prima trasformazione. Da all'ora viaggio in città in città, scappando da chiunque voglia usarmi contro l'altro." C'è qualcosa che non ha detto. Qualcosa che non ha mai raccontato a nessuno. Ma chi sono io per costringerla a parlare? Invece, faccio dono di ciò che ha voluto dirci. Lilith:" Per quanto riguarda la vostra ospitalità, non rimarrò a lungo qui. Non è il mio posto." Raffaele si siede sul letto vicino a lei, recuperando la tazza ormai vuota. Raffaele:" Ma può diventarlo se tu lo vuoi. Sei un anima pura e angelica, questa casa è stata creata anche per te." Lei sorride dolce, accarezzandogli la guancia. L'espressione di Raffaele è strana, e come se si bease del suo tocco. Come se il suo tocco, fosse luce che dona serenità. Lilith:" Sai bene che non sono solo angelica. Ma anche demoniaca. E un demone, non potrà mai riconoscere il paradiso come casa." La interompo, sentendo in me la tristezza per la sua futura partenza. Michele:" Ma ne ne meno L'inferno." Lei sorride, non offesa dalla mia interruzione. Ma comunque con uno sguardo di rimprovero, che mi fa mordere il labbro nervoso. Cosa che mai ho fatto in tutta la mia eterna vita. Lilith:" Esatto. Infatti il mio posto è sulla terra. Dove vive il libero arbitrio. Dove vive il gusto vive tra bene e male. Quello è il mio posto, la neutralita." Oltre alla bellezza, Dio le ha donato l'intelligenza e saggezza. È strano sapere che è la stessa donna, che si è mostrata forte e coraggiosa contro Lucifero. Ora che ci penso, Lucifero non si arrenderà mai, finché non l'avrà catturata. Michele:" Lucifero sulla terra non ti darà via di scampo. Ora che ha visto la tua potenza, non si arrenderà finché non ti avrà catturato." Lei abbassa lo sguardo. Ed io mi pento per essere sembrato così duro. Ma sono davvero preoccupato per lei. Raffaele:" Sarai nostra ospite, finché non troveremo una soluzione. Sei d'accordo Lilith?" Lei annuisce, rimettendosi sdraiata. Con gli occhi stanchi e socchiusi. Lilith:" Vi prego di non offendervi. Ma sono davvero stanca. Perdonatemi." Raffaele sorride, dandogli un bacio sulla fronte. Un bacio che noi angeli diano ai nostri piccoli per farli dormire sereni. Infatti in pochi secondi crolla in un dolce sonno. Raffaele:" Buona notte cara Lilith, e non temere, per ognuno di noi Dio ha creato il giusto destino. Solo che non ci è permesso conoscerlo." Salutandomi con il capo, lascia la stanza. Lasciandomi solo con lei. Che, quando sente la porta chiudersi, sbircia da un occhio. Come fa a essere sveglia? Il bacio avrebbe dovuto farla addormentare. Lilith:" Chiedo scusa per la piccola bugia. Ma pultroppo i poteri angelici non funzionano su di me. Come ne meno quelli demoniaci." Sorride dolce, posizionandosi sul fianco, verso di me. Michele:" Non è da angeli dire bugie." Sorrido, avvicinando la poltrona a lei. Sento il bisogno di avvicinarmi di più a lei. Lilith:" Lo so, ma è una bugia innocente. Ho sentito il suo bisogno angelico di darmi solievo. Non volevo farlo sentire inutile." Sospira, chiudendo piano gli occhi. Ma le sue parole parole mi lasciano confuso. Michele:" Hai sentito?" Lei annuisce, mantenendo gli occhi chiusi. Ormai prossima al sonno. Mi dispiace trattenerla ancora al suo meritato riposo. Lilith:" Come gli angeli e i demoni, ho la capacità di leggere il desiderio umano. Ma anche quello dei miei simili, solo se voglio. Il desiderio di potere di Lucifero. Il desiderio di aiutare il prossimo di lui. Persino il tuo desiderio di sapere." Desiderio. Il mio desiderio. Io non posso desiderare, è peccato. Dovrei vivere di ciò che ho, e non desiderare altro. Un senso di colpa mi pervade il petto. Mi sento in colpa verso di Dio. Mi sento in paccato. Lilith:" Placa la tua pena angelo. Il desiderio non sempre è peccato. Avolte desiderare, rende l'anima più pura e ricca." Sono le sue ultime parole, sospirate alla fine. Prima di crollare finalmente nel suo sonno. Poche parole, ma che mi hanno sollevato l'anima. Cancellando ogni senso di colpa. Facendomi sentire di nuovo sereno nell'anima. Una donna con il cuore d'angelo e la forza di demone. Mi chiedo padre mio, cos'hai in serbo per un'anima così tormentata dalla sua natura. Ma, mentre attendo il tuo volere, io rimarrò affianco a lei, proteggendola e sostenendola. Come lei ha saputo fare con poche parole. Lo giuro padre mio, proteggerò questa creatura che tu ci hai donato.

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