Pov Michele
È passata una settimana dall'arrivo di Lilith qui.
Ed è bello vederla finalmente in forma e sana.
Anche se non è mai voluta uscire da questa stanza.
Non ha voluto spiegarmi il perché, se non dirmi che combinerebbe dei guai.
Quale guai potrebbe mai fare questa donna?
In questi giorni ho potuto conoscerla meglio, come anche i miei fratelli.
E tutti noi siamo rimasti piacevolmente sorpresi della sua dolcezza e intelligenza.
Lo osservata parlare con Raffaele di filosofia e pensieri umani.
Parlare con Salvatore di erbe benedette e curative.
Persino con Gabriele si è trovata bene, a parlare di strategie e mosse di combattimento.
Ed io, io semplicemente trovo serenità nel parlare con lei di tutto.
Anche semplicemente del colore del cielo e del mare.
Ora mi ritrovo come ogni giorno nella sua stanza.
A cercare di convincerla a uscire fuori da qua.
Insieme ai miei fratelli.
Gabriele:" Andiamo Lilith.
C'è così tanto da mostrarti la fuori.
Concedici di mostrartelo."
Ormai siamo in confidenza con lei.
Come se fosse una nostra sorella, come se fosse sempre vissuta qui.
Lilith:" Ve lo detto.
Non posso stare in mezzo alla gente."
Sempre la stessa risposta, che ancora io non capisco.
Ha forse paura di essere giudicata?
Prendo le sue dolci mani nelle mie, incrociando quegli occhi che ammiro ogni giorno.
Sono più particolari e umani di quanto si pensi.
Le pupille sono circondate da una sottile linea nera, a dividerle dal bianco dell'occhio.
Con un puntino nero al centro.
Ma mentre la pupilla dovrebbe essere marrone o azzurro o verde.
Le sue sono una bianca e una rossa.
Sono bellissimi, anche se in questo momento sono preoccupi.
Michele:" Nessuno ti giudicherà diversa in questo posto.
Qui non esiste pregiudizio."
Lei sospira non convinta dalle mie parole.
Raffaele:" Mia cara.
Tu parli sempre della bellezza di vivere senza porsi paure a limiti.
Di conoscere il mondo in tutte le sue sfumature.
Ma ora ti rifiuti di conoscere il mondo."
Ed ecco che utilizza il suo dono, per dare serenità.
Ma Lilith titubante ci guarda tutti.
Che quasi la preghiamo di fidarsi di noi.
Salvatore:" Fidati di noi tesoro.
Non te ne pentirai."
Lei sospira e sorride arresa.
Facendoci tutti sorridere di felicità.
Lilith:" Va bene.
Ma solo per poco.
Un oretta al massimo."
Non ha il tempo di finire la frase.
Che Raffaele e Salvatore l'hanno già preso sotto braccio, accompagnandola verso l'esterno.
Seguiti da Gabriele e me, divertita dalla loro fanciullesca.
Tutti noi abbiamo migliaia di anni.
Ma i due angeli hanno sempre conservato quella innocenza infantile, che rispecchia anche il loro aspetto.
Mente io e Gabriele abbiamo un aspetto più adulto e duro.
Con i nostri tratti marcati e io corpo rude.
Loro invece hanno mantenuto l'aspetto da ragazzini, dai lineamenti delicati e il corpo sottile.
Usciamo fuori di casa, ed io non posso trattenere un piacevole sospiro.
In questi giorni sono stato chiuso o in ufficio o nella camera di Lilith.
Ma non me ne pento minimamente.
E stato davvero bello passare il tempo con lei.
Già dopo pochi passi, Lilith attira l'attenzione di tutti.
Non per la sua natura, ma per i suoi capelli.
Qui siamo tutti simili, anche nel colore biondo dei capelli, e negli occhi azzurri.
Questo per non creare differenze o pensieri di invidia.
Quindi una testa rossa fuoco, attira molta curiosità.
Gabriele:" Spicchiamo il volo?"
Chiede, spalancando già le sue nobili ali bianche.
Ma Lilith nega tristemente.
Lilith:" Preferisco passeggiare."
Mente, si vede da lontano che ama volare.
Ma credo che non voglia mostrare a tutti il colore delle sue ali.
Che so essere nere come l'oblio.
Comunque decido di non insistere, d'accordo con i miei fratelli.
E la invitiamo a passeggiare al nostro fianco.
Se non fosse per i capelli, l'abito bianco e il suo aspetto dolce.
La rende a occhio nudo un vero angelo.
Lilith:" Questo posto è così..."
Cerca la parola giusta, mentre con il viso alzato verso il cielo, si bea del calore del sole.
Lilith:" Pieno di pace."
Sussura al cielo, spalancando i suoi occhi, che ora sembrano più simili.
L'occhio rosso, si sta schiarendo, diventando rosa.
Credo che la sua parte angelica stia placando quella demoniaca.
Sta emergendo più forte diciamo.
Salvatore:" Vieni, voglio mostrarti il mio orto."
La tira da un braccio.
Mentre Raffaele sta facendo lo stesso con l'altro.
Raffaele:" E no, prima devo mostrarle la mia biblioteca."
Gabriele ridendo, si posiziona alle sue spalle.
Mettendole le mani sulle braccia.
Gabriele:" Tra i due litiganti, vince sempre il terzo.
Quindi verrà con me nella arena."
I tre iniziano a litigare in modo infantile.
Mentre Lilith ridendo di nascosto, si allontana dal trambusto.
Michele:" Vieni.
Ne avranno per un bel po'."
Mi segue, senza toccarci, per le strada della nostra città.
Guardandosi intorno serena e con un dolce sorriso.
Osserva soprattutto i bambini, correre per i prati.
O giocare con la palla, mentre le mamme li rincorrano esauste.
Nei suoi occhi mille scintille, emozioni e tristezza.
Uno sguardo così dolce, un cuore così puro, sono sicuro che anche lei un giorno avrà in dono un bambino.
Le racconto di ogni mansione.
Ogni ruolo e luogo.
Lei si guarda intorno con un pura curiosità.
Facendomi domande su domande.
Rimanendone vicino a me.
Non abbastanza da toccarci.
Ma abbastanza da sentire la sua natura e profumo.
Cenere e rugiada.
Un profumo angelico, quanto demoniaco.
Qualche persona si avvicina, come attratta dalla sua dolce aurea.
Mentre altri la guandano con indifferenza e disgusto.
Rimango in po male, per la loro reazione.
Infondo siamo tutti figli dello stesso Dio, anche lei, ma molti di noi sembrano averlo dimenticato.
Ma un senso di serenità mi riempie, nel guardare il suo viso.
Il suo sorriso innocente che, nonostante tutto, regala a chiunque incontriamo.
Fermarsi, e inginocchiarsi, davanti ad una bambina caduta.
Che piange perché messa da parte dagli altri.
Lilith le sorride, porgendole una mano.
Che viene accettata con dolcezza.
Fa volteggiare la bambina, intonando un canto all'altezza dei Serafini.
Balla con la bambina, mostrandosi come una piccola anima.
Che cammina in un mondo troppo grande.
Che vive in un potere più grande di noi.
Ride, facendola volare tra le sue braccia.
E quando la madre, dice ala bambina di allontanarsi.
Lei non se la prende, non mostra astio.
Ma sorride, promettendole di ballare ancora insieme un giorno.
Poi si volta verso di me, rimasto troppo al lungo a fissarla, con tristezza per la reazione della mamma.
Ma lei sorride, come se non fosse nulla.
Come se non esistesse quell'indifenrenza, nello sguardo della gente.
Lilith:" Camminare fa passare ogni tristezza
Ti va di passeggiare insieme?
Meriti del mondo ogni sua bellezza.
Dicono che non c'è niente di più fragile di una promessa
Ed io non te ne farò nemmeno una."
Mi canta, sorridendo, invitandomi a continuare la nostra passeggiata.
Piccola anima.
Tu non se per niente piccola.
(^^)(^^)(^^)(^^)(^^)(^^)(^^)
Passo dopo passo.
In un silenzio fatti di sospiri di solievo.
Arriviamo nella grande arena, che ha un clima diverso dal resto della città.
Una schiera di centinaia di angeli, con le loro armature.
Si allenano in coppie con spade e altre armi simili.
C'è anche un gruppo di arciere, che si allena con dei bersagli in movimento.
Altri volano su di noi, in splendide acrobazie.
Lilith:" Bellissimo."
Giura su se stessa, con la testa rivolta al cielo.
Guardando entusiasma lo spettacolo delle nostre truppe in volo.
Gabriele:"Finalmente siete arrivati."
Con un gesto manda a casa i soldati, avvicinandosi a noi.
Intanto osservo i soldati, salutare me non calcolando Lilith, che sembra esserne abituata.
In realtà speravo in un atteggiamento diverso.
Ma spero di poter risolvere la questione durante la riunione di stasera.
Gabriele:" Ho capito che non ti senti a tuo agio, nella tua forma naturale.
Ma io sono davvero curioso.
E spero di allenarmi con te, ora che siamo soli."
Ed è vero, sia io che Lilith ci guardiamo intorno.
Notando che i soldati sono tutti scomparsi.
Siamo rimasti noi, Salvatore e Raffaele.
Che in genere non vengono quasi mai agli allenamenti base.
Credo siano qui spinti dalla stessa curiosità.
Lilith si morde il labbro nervosa.
Guardando Gabri che la prega con lo sguardo.
Raffaele:" Andiamo Lilith.
Siamo solamente noi."
Anche gli altri due la guardano, con un sguardo angelico irresistibile.
Tanto che alla fine Lilith sbuffando, accetta.
Lilith:" Va bene.
Siete degli angioletti davvero ruffiani."
Li prende in giro, ridendo insieme a noi.
Camminando verso il centro della arena.
Distanziandosi da noi.
Il clima intorno a noi cambia.
Il vento le accarezza i capelli, che diventano più accesi, più rossi, quasi fossero fuochi.
Il suo corpo emana luce, che rende la sua tunica più corta e strappata su qualche punto.
Come lo sguarcio che mostra il ventre, o la parte superiore del seno.
In fino le sue enormi ali, si spalancano sulla sua schiena.
E tutti noi ne rimaniamo sorpresi.
Sono grandi quanto le nostre, che siamo gli arcangeli e unici ad averle tanto grandi.
Tanto enormi da superare di tanto la sua altezza e larghezza.
Ci si potrebbe chiudere dentro, nascondendosi dal mondo.
Gabriel sorride, euforico da questa presenza.
Che non emana solo luce e calore, ma anche oscurità e freddezza.
E come vedere un angelo e un demone fondersi.
Diventare un unica entità.
Raffaele:" Quanto è grande la creatività di Dio.
Mai credevo di aver visto mai una creatura così perfetta."
Fa un passo in avanti, verso Lilith che immobile, muove con eleganza le sue ali.
Salvatore:" Perfezione che mai avevo visto.
Ne meno in nostro fratello Lucifero."
Le loro dichiarazioni mi sorprendono.
Mai è stata messa in dubbio la perfezione di lucifero, ne meno ora che è re degli inferi.
Ma non posso non essere d'accordo con loro.
Gabriele, ormai a pochi passi da Lilith, tira fuori la sua spada d'oro e costellata da rubini.
Simile alle spade di Raffaele e Salvatore.
Mentre io possiedo una spada, d'Avorio e diamante.
Lilith sorridendo, mostrandosi non più dolce e gentile ma combattiva.
Tira fuori due spade, più corte di quella di Gabriele.
Ma dello stesso pregio della mia spada..
Lilith aumenta la sua potenza, non solo angelica.
Facendomi rincontrare la donna che ho visto combattere contro Lucifero.
I due cominciano a combattere, accomgnati da complimenti e euforia dai miei fratelli.
Salvatore:" Forza Lilith, dagli una lezione."
Raffaele:" Andiamo Gabri, sei invecchiato fratello."
Io semplicemente mi godo il combattimento amichevole.
Gabriele è il migliore tra i nostri soldati.
Ma Lilith risponde ad ogni colpo, senza mostrare stanchezza.
Raffaele:" Ma che..."
Dietro di noi, sentiamo un brusìo, che attira la nostra attenzione.
Michele:" Padre mio..."
Alle nostra spalle, moltissimi angeli guardano il combattimento con ammirazione.
Molti guardano la forza di Lilith con sorpresa.
Altri bisbigliano complimenti.
Quelli che prima la guardavano con disgusto, ora sembrano ammirare quanto è grande il potere di Dio nelle sue creazioni.
Torno a guardare Lilith che non sembra essersene accorta.
Troppo concentrata sul combattimento.
Con una verticale all'indietro, usa il calcio per fare volare via la spada.
Tornata dritta gli fa uno sgambetto, che lo fa finire in ginocchio.
Per poi puntare la punta della spada al suo petto, senza sfiorarlo.
Lilith:" Ho vinto."
Sorride, finché un applauso si alza alle nostre spalle.
Lilith torna dritta, guardandosi intorno sorpresa, ma anche spaventata.
Osserva ognuno di noi.
Ascolta ogni urlo di approvazione e complimento.
Sorridendo felice e confusa.
Fino a incontrare i miei occhi.
Sorridente, finalmente sicura e ad agio con sé stessa.
Io le sorrido, annuendo.
Facendole capire quanto questa può essere casa sua.
Corre verso di me, tornando umana e ritirando le sue ali.
Una volta davanti a me, il tempo sembra rallentare.
Innerme la vedo avvicinare il suo viso al mio.
Baciandomi con delicatezza la guancia.
Sussurando un grazie al mio orecchio.
Ma io, non vedo e non sento più nulla.
Se non quel calore sulla guancia, ed un senso di appagamento nel cuore.
Respiro in affanno, allontanandomi da lei che mi guarda confusa.
Ignara del battito inregolare nel petto.
Spalancando le mie ali bianche, spicco il volo.
Lasciandola li, ad urlare il mio nome.
(+_+)(+_+)(+_+)(+_+)(+_+)(+_+)
Come posso spiegarle ciò che sento?
Come posso dirle il desiderio che mi ha dato con quel casto bacio?
Come posso dirle che anche solo sfiorarla, crea in me agitazione?
Arrivato alle porte del tempio della luce, dove avviene la purificazione degli angeli, cado in ginocchio.
Le ali a farmi da mantello.
Il viso in lacrime verso il crocifisso.
Michele:" Perdonami padre, perché ho peccato in pensiero.
Io ho desiderato carnalmente quella donna.
Anche se esso è un peccato, che non dovrei avere nel cuore."
È peccato padre mio?
Devo chiedere ancora perdono?
Se è sì, allora perché mi sento così bene?
Perché quel bacio, mi ha fatto sfiorare la perfezione?
Io, tuo umile servitore.
Ho peccato, sfiorando con quel bacio, la perfezione che solo tu sei.
Quella donna ha creato nel mio petto un nuovo battito.
Dove fino ad ora, viveva solo l'amore per te.
Sono confuso padre.
In preda al desiderio verso di lei.
Senza abbandonare l'amore verso di te, Dio mio.
Cos'è padre mio, questo calore che sento sotto pelle?
Questa serenità grazie agli occhi di Lilith, che fino ad oggi ho sentito solo per te?
È peccato padre?
Devo chiedere perdono?
Io non lo so, perché questo sentimento, non pesa come colpa sul mio cuore.
In pochi giorni quella donna, ha saputo con la sua dolcezza e intelligenza.
Creare in me una felicità, mai conosciuta prima.
Un sentimento grezzo ma perfetto, che è cresciuto in me attimo per attimo.
Ed io me ne sono reso conto, solo con quel tocco della sua bocca sulla mia guancia.
Mi sento in peccato padre.
Perché quel bacio lo desiderato sulla bocca.
Ho desiderato carnalmente quella donna, anche in un semplici bacio.
In ginocchio ,in lacrime, prego padre, figlio e spirito Santo.
Di darmi risposta a questa inquietudine nel cuore.
Quando le lacrime sono ormai cessato, mentre il cuore è ancora in subbuglio.
Nella sala entra Raffaele, preoccupato e con l'affanno.
Raffaele:" Lilith, è andata via."
Quelle parole sono lame nel cuore.
La paura che sia colpa mia, mi fa tremare fino alle ali.
Mi rialzo, chiudendo le mie preghiere con il segno della croce.
Per poi raggiungere mio fratello sulla porta del tempio.
Michele:" Cosa vuol dire che se n'è andata?
Dove?
Quando?"
In affanno, lo riempio di domande.
Ma lui semplicemente nega, in mancanza di risposte.
Raffaele:" Dopo che te ne sei andato, è stata attaccata da una donna.
Tanto le parole dure che gli ha lanciato, che Lilith è corsa via in lacrime.
L'abbiamo cercata per ore.
Ma di lei, ne meno una piuma."
Senza aspettare altro, spicco il volo verso l'arena.
Ed ecco qual'è il vero peccato padre mio.
Le avevo promesso che le sarei stata a fianco, e invece sono scappato via.
Mettendo la mia confusione, al di sopra del suo bisogno di avermi vicino.
Atterrò con un tonfo vicino ai miei fratelli.
Che guardano con rimprovero una donna, che chiede perdono in ginocchio.
Perché mai un angelo, avrebbe attaccato verbalmente un altro figlio di Dio?
Senza dire nulla, avvicino la mano alla sua fronte, ripercorrendo i suoi ultimi ricordi.
In dono che mi è permesso usare solo con i miei fratelli angeli.
Vedo in lontananza me scappare via in volo.
E Lilith gridare il mio nome, mentre versa lacrime che io non merito.
Vedo la donna avvicinarsi a lei, mentre sento che in lei cresce un sentimento oscuro, che mai a conosciuto in vita sua.
Donna:" Maledetta.
Tu nella tua diversità potrai portare solo scompiglio è dolore.
Questa non è casa tua, e mai lo sarà.
Non sei un dono di Dio, ma solo il suo più grande errore."
Lilith trattiene il fiato, portandosi una mano sul petto.
Percepisco il suo dolore portato da quelle parole.
La vedo spalancare le sue ali nere e scappare via.
La seguo con i miei sensi, senza vederla.
Fino a che, non scompare anche la sua aurea, durante la sua caduta verso la terra.
Mi allontano dalla donna, che non smette di piangere.
Non sembra possibile che sia la stessa donna della mia visione.
Michele:" Un anno nel tempio del perdono, ti potranno assolvere dai tuoi peccati."
La donna annuisce, grata della punizione ricevuta.
Allontanadosi da noi, accompagnata dalle guardie.
Rimaniamo solo io e i miei fratelli.
Con il volto verso il cielo.
Aspettando forse che lei torni da noi.
Salvatore:" Michele...
Sai vero che quella reazione, non veniva dalla donna..."
Sospiro, abbassando il capo verso mio fratello.
Che, come me, ha lo sguardo triste ma anche sicuro di ciò che dice.
Raffaele:" Era questo il motivo per cui Lilith, non voleva uscire di casa.
Sapeva che una cosa del genere poteva succedere."
Io rimango confuso, forse tropo distratto dalla sua partenza per ragionare lucidamente.
Gabriele mi posa una mano sulla spalla, richiamando il mio sguardo.
Gabriele:" Per quanto noi vediamo solamente la sua parte angelica, lei è anche demoniaca.
Creata per corrompere gli animi puri.
Ed è quello che è successo."
Mi libero dalla sua presa, negando con il capo.
No, mi rifiuto di crederlo.
Lei è così dolce e gentile, non farebbe mai una cosa del genere.
Raffaele:" Lo so fratello ciò che pensi.
Anche io non lo crederei possibile.
Ma è nella sua natura."
Sono tutti sicuri di ciò che dico, tranne io.
Michele:" Allora perché noi non abbiamo avuto problemi?
A me non sembra che ci abbia corrotti."
Siamo stati giorni a stretto contatto con lei, e non abbiamo mai sentito sentimenti negativi.
E vero, ho scoperto di provare qualcosa per lei, ma non era un incantesimo demoniaco.
È qualcosa che solo Dio può spiegarmi.
Raffaele:" Noi siamo degli arcangeli, non possiamo essere corrotti.
Ma gli altri, sono solo umili angeli nati con un anima umana."
Sospiro, pultroppo il suo discorso non fa una piega.
E spiegherebbe la sua contrarietà a uscire.
Gabriele:" Pultroppo, lei non potrà mai vivere qui.
La sua seconda natura, porterebbe troppa negatività tra la nostra gente."
Tutti e tre lo guardiamo, spalancando gli occhi.
Salvatore:" Cosa vuoi dire?
Che dobbiamo abbandonarla?
E la nostra promessa di starle vicino?"
Sono le stesse parole che vorrei dire io.
Se le parole di Gabriele non avessero creato un nodo in gola.
Gabriele:" Già mai.
Ho promesso a Dio di proteggerla, e lo farò.
Dobbiamo solo trovare la giusta soluzione.
E soprattutto trovare lei."
Sospiro di sollievo, finalmente perdendo quel nodo alla bocca dello stomaco.
Ma mi fermo a guardare il cielo, tristemente e cosciente della situazione.
Michele:" Si è nascosta per anni.
E dopo quello che è successo, sarà ancora più difficile trovarla."
Tutti noi sospiriamo con amarezza.
Con un peccato nel cuore.
Quello di averla in qualche modo abbandonata, e quindi persa.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
dona a noi la pace...