Il cruscaio s’era seduto, non senza una certa inconvenienza; e mi teneva mente, con i pollici in quelle incavature del panciotto che stanno sotto le ascelle. Io scorrevo le pagine con una curiosità simigliante alla “disordinata vaghezza„ che i Padri tacciano di peccato; e mi soffermavo a ogni tratto, ritenuto dai capiversi come da quei freschi tralci che ti s’avvolgono quando entri nel vitalbaio. Mosso dalla delizia, leggevo qua e là ad alta voce. “Poi la sera quando appare il cielo stellato ciascuno comincia a mangiare carne e ogni cosa che a loro piace e manucano tutta la notte. E ciascuno prete d’ogni popolo va la notte tre volte con uno tamburello sonando per lo popolo suo, chiamando i suoi popolani per nome, dicendo: Manucate e non dormite, e fate la tal cosa scolpitamente, cioè di l

