La stanza dei libri dava sul lastrico d’una corticella inverdita dallo scolo delle docce; dove piante dalla fronda lustra, magnolie e camelie, ingrassavano nel terriccio dei larghi vasi di terra invetriati. Un delicatissimo cancellino, del secolo di Giannozzo Manetti, ne’ cui scompartimenti il ferraio aveva imitato a martello la figura del ragnatelo, riferiva a sé tutte le cose naturali con la seduzione dell’arte. Per la sua stessa tenuità pareva rendere più difficile l’adito e affinare il colore verdiccio della luce sino alla chiarezza di quella specie di berillo onde si dice fossero fatti gli occhi della Minerva nel tempio di Vulcano ad Atene. Se ne veniva col fardelletto il mio procacciante; e si soffermava sul limitare alzando un pochettino quel piede. Tentando io di togliergli il tes

