XII In quella notte, dopo che Clara si fu placidamente addormentata, Guido scrisse alcune lettere, che chiuse in un plico, coll’indirizzo del marchese di Chârtre. Poi rimase per lunghe ore silenzioso, triste, oppresso al tavolino. Suo malgrado la storia di Nara gli ritornava alla mente ed egli pensava a lei. – Un cuore così malvagio, con un viso così bello? Non par possibile! Eppure Nara si mostrava commossa, agitata agli insulti del duca,... i suoi occhi erano pieni di lacrime sincere. Il mio amico s’inganna certamente! Del resto, io non la vedrò più quella maliarda creatura. Che m’importa di lei? Forse è per lei che io vado ad esporre la mia vita? – Si alzò, passò in camera della moglie, e stette lungamente a considerare l’angelica creatura, che dormiva di un sonno tranquillo, sorride

