Claire Non ho dormito. Non davvero. Appena qualche istante rubato alla notte, subito spezzato da un sobbalzo, un battito di cuore troppo forte, o quell'immagine che ritorna ancora e ancora: la sua bocca contro la mia, le sue mani che mi avevano trattenuta come se avessero diritto a me. Anche nelle rare volte in cui le mie palpebre si sono chiuse, ho avuto l'impressione di sentire il suo respiro contro la mia pelle. Nel silenzio della camera, ogni rumore mi sembra amplificato. I rami che scricchiolano fuori. Il ticchettio dell'orologio. La mia stessa respirazione. Ma sopra tutto, c'è quella sensazione tenace: lo sguardo di Julien, pesante, gravoso, piantato nella mia nuca come una lama invisibile. Il primo mattino porta un cielo grigio e una luce pallida che non cancella nulla. La casa

