Chapter 2 – Il gusto del rischio 2

913 Words
SANAA Non avevo previsto di uscire stasera. Dopo questa giornata pesante alla formazione, avrei dovuto tornare nella mia stanza e affondare nel silenzio. Ma c'era quel fuoco nel profondo dei miei fianchi, quella tensione sorda che si rifiutava di spegnersi. Avevo bisogno di muovermi, di respirare, di sentirmi viva, anche solo per un attimo. Scelsi un club discreto, lontano dal tumulto turistico, un luogo dove i corpi parlano più forte delle parole. Le luci sono soffuse, accarezzano la pelle, la musica vibra nel petto, sincopata, ipnotica. Spingo la porta, mi dissolvo nell'oscurità, cercando un punto di riferimento, un segnale. Il fumo fluttua, le silhouette si intrecciano, si sfiorano, si sfidano. Mi fondo nella folla, volontariamente persa, pronta a perdermi. Poi lo vedo al bar, solo, un drink davanti a lui come un trono solitario. Il suo abito grigio antracite è spiegazzato, il colletto aperto rivela una pelle promessa ai miei carezze. E quello sguardo. Nero, profondo, che mi svela senza una parola, che mi disfa in silenzio. I nostri occhi si incrociano. Un brivido gelido mi attraversa, scendendo lungo la mia colonna vertebrale. Non esito. I miei passi mi portano verso di lui, calmi, determinati. — Non pensavo di rivederti qui, dico, la mia voce tremante tradisce il mio disagio. Lui sorride, quel sorriso che distende il suo viso serio e fa nascere la promessa del pericolo. — La notte è piena di sorprese. Le migliori arrivano senza preavviso. Si piega verso di me, il suo respiro caldo accarezza il mio orecchio, le sue labbra sfiorano quasi la mia pelle. — Sei venuta a ballare? mormora. Annuisco, incapace di rivolgergli una parola più forte. — Allora, balla con me. Mi trascina verso la pista, dove la luce gioca con le ombre, dove la musica ci avvolge, ci porta via. I nostri corpi si sfiorano, si addomesticano, si cercano. È vicino a me, il suo respiro mescolato al mio, le sue mani dolci e ferme scivolano lentamente lungo i miei fianchi. Sento il desiderio ardente risvegliarsi in me, una tensione palpabile che fa vibrare ogni fibra del mio corpo. Mi lascio andare al ritmo, dimenticando le regole, i codici, le paure. Lui mi guida, mi domina senza imporre, mi provoca senza forzare. Ogni sguardo che posa su di me è una sfida silenziosa, un invito al gioco. Rispondo con un sorriso, con una carezza leggera sul suo braccio, con un sfioramento delle mie dita sulla sua nuca. Il calore sale. I nostri respiri si accelerano. Sento le sue mani che scivolano un po' più in alto, sfiorando le mie spalle, accarezzando il mio collo. Murmura contro il mio orecchio: — Sai che non potrai più tornare indietro. Rabbrividisco, la mia pelle si infiamma sotto le sue dita. Chiudo gli occhi, persa in questa tempesta dolce e selvaggia. La musica si intensifica, i nostri corpi si abbracciano, si scaldano, si abbandonano a questa danza sensuale dove ogni gesto è una promessa, ogni respiro una dichiarazione. Sento che è pronto a portare via tutto, che sono pronta a lasciar andare tutto. Ma per ora, c'è solo la musica, la notte e questa attrazione magnetica che ci consuma lentamente. La musica pulsa ancora nelle mie vene, una vibrazione sorda che si accorda a ogni battito del mio cuore. Le sue mani, ferme e sicure, mi stringono contro di lui, come se volesse assorbirmi, rubarmi a questo mondo fermo. Non si accontenta più di toccarmi, reclama ogni parte della mia pelle, ogni sospiro che non riesco a trattenere. Afferra la mia nuca, mi attira, e le sue labbra divorano le mie con un'urgenza selvaggia, un fuoco primordiale che credevo sepolto per sempre. Rispondo senza riserve, le mie dita intrecciate nei suoi capelli, tirando, supplicando quasi che non finisca mai. Il suo corpo preme il mio, ardente, potente. Il calore che emana mi consuma, mi avvolge, mi fa vacillare tra ragione e follia. La sua mascella si serrà, i suoi denti sfiorano il mio labbro inferiore in un gioco di dominazione tenera e crudele. — Lasciati andare, mormora, rauco, quasi animale. Sento la sua lingua scivolare, insistere, fino a non avere più altra scelta che arrendermi a questa tempesta che mi travolge. Ogni bacio è una promessa di caos, un invito a perdermi, a abbandonare le mie catene invisibili. Scivola le sue mani sotto il mio vestito, esplora i miei fianchi, scende più in basso, sfiorando la pelle nuda con una delicatezza feroce. Il mio respiro si accelera, la mia pelle si infiamma sotto le sue carezze, ogni sfioramento accendendo un incendio segreto. Senza dire una parola, mi solleva, il mio corpo si piega, le mie gambe circondano la sua vita, e mi porta verso l'ascensore. Lo spazio angusto amplifica ogni sensazione, ogni brivido che corre lungo la mia colonna vertebrale. Le sue mani corrono sulla mia schiena, graffiano dolcemente, un segnale che è lì, che non mi lascerà fuggire questa notte. Mi sorprendo a voler che mi trattenga, a cercare la sua forza contro la mia. Arrivati alla camera, chiude la porta dietro di noi, il clic risuona come un colpo di tuono in questo silenzio carico di promesse. Mi schiaccia contro il muro, il suo respiro caldo infiamma il mio collo, le sue mani si perdono nei miei capelli, nei miei fianchi. — Sei mia stasera, sussurra. Mi inarco, abbandonata a questa sensazione selvaggia, a questa fame inestinguibile. La sua bocca scende, divora il mio collo, morde la pelle tenera, strapperebbe dei gemiti che trattengo a fatica.
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