Le Sfingi. Oh l'increscevole sconquasso! terribile e spaventevole tempesta! quale scossa, quale convulsione! Qua e là tutto vacilla! Insoffribile noja! Ma quand'anche si scatenasse l'inferno, noi staremo qui immobili. Repentinamente vediamo sorgere un volto al disopra di noi per opera di un prodigio. Non è lo stesso, quel vegliardo da lungo tempo incanutito, che costrusse l'isola di Delo e la fece sorgere dalle onde, per amore di una femmina vagabonda? Spingendo, fremendo, con sforzi inauditi, colle braccia tese, col dorso incurvato, nell'atteggiamento di un Atlante egli solleva il suolo, le zolle erbose, la terra, la ghiaja, la sabbia, e l'alveo delle nostre placide riviere; egli squarcia del pari a zigzag il molle tappeto della vallata. Sempre all'opera, instancabile, colossale cariatide

