Capitolo 28 L'amico Vittorio aveva lasciato questo mondo sopra il suo letto d’ospedale nella notte fra il 31 dicembre 2000 e il primo giorno del nuovo millennio, verso le 22, mentre nelle strade, come ogni anno, i fracassoni lanciavano anzitempo, reiteratamente, petardi, castagnole e fischioni, frastornando una Torino non più soggetta alle atrocità del Mostro dell’Orecchio. Vittorio però non aveva dovuto sopportare quei botti, era rimasto, sin all’ultimo, in coma farmacologico, prognosi riservatissima. Solo io gli ero stato accanto nelle sue ultime ore. L'amico m’aveva affidato, un paio d’anni prima, una busta contenente una fattura quietanzata e un foglio che rendeva le sue ultime volontà con la mia nomina a esecutore testamentario. L’avevo aperta la mattina seguente la sua morte, per
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