10Lo schiocco secco che segue è quello prodotto dall’incontro fra la mia testa e le piastrelle lucide del pianerottolo. È come se fossi stato colpito in fronte da una funivia. Non è che fossi impreparato. Al contrario. Ero pronto a scattare in avanti, teso all’azione come una molla premuta fra le dita. Il campanello gemeva e i miei muscoli vibravano, ormai pronti a balzare in avanti, e attendevano soltanto uno spiraglio, un cigolio dei cardini, un fremito della maniglia, quasi dolevano, così contratti e così immobili, ancora un secondo e non li avrei più controllati, si sarebbero resi autonomi al mio volere, mi avrebbero scagliato a denti serrati contro la porta, giacché continuavo a ripetermi che dovevo attaccare per primo e avventarmi sull’uscio, e attraverso l’uscio, e oltre l’uscio,

