Prefazione
Prefazione
«Pronto, parlo con il Prof. Prandi?»
«Sì, sono io.»
«Buonasera, caro Prof., come la tratta il mondo? Alla grande, as usual, ne sono certo.»
«Mi scusi, ma con chi ho l’onore di parlare? Deve sicuramente trattarsi di persona importante per osare importunarmi, per non dire qualche altra cosa, in così tarda ora.»
«Prof., possibile che non mi riconosce! Riporti alla mente i bei tempi di Torquay, la perla della riviera del Devonshire, e riconoscerà la mia voce.»
«Ah, la vache! Ma sei proprio tu, quello scassaminchia del Rabdomante.»
«Eh sì, sono proprio io, e non immagina quanta gioia provo nel sentire la sua voce. La sto chiamando da Manchester, dove risiedo da quasi vent’anni.»
«Anch’io sono contento di sentirti, ma mi dici perché ti sei fatto vivo dopo così tanto tempo? E dimmi: l’inglese lo avrai imparato, finalmente!»
«Certo, Prof., ormai posso considerarmi un madre lingua. La sto chiamando perché ho scritto un libro, per vincere la noia della clausura, un noir, per l’esattezza, e a chi potevo farlo leggere per primo se non al mio mitico Prof. d’inglese? Glielo mando via e-mail; l’indirizzo, così come il suo numero di telefono, me li ha dati il Biondo. Se lo ricorda?»
«E come avrei potuto dimenticarvi? Sembravate due gemelli siamesi. Non vi ho mai visto da soli.»
«Allora, Prof., me lo legge questo noir, così mi dice se posso darmi da fare per una eventuale pubblicazione? A me sembra discreto, ma vorrei un suo parere. Ci terrei proprio che lo leggesse, anche perché è proprio lei uno dei noir characters».1
«Io! Ma come ti è saltato in mente?»
«Prof., io non ho mai dimenticato tutte le storie di uomini e di navi che ci raccontava a scuola, e siccome il libro parla di una nave e del suo capitano, non ho potuto fare a meno di pensare a lei.»
«E bravo il Rabdomante. Adesso sono proprio curioso di leggerlo; mandamelo subito, e in un paio di giorni ti dirò cosa ne penso. Buonanotte, amico mio.»
«Grazie, Prof. Lei non mi delude mai. Buonanotte.»
Puntualissima la definizione di noir data dall’autore al suo lavoro: definizione che mi sento di condividere in pieno, soprattutto per le atmosfere che Angelo Bandiziol ha saputo evocare nella descrizione degli episodi e dei personaggi che caratterizzano la narrazione.
Il lavoro, grazie a una scrittura vivace e colorita, scorrevole e incisiva, priva di orpelli e talvolta sostenuta da una sottile vena ironica, si legge piacevolmente.
Le descrizioni sono accurate e non appesantiscono la narrazione complessiva, che poggia su una ben calibrata struttura dialogica e un plot originale e intrigante.
La linea di svolgimento è ben tracciata e mette in luce una sorprendente capacità di raccontare e rappresentare il senso di una figura, di un personaggio, di una situazione.
Solido nell’impianto, ben costruito nella trama, il noir si articola grazie a un linguaggio accurato dove le parole hanno l’efficacia della originalità e della freschezza dando, in tal modo, corpo, vita e soprattutto credibilità ai personaggi, anche a quelli di contorno, e alle situazioni.
Sono certo che questo moderno noir catturerà l’attenzione del lettore fin dalla prima pagina, impedendogli di alzarsi dalla sedia.
Francesco Prandi
1 Personaggi.