Ledra Palace, Nicosia (Cipro), ore 23:52

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Ledra Palace, Nicosia (Cipro), ore 23:52 Un uomo in divisa si affrettò lungo i corridoi di quello che fino al 1974 era considerato il migliore albergo della città. Il basco azzurro lo identificava come in servizio presso la forza di pace ONU operante all’interno della missione UNFICYP. I militari dell’ONU erano incaricati di sorvegliare la Green Line, zona cuscinetto che divideva a metà l’isola. La linea a sua volta era suddivisa in tre settori, ognuno affidato a un contingente diverso. Il settore centrale, identificato con il numero 2, era presidiato dai soldati britannici. La base del contingente si trovava proprio presso il Ledra Palace. Il capitano Jenkins si fermò davanti alla porta di una camera, un tempo tra le più costose dell’hotel, e bussò con vigore. Dall’interno della stanza qualcuno iniziò a tossire. Jenkins si accarezzò la base del collo come faceva sempre quando era nervoso. Sfiorò un punto in cui erano presenti i segni di un’ustione che si era procurato quando era bambino. In quell’occasione aveva capito che era meglio non accendere fuochi senza la presenza di un adulto. Lo sfogo di tosse passò. «Avanti!» invitò una voce rauca dall’interno. Dopo aver spinto la porta, il militare si mise sull’attenti. L’arredamento della stanza era rimasto quello classico e lussuoso di un tempo; l’odore dolciastro di sigaro impregnava l’aria. Un uomo in vestaglia era seduto su una poltrona, posizionata accanto a un letto a baldacchino. I corti capelli grigi rivelavano che aveva passato i cinquant’anni. Aveva i piedi nudi e callosi appoggiati su una sedia e in grembo teneva una vecchia copia del romanzo 1984 di George Orwell. «Che diavolo vuole a quest’ora, capitano Jenkins?» domandò l’uomo stringendo un sigaro tra le labbra. «Mi scusi se la disturbo, signore, ma sta succedendo qualcosa di grave.» Le ispide sopracciglia dell’uomo si aggrottarono. «Cosa sta succedendo?» Il colonnello Mills comandava il contingente britannico da quasi un anno. Dal suo insediamento c’erano stati diversi momenti di tensione nel suo settore, sfociati talvolta in scontri tra greci e turchi. Per fortuna non c’era mai scappato il morto ma solo alcuni feriti. Lo sguardo preoccupato di Jenkins gli faceva però sospettare che stavolta fosse accaduto qualcosa di più grave. «Siamo stati appena contattati dal generale Heker, comandante in capo dell’esercito turco. Ci ha informato che a mezzanotte le sue forze di stanza a Cipro Nord varcheranno la Green Line e che è nel nostro interesse evitare di opporre resistenza. Ha consigliato di mettere al sicuro le nostre truppe su tutta la linea. Appena sarà possibile ci permetteranno di spostarci per raggiungere in sicurezza le basi di Akrotiri e Dhekelia.» Per poco il sigaro non cadde dalle labbra di Mills. «Che cos’è, uno scherzo?» «È quello che gli ho chiesto anche io ma non sembrava che il generale avesse molta voglia di scherzare. In effetti, alcuni posti di guardia hanno notato strani movimenti di mezzi militari oltre il confine negli ultimi minuti.» «Santo Dio!» riuscì a esclamare il colonnello prima di avere un altro accesso di tosse. «Che ordini devo dare agli uomini?» Mills si riprese dopo aver raschiato la gola. «Mi faccia parlare subito con Heker.» «Signore, abbiamo i minuti contati. Non credo che sia utile farsi ripetere quello che mi ha già detto. «Ha ragione. Devo contattare subito il comandante della missione. Non abbiamo tempo da perdere. Nel frattempo, lei dia l’allarme e avvisi i ciprioti. A quanto pare, tra poco ci troveremo in mezzo a una nuova guerra.»
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