— “Secondo posto.” — “Non male,” commentò Lorenzo Conti con voce calma. Micheal rispose distrattamente con un “Si”, poi esitò un attimo e chiese: — “Ho sentito i miei genitori dire che tu e mia sorella vi siete sposati?” — “Sì.” — “Allora trattala bene. Altrimenti, giuro che non te la farò passare liscia.” Sapeva bene che, nel loro mondo, i matrimoni erano spesso combinati dai genitori, e che lui, come fratello minore, non aveva diritto di parola. Perciò, quell’avvertimento era più simbolico che reale, un modo per sentirsi almeno un po’ utile. Anna era la sua unica sorella. Per quanto Micheal rispettasse Lorenzo, non riusciva a fidarsi completamente di quell’uomo dal fascino naturale, troppo affascinante, troppo perfetto. Ma il suo tentativo di mostrarsi minaccioso risultò goffo e

