«Ma guarda, un salamino affumicato» gli venne spontaneo dire per sdrammatizzare, quando si rese conto che era anche annerito dal fumo. «Cazzo ridi? Brutto bastardo, liberami che poi facciamo i conti» sbraitò Max, che di ridere non ne aveva nessuna voglia. Lo liberò in tutta fretta e si precipitarono giù per le scale, trascinando malamente i due rumeni agonizzanti con loro prima che finissero arrosto. Nell’androne, la porta a vetri lasciava filtrare la fioca luce del primo lampione in strada. L’opaca e irregolare scia del sangue dei due feriti risaltava scura e sinistra sul bianco lucido del pavimento. Il fumo che invadeva la tromba delle scale cominciava ad arrivare anche lì. Gerry accese la torcia del suo telefonino e illuminò i due feriti per esaminarli meglio. Uno non si muoveva propr

