Julie si guardò intorno. La cella non era poi così diversa dal posto in cui era stata prigioniera per anni:barre rinforzate, pareti spoglie, una piccola finestra troppo in alto per essere raggiunta. Il perfetto luogo dove essere dimenticata. Per qualche ora. O per sempre. Un luogo dove nessuno poteva vederla mentre cercava quel punto maledetto sotto la pelle. Dove nessuno avrebbe potuto notare i movimenti sospetti. Dove non rischiava che qualcuno collegasse l’attacco nemico al fatto che fosse entrata nella fortezza. Attese in silenzio. Fino a essere certa che non c’era nessuno nel corridoio.Solo allora Julie si permise di respirare. Si avvicinò all’angolo più lontano dalla porta, si accovacciò e appoggiò la fronte alle ginocchia. Aveva bisogno di due minuti. Solo due. Per non crollare. Ins

