Valeria La notte è calata da tempo, una notte senza luna, senza stelle, senza speranza, una notte d'inchiostro e di piombo che pesa sul castello come un coperchio di bara, e sono sola nella mia camera, questa camera minuscola che è diventata il mio universo intero, la mia cella, la mia tomba anticipata, e sono sdraiata sul mio giaciglio, le mani posate sul mio ventre che è ora così grosso, così rotondo, così teso, che non posso più vedere i miei piedi quando sono in piedi, che non posso più chinarmi senza perdere l'equilibrio, che non posso più girarmi nel mio letto senza uno sforzo immenso e doloroso. Ed è lì che accade, nel cuore di questa notte senza fine, nel momento in cui credevo di aver toccato il fondo della disperazione, in cui pensavo che niente potesse più raggiungermi, che er

