Andare avanti

4305 Words
Sono stesa in mezzo ad un prato verde che si estende all'infinito in tutte le direzioni. Il cielo è costellato di stelle ed ancora una volta splende la luna piena. Mi alzo in piedi e noto di essere senza scarpe e con indosso solo il pigiama. L'erba sotto i miei piedi è soffice e fresca, nulla a che vedere con il gelo di questi ultimi giorni. Riconosco questo posto, è lo stesso in cui avevo incontrato Damien in sogno qualche tempo fa. Damien... Lo incontrerò anche questa volta? Forse vuole parlarmi dopo quello che è successo? Al solo pensiero il mio cuore inizia a battere all’impazzata. -Tesoro mio. Mi volto di scatto, so esattamente a chi appartiene questa voce ma non posso credere di starla davvero udendo. Il mio cuore si ferma ed il respiro mi muore in gola. Mia madre. I capelli le ricadono sulle spalle, cosa che succedeva di rado dato che a causa del suo lavoro come infermiera aveva preso l’abitudine di tenerli legati, i suoi occhi malinconici sono puntati su di me e le sue labbra sono incurvate in un debole sorriso. Indossa un candido vestito bianco senza maniche che le arriva fino alle caviglie, mostrando i suoi piedi nudi appoggiati sul terreno. Una lacrima solitaria scende dai miei occhi lungo la mia guancia. Questo è decisamente un sogno, ma anche se so che non è reale, averla ora davanti a me mi riempie di gioia ed al tempo stesso di dolore perché so che, non appena aprirò gli occhi, lei sparirà. -Oh, piccola mia...- la sua voce melodiosa è triste e preoccupata:-Non piangere. -Mamma...- sussurro gettandomi tra le sue braccia e stringendola forte a me. Sembra così reale, eppure al tempo stesso mi rendo conto che non provo le stesse sensazioni di quando la abbracciavo nella realtà, non percepisco lo stesso calore ed anche il suo tocco sembra quasi inconsistente quando mi stringe a sé. -Shh... piccola mia. Ho poco tempo, quindi ora ascoltami attentamente.- dice prendendomi il viso tra le mani e facendo incrociare i nostri sguardi. Mi perdo nei suoi occhi marroni così diversi dai miei e così pieni d’amore... -Smettila di chiuderti in te stessa e di piangere. Io sarò sempre accanto a te, sarò sempre nel tuo cuore, quindi rimettiti in sesto. E soprattutto non gettare via la tua vita, torna a sorridere e goditi ogni momento. Voglio che tu sia felice. Non cercare chi mi ha uccisa, non cercare vendetta, non devi correre pericoli, chi mi ha fatto del male ne farà anche a te. Rimani con Gionata ed ascoltalo, lui è qui per proteggerti, vero? È un angelo, proprio come tuo padre... Quando l’ho visto la prima volta, l’ho capito subito.- mi dice mentre i suoi occhi si inumidiscono, ma il sorriso non abbandona le sue labbra nemmeno per un momento. -Tu non sei frutto della mia fantasia, vero?- domando con la voce incrinata e lei si fa sfuggire una debole risata. -Reale quanto può esserlo lo spirito di un trapassato.- sussurra poi tornando seria:-So che non avere tuo padre accanto a te in questi anni ti ha fatta soffrire molto, ma non odiarlo, è stato proprio lui a farmi venire qui da te, tesoro mio. Avrei dovuto dirti prima la verità, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo, volevo tenerti all’oscuro di tutto il più a lungo possibile. Volevo solo proteggerti, meno ne sapevi e più al sicuro saresti stata, forse nemmeno il tuo lato angelico si sarebbe risvegliato... Ma ormai hai scoperto la verità, o sbaglio? Quando angeli e demoni sono entrati nella tua vita, hai iniziato a risvegliarti ed ora non puoi più nasconderti tra gli umani, ti daranno la caccia e sarai in pericolo. Lotta con tutte le tue forze, non arrenderti mai, mi hai capita? -Tu... tu sapevi tutto?- le domando asciugandomi le lacrime con il dorso delle mani, incredula. Sospettavo che sapesse già di mio padre, ma ora mi sembra evidente che ne sapesse molto di più di quel che immaginavo. -Mi dispiace di non averti detto nulla, mi dispiace così tanto...- sussurra lei accarezzandomi una guancia con tenerezza:-Ti prego di fare molta attenzione d’ora in avanti, anche più di prima. Guardati le spalle e non fidarti di nessuno se non dei tuoi amici, Roxy, Shawn, Damien, Gionata... Loro non ti tradiranno. -Come... come fai a... a dirlo?- le domando sorpresa. Shawn e Damien non li conosce se non per averli visti un paio di volte quando mi hanno riaccompagnati a casa. -So molte cose, fidati della tua mamma. Ricordati che ti amo con tutto il mio cuore e perdonami per averti lasciata così presto...- sussurra con un filo di voce mentre dai suoi iniziano a scendere calde lacrime e la sua figura inizia a farsi sempre più inconsistente. -No, mamma! Non andare, resta ancora!- urlo iniziando a piangere disperata, non sono ancora pronta a lasciarla andare, vorrei continuare a parlare con lei, vorrei farle così tante domande e vorrei che mi dicesse tutto quello che sa, soprattutto su mio padre. Lei continua a sorridere finché non sparisce nel nulla diventando diventando della polvere argentea che si leva verso il cielo. Cerco invano di correrle dietro e di afferrarla, ma invano ed alla fine inciampo nei miei stessi piedi e finisco a terra in ginocchio. -Mamma! Non andartene, non di nuovo! Ti prego, non lasciarmi da sola!- urlo verso il cielo stellato scoppiando a piangere e stringendo alcuni fili d’erba tra le mani. Il mio respiro si fa sempre più irregolare finché sento l’aria mancarmi ed i polmoni bruciarmi. Fa così male, il cuore fa così tanto male... Vorrei solo che tutto questo dolore smettesse di lacerarmi, che sparisse, ma questo accadrebbe solo con il ritorno di mia madre. -Astrid, diamine, calmati!- esclama una voce profonda alle mie spalle. Riconosco subito a chi appartiene, ma non ho intenzione di voltarmi, non ho nemmeno intenzione di guardarlo in faccia. Damien si inginocchia davanti a me ed inizia a scuotermi per le spalle:-Astrid! -Perché... perché sei qui? Cosa vuoi? Hai già chiarito la tua posizione, vattene! Vattene! Lo hai detto tu stesso che dobbiamo stare lontani!- urlo tra un respiro e l’altro ed i miei polmoni sembrerebbero stare per esplodere per lo sforzo. Non voglio più svegliarmi e tornare alla realtà, voglio dormire per sempre. Voglio restare qui, con mia madre. -Perché ho sentito che ti stavi agitando troppo, ecco perché sono venuto!- esclama lui stringendo le mie spalle con le mani e scuotendomi con maggiore forza:-Guardati intorno, dannazione, stai distruggendo tutto e rischi di rimanere qui per sempre e non svegliarti più! Alle sue parole alzo lo sguardo e noto che il panorama è cambiato notevolmente, le stelle in cielo si stanno spegnendo una dopo l’altra così come la luna sta sparendo gradualmente lasciano il posto all’oscurità più assoluta mentre il terreno sta sprofondando in una voragine di tenebre. -Magari è esattamente quello che voglio, quindi ora vattene e lasciami qui!- ribatto io allontanando da me le mani del demone con uno strattone. -Sei forse impazzita? Non ti devi arrendere in questo modo!- inizia a dire Damien ed io mi tappo le orecchie per smettere di ascoltarlo, finché una frase non attira la mia attenzione:-Tua madre non è venuta qui per nulla! Dimostrale che sei una ragazza forte, rialzati e svegliati! Fallo per lei, per tenere vivo il suo ricordo! Fallo per Roxy e Shawn che morirebbero pur di vederti sorridere un’altra volta. Fallo per chi ti pare, ma fallo! Ti prego, continua a desiderare di vivere. Alzo il mio viso finché i miei occhi non incontrano i suoi, in essi leggo... preoccupazione e paura. È davvero preoccupato per me? Ha paura che io me ne vada per sempre? Perché se tanto non vuole più avere a che fare con me? Perché dopo quello che mi ha detto, dopo avermi abbandonata, è di nuovo qui a dirmi di lottare? Io sono stanca di tutto, non voglio andare avanti vivendo nel terrore che possa accadere qualcosa ai miei amici o a me, non voglio dovermi guardare costantemente le spalle e non voglio abituarmi all’assenza di mia madre. Voglio solo che tutto finisca. -Svegliati. Desidera di tornare a vivere, svegliati. Ti prego.- continua lui incorniciando il mio viso con le sue mani e costringendomi a guardarlo negli occhi mentre tutto intorno a noi va in pezzi. Mi sento come ferma sull'orlo di un precipizio. Ho due scelte: lasciarmi andare, arrendermi e porre fine a tutto adesso o fare un passo indietro e riprendere la mia strada, una strada che diventerà sempre più ripida e piena di ostacoli. So perfettamente quale sarebbe la scelta più facile, ma so anche quale scelta mia madre vorrebbe che facessi. -Sei uno stronzo.- mormoro al demone appoggiando le mie mani sulle sue e stringendole. -Lo so.- ribatte lui e noto gli angoli della sua bocca sollevarsi impercettibilmente. -Smettila di calpestare i miei sentimenti.- sussurro mentre il mio respiro si fa più regolare. Senza attendere una risposta chiudo gli occhi e, con ancora nella mente impresso il volto di mia madre, cerco di svegliarmi. Spalanco gli occhi all'improvviso e mi siedo sul materasso grondante di sudore e con il respiro affannato. Sono nella camera di Roxy, nel letto accanto al suo sul quale lei sta dormendo pesantemente. Con le dita delle mani mi tocco le guance e noto che sono umide a causa delle lacrime, subito mi affretto ad asciugarle con le maniche del pigiama. Un brivido di freddo percorre tutto il mio corpo e mi accorgo che la finestra è aperta. Mi alzo rapidamente dal letto e mi affaccio ad essa, il mio sguardo viene catturato subito da una figura appoggiata al tronco di un albero ad una decina di metri. Un lampione illumina parzialmente la strada, ma non la persona appoggiata all'albero, che rimane una sagoma nera e confusa. Non ho comunque bisogno della luce per riconoscere Damien e sono pronta a scommettere che mi sta osservando. Dopo qualche attimo lo vedo allontanarsi e mi decido a chiudere la finestra. Il demone ha detto di volermi stare lontano eppure entra ed esce dalla mia vita a suo piacimento, proprio non riesco a capirlo. -Cara mia, alzati dal letto o ti prendo a calci!- sento urlare la mia amica e subito scatto in piedi, disorientata. -Cos’è successo?- domando con la voce impastata dal sonno e confusa dal perché la mia amica che stia correndo avanti e indietro per la stanza afferrando i suoi vestiti. -Non abbiamo sentito la sveglia, sono le sette e un quarto! Tra meno di quindici minuti passa l'autobus ed i miei sono entrambi già andati al lavoro!- esclama lei e subito inizio a prepararmi. Una volta pronte usciamo di casa e, prima di correre dietro a Roxy verso la fermata dell’autobus, faccio un respiro profondo e chiudo gli occhi. Ho scelto di andare avanti e di rimettermi in piedi, quindi mi impegnerò con tutte le mie forze per farlo. Questo deve essere un nuovo inizio. Fortunatamente io e Roxy riusciamo a salire sull'autobus un istante prima che l’autista chiuda le porte ed occupiamo i primi posti vuoti che troviamo. Entrambe abbiamo il fiatone e, dopo esserci guardate per qualche istante negli occhi, scoppiamo a ridere nel vederci spettinate con le guance arrossate per lo sforzo ed un’espressione sfinita. -Mi sembri... più allegra oggi.- commenta Roxy con un dolce sorriso una volta ripreso fiato. -Questa notte ho visto mia madre.- ribatto allora io decidendo di raccontarle ogni cosa del sogno, tralasciando però l'incontro con Damien. Voglio smetterla di pensare a lui e di farmi turbare così tanto da ogni sua parole ed ogni suo gesto. -Ti è davvero apparsa in sogno?- domanda la mia amica rivolgendosi più a se stessa che a me mentre scendiamo dall’autobus ora fermo nel piazzale della scuola. Io annuisco:-Devo rimettermi in piedi. -Ti darò una mano a non ricadere, ti sorreggerò ogni volta che ne avrai bisogno.- dice la mia migliore amica prendendomi per mano e vorrei prendermi a schiaffi da sola per essermi permessa di pensare di lasciarla per sempre. Appena raggiungiamo la nostra aula, però, mi viene immediatamente voglia di fare dietro front e tornarmene a letto. Damien. Sally ha ormai occupato il banco di Sebastian, che ha smesso di presentarsi a scuola, ed è avvinghiata al suo braccio, il volto a pochi centimetri da quello del demone che non fa un solo movimento per allontanarla. E dire che ieri invece ha fatto di tutto pur di allontanare me. Altra cosa che non posso non notare è come non tenti nemmeno di zittire la ragazza che parla ininterrottamente, mentre dopo la prima frase che dico parte subito all’attacco dicendomi che parlo troppo. A quanto pare ha solo bisogno di stare lontano da me e non dalle altre. L’immagine davanti a me, purtroppo, mi infastidisce più di quanto vorrei e mi sento così stupida... Soltanto ieri stava baciando me ed ora... -Non farti rovinare l'umore da Damien.- mi dice Roxy guardando in cagnesco il demone e l’avvenente ragazza al suo fianco. -Non mi importa nulla di lui.- rispondo io con orgoglio per poi entrare in aula ed andare a sedermi al mio posto cercando in tutti i modi di sembrare disinteressata, anche se con la coda dell’occhio non posso fare a meno che osservarli. -Buongiorno, principessa!- esclama qualcuno di molto familiare raggiungendomi e facendomi distogliere lo sguardo dalla finestra. -Hey.- rispondo io abbozzando un sorriso e Shawn mi guarda sorpreso, per poi chinarsi verso di me e stringermi in un abbraccio. -Finalmente rivedo il tuo sorriso!- esclama raggiante ed io non posso fare altro che rendermi conto di quanto stupida sia stata fino ad oggi, ho fatto preoccupare tutti quanti con il mio atteggiamento autodistruttivo. -Si, ma ora è gelosa di Sally la cozza.- borbotta Roxy raggiungendoci e sedendosi accanto a me. -Roxy!- la rimprovero io linciandola con lo sguardo:-Non è vero -Sì, come no! Lo capisco dal tuo sguardo che vorresti prendere Miss Gambe Lunghe per i capelli e trascinarla lontana dal tuo affascinante e tenebroso amato.- continua lei con un filo di voce ed io la guardo male. Ci manca solo che Damien si metta ad ascoltare la nostra conversazione... -Ti stai sbagliando.- controbatto irritata più con me stessa che con lei perché, purtroppo, ha ragione. -Fattene una ragione, ti sei innamorata dello stronzetto, anche se a parer mio potevi scegliertene uno migliore.- borbotta Roxy incrociando le braccia sul banco e guardandomi comprensiva. Io sposto il mio sguardo prima su Roxy e poi su Shawn che annuisce con convinzione. -Ma io non voglio...- sussurro affranta. Che senso ha amare qualcuno che ti ha palesemente respinta dicendoti di volerti stare alla larga? -Te ne sei scelta uno un po’... contorto.- mormora il rosso avvicinandosi al mio orecchio per non farsi sentire:-I sentimenti non sono il suo forte, o te lo dimentichi oppure lo accetti per come è. Solo... non darti false speranze, non voglio che tu rimanga delusa. Come se non lo sapessi già... Prima che chiunque possa dire altro la campanella suona ed il mezzo demone è costretto a salutarci e ad uscire dalla nostra classe. Ora la mia priorità è riprendere le redini della mia vita ed affrontare la morte di mia madre, di certo non ho le energie per pensare a Damien e a tutti i segnali contrastanti che mi manda. -Astrid?- mi riprendo dai miei pensieri ed accanto al banco di Roxy vedo Gionata:-Come stai? -Meglio dei giorni scorsi.- sussurro io. -Hai visto tua madre, vero?- domanda sorridendo e sia io che Roxy lo guardiamo sorprese. Come fa a saperlo? -Ho percepito la presenza della sua anima.- spiega lui prendendomi le mani tra le sue:-Spero che parlare un’ultima volta con lei ti abbia dato conforto. Già... l’ultima volta. Non potrò mai più vederla né tanto meno parlare con lei, posso solo lasciarla andare. -Puoi fissarmi quanto ti pare, caro mio, ma non mi schiodo da qui.- dice d’un tratto la mia amica linciando il biondo:-In compenso puoi sistemarti al mio posto. Però, prima che tu vada e che entri il prof, dovresti spiegarci un esercizio che era di compito. Sai, Astrid non è una cima in matematica e non è stata in grado di risolverlo. -Hey! Se sei tanto geniale, avresti potuto risolverlo tu!- esclamo allora io e la mia amica si volta verso di me per farmi la linguaccia. Gionata ci osserva divertito e prima che possiamo metterci a discutere dice:-Certo, vi aiuto volentieri. L'angelo allora si posiziona tra me e Roxy e, prendendo il mio quaderno, inizia a spiegarci il problema di matematica che non siamo riuscite a risolvere nei giorni scorsi, anche se in realtà nessuna delle due si è particolarmente applicata per farlo. Ad un certo punto le parole dell’angelo iniziano a farsi distanti e sento lo sguardo bruciante di qualcuno alle mie spalle. Quando la sensazione non passa decido di controllare e, con la coda dell’occhio, vedo Damien che mi osserva intensamente e a giudicare dal suo sguardo sembrerebbe piuttosto irritato. Ora che cosa gli prende? Ha più sbalzi d’umore di una donna incinta. -Fin qui ci sei?- mi domanda l'angelo notando che mi sono distratta ed io mi affretto ad annuire tornando ad ascoltarlo. Devo smetterla di pensare a demone e di cercarlo sempre con lo sguardo, lui vuole che io gli stia lontana ed io farò esattamente come mi ha chiesto. -Oggi Damien è... strano.- asserisce Gionata sussurrando al mio orecchio mentre siamo seduti per terra in corridoio. Siamo circa a metà intervallo e per tutto il tempo il demone non ha fatto altro che fissarmi irritato mentre Sally ha cercato in tutti i modi di attirare la sua attenzione su di sé. -Poco importa, ho di meglio a cui pensare nella vita.- ribatto sulla difensiva, di certo non ho intenzione di mettermi a parlare a cuore aperto con l’angelo. -Non hai tutti i torti, ma non mi piace che continui a fissarti.- mi spiega il biondo guardandosi intorno ed osservando i vari studenti che ci passano davanti. -Non dirlo a me...- borbotto io tenendo gli occhi fissi sul laccio della mia scarpa destra che stringo tra le dita. -Com'è stato rivedere tua madre?- mi domanda all'improvviso l'angelo interrompendo il silenzio creatosi tra noi e allora io concentro tutta la mia attenzione su di lui. -Non saprei come descriverlo...- mormoro ripensando a tutte le emozioni che ho provato quando me la sono ritrovata davanti nel sogno:-Quando l'ho vista ero inizialmente incredula e credevo che non fosse reale, ma ero contentissima, mi sentivo benissimo. Parlare con lei, poterla abbracciare... Facevo fatica a credere che fosse davvero lei, che non fosse solo frutto della mia immaginazione, ma quando se ne è dovuta andare... Il mio cuore si è spezzato ulteriormente e ho sentito così tanto dolore... Avrei tanto voluto restare in quel sogno per sempre. -Ma Damien è venuto a salvarti, giusto?- mi domanda inarcando un sopracciglio ed io lo osservo con le sopracciglia inarcate, mi sembra più informato di quanto dovrebbe. -Ieri sera, appena ho avvertito che tua madre stava cercando di comunicare con te, sono volato da te. Ero preoccupato, pensavo che ti saresti arresa e che saresti rimasta nel tuo sogno per sempre, così saresti morta. Quando sono arrivato però ho visto Damien sdraiato per terra accanto al tuo letto con gli occhi chiusi, mi sono avvicinato ed ho capito tutto. Era entrato nel tuo sogno, anche lui era preoccupato per te. È stato lui a riportarti indietro, non è vero?- mi domanda con dolcezza. -Sì...- rispondo borbottando:-Preferirei però non parlarne, voglio solo che lui esca definitivamente dalla mia vita. -Come mai questo cambiamento? Fino a non molto tempo prendevi le sue difese a spada tratta.- mi domanda curioso. -Perché lo ha voluto lui e non sarò di certo io ad andare a pregarlo di cambiare idea.- ribatto innervosita. Non voglio raccontare a Gionata del bacio e men che meno di quello che mi ha detto subito dopo, altrimenti tutto quello che sto cercando di dimenticare si imprimerebbe a fuoco nella mia testa e non è ciò che voglio. -Tasto dolente...-sussurra lui spostando lo sguardo dalla folla di studenti a me. -Quindi meglio evitare di premerlo.- ribatto guardando il pavimento e nel frattempo inizio ad avvertire su di me l'intenso sguardo di qualcuno. Mi trattengo più che posso dall'alzare la testa, anche se immagino già chi possa essere, Damien. Dopo pochi secondi però cedo ed alzo il capo, perdendomi nei profondi e scuri occhi del demone che si trova in fondo al corridoio. I nostri occhi rimangono incatenati tra di loro finché non arriva Sally che immediatamente si avvinghia al braccio di Damien e, prima che lui possa anche solo muoversi, si protende in avanti lasciando un bacio a stampo sulla sua guancia. Non resisto ulteriormente e subito distolgo lo sguardo da quella ridicola scenetta voltandomi nella direzione opposta da cui finalmente vedo spuntare la chioma azzurra della mia amica e quella rossa del suo ragazzo. -Scusate se ci abbiamo messo tanto, ma non riuscivo a trovarlo!- esclama raggiungendoci Roxy mentre indica Shawn al suo fianco. -Hey!- esclama sorridendomi e poi rivolgendosi con freddezza all’angelo seduto di fianco a me dice:-Gionata. Nemmeno il biondo è particolarmente entusiasta di vederlo, infatti si limita a rispondergli con un cenno del capo osservando attentamente ogni mossa del mezzo demone. Ormai è trascorso un po' di tempo da quando si sono conosciuti, non dico che dovrebbero diventare amici all'improvviso (sarebbe... strano) ma potrebbero almeno abituarsi alla presenza l'uno dell'altro e smetterla con questa loro inutile guerra fredda fatta di occhiatacce e silenzi. -La smetteranno mai?- sbuffa Roxy esasperata roteando gli occhi al cielo ed io scuoto la testa. -Smettetela di uccidervi con lo sguardo e datemi retta, io e la biondina qui abbiamo bisogno di aiuto con lo studio e voi due, anche se non mi è molto chiaro come sia possibile dato che non vi ho mai visti aprire un solo libro, avete dei voti da fare invidia e sapete praticamente ogni cosa. Perciò, alle quindici in punto ci incontreremo alla biblioteca della scuola e voi due, da bravi, ci farete qualche ripetizione. Inutile dire che non accetto rifiuti!- esclama la mia amica appoggiando sue mani sui fianco e guardando il mezzo demone e l’angelo con fare autoritario. Non posso crederci, era seriamente questa la sua splendida idea per farci recuperare lo studio delle ultime settimane? Mi sto dirigendo a passo svelto in biblioteca, se non mi sbrigo di tardare ed è meglio evitare di far infuriare Roxy. Come al solito mi sono smarrita tra mille pensieri e mi sono accorta troppo tardi che era l’ora di mettersi in cammino. Sono così distratta a pensare ad una scusa da dire alla mia amica che non riesco a fermarmi in tempo quando svolto l'angolo del corridoio e mi ritrovo davanti una ragazza contro cui vado a sbattere. -Oh, ti prego, scusami! Ero distratta!- esclamo mortificata facendo qualche passo indietro barcollando e, non appena sposto lo sguardo sul suo viso, la riconosco, Sally. Ottimo. La ragazza, senza prestare troppa attenzione a me, si china per raccogliere dei fogli che le sono sfuggiti di mano e nel mentre dice:-No, non è un pro... Si interrompe appena alza il viso verso di me ed i suoi occhi si scontrano con i miei, il suo sguardo si indurisce all’istante e la sua espressione muta rapidamente da una serena ad una infastidita. -Vedi di guardare dove metti i piedi, impiastro!- sbotta innervosita. -Scusami, mi dispiace...- sussurro abbassando lo sguardo, imbarazzata. Lei fa un passo avanti e mi punta il dito in faccia. Dalla nostra vicinanza riesco a notare che sia le sue labbra che il suo naso sono perfetti, che i suoi denti brillano come fari nella notte e che i suoi splendidi occhi marroni hanno delle lievi sfumature di verde chiaro. Il trucco è perfetto, i capelli sono lucenti e morbidi e le unghie ben curate. Lei è perfetta, si vede che è una ragazza a cui importa molto dell'aspetto fisico e che ci tiene a mettere in risalto la propria bellezza, capisco perché Damien non la allontani. -Vedi di girare a larga dal mio Damien. Non credere che non abbia notato come gli sbavi dietro, te lo mangi con gli occhi. Se ti becco un'altra volta non me ne starò buona e tranquilla, non farò finta di niente.- sibila socchiudendo gli occhi per poi superarmi dandomi una spallata senza attendere una mia risposta. Mio. Mio. Mio. Mio. Mio. Mio. Mio. Il suo Damien, come no. Mi chiedo che cosa avrebbe detto lui se fosse stato presente, non credo che avrebbe gradito molto essere definito come un oggetto di sua proprietà e, purtroppo, non l’ho gradito molto nemmeno io. Innervosita dall’atteggiamento di Sally e con una terribile fitta al cuore ricomincio a dirigermi verso la biblioteca, ma questa volta con più attenzione. Non vorrei avere un altro spiacevole incidente durante il percorso. Appena apro la porta della biblioteca Roxy si precipita da me urlando:-Sei in ritardo! Non ci crederai, ma persino Shawn è stato più puntuale di te! Osservo alle spalle della mia amica e, oltre alla bibliotecaria che ci intima di abbassare la voce, noto Shawn e Gionata già seduti ad un tavolo che ci aspettano, per quanto non si sopportino a vicenda sono entrambi qui per noi. Mia madre aveva ragione, non sono sola, accanto a me ci sono persone di cui posso fidarmi ciecamente e che m aiuteranno qualsiasi cosa accada. -Dai, iniziamo subito, altrimenti facciamo notte.- ci richiama Gionata mentre mi siedo accanto a lui. -Partiamo da latino allora, è la materia che ci crea più difficoltà. Maledetta lingua morta, dobbiamo studiarla come se da qualche parte qualcuno la usasse ancora!- sbuffa Roxy mentre apre il suo libro di latino ed io non riesco a trattenere una risata. Al diavolo Damien e Sally e tutto quanto.
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