Apro lentamente gli occhi e mi ritrovo trovo immersa nel buio. Mi guardo intorno e capisco di essermi addormentata sul letto ancora abbracciata a Damien.
La luce della luna illumina parzialmente la camera e per terra su un giaciglio improvvisato, sdraiato sotto le coperte, scorgo la figura addormentata di Gionata. Mi dispiace così tanto farlo dormire sul pavimento, soprattutto dopo le ferite subite oggi, anche lui mi sta aiutando al meglio delle sue possibilità ed io lo ringrazio così, chiedendo a quello che considera come un nemico di rimanere qui con noi perché non mi sento al sicuro. Forse dovrei chiedergli se preferirebbe tornare a casa sua, del resto non è obbligato a rimanere qui a rischiare la vita per me. Altrimenti provvederò a trovargli una sistemazione più comoda, magari potrei lasciargli il letto e prendermi io il posto per terra. In questo periodo ho pensato solo ai miei di problemi e non mi sono minimamente preoccupata di coloro che mi circondano, ma dopo essere quasi morta oggi, mi sono resa conto che non posso andare avanti così.
Sposto il mio sguardo sul bel viso rilassato del demone che è steso accanto a me ed arrossisco per la nostra vicinanza. È così imprevedibile e lunatico, passa dell’essere scontroso e scorbutico all’essere gentile e protettivo in una manciata di secondi per poi tornare lo stronzo ed arrogante demone che ho conosciuto all’inizio, non so davvero come comportarmi con lui.
-Hai intenzione di stare imbambolata a guardarmi tutta la notte?- mi domanda l’oggetto dei miei pensieri aprendo gli occhi e facendomi avvampare ancora di più per l'imbarazzo.
-Non volevo svegliarti, mi dispiace...- sussurro balbettando mentre sento il mio cuore battere all’impazzata nella mia cassa toracica. Perché mi sta succedendo questo?
-Non sei stata tu a svegliarmi, ma la presenza di Sebastian. È qui vicino, ci sta osservando.- mi risponde lui, in allerta, ed io sobbalzo nel comprendere che il demone che oggi mi ha aggredita è di nuovo vicino a me, più di quanto vorrei. Lo cerco subito fuori dalla finestra, ma Damien mi afferra per un braccio e mi fa stendere nuovamente al suo fianco cingendomi la vita con un braccio e stringendomi contro il suo petto.
-Non temere, non attaccherà, altrimenti inizierebbe uno scontro con me e l’angioletto e tu potresti sfuggirgli facilmente, vuole solo spaventarti. Te l’ho già detto, la paura per i demoni ha un profumo davvero afrodisiaco.- mi spiega cercando di rassicurarmi, anche se non riesco a togliermi dalla testa il pensiero del corvino che solo poche ore fa stava bevendo il mio sangue nella palestra della scuola.
La vicinanza di Damien però riesce a confortarmi, è incredibile come sia passata dall'avere il terrore di lui a fidarmi ciecamente di lui, in questo momento sono letteralmente nelle sue mani eppure non me ne preoccupo minimamente. Che cos’è cambiato?
-Prima, quando mi sono cambiata in bagno, mi sono guardata allo specchio e... non c'era la benché minima traccia della ferita di oggi, nemmeno una cicatrice.- sussurro io, onestamente mi sarei aspettata almeno qualche segno di morso sul collo, invece la mia pelle era liscia e priva di qualunque segno.
-Sei pur sempre metà angelo, sebbene la tua guarigione sia stata lenta per i nostri standard, la ferita si è rimarginata subito ed il tuo potere ha evitato che ti rimanesse la cicatrice.- mi spiega lui con un filo di voce.
-Ora dormi, devi recuperare le energie spese oggi.- mi sussurra all'orecchio mentre io mi sento sempre più stanca. Mi dimentico lentamente della presenza di Sebastian e cerco solo di godermi a pieno questo momento tra le braccia di Damien, perché non so se ricapiterà ancora.
-Sei una sporca bugiarda! Traditrice!- esclamo incredula ed offesa. Non posso credere che l'abbia realmente fatto, Roxy mi ha tenuta all'oscuro di tutto, come se non fossi la sua migliore amica. Confesso di averle anch'io nascosto dell'attacco di Sebastian, ma l’ho fatto solo per tenerla al sicuro e non coinvolgerla ulteriormente!
-Quando avevi intenzione di dirmelo?- continuo sbigottita.
-Scusa, so che avrei dovuto parlartene subito, è successo tutto all’improvviso...- ribatte la mia amica e noto le sue gote imporporarsi.
-Voglio assolutamente che tu mi racconti tutto nei minimi dettagli.- sibilo riducendo gli occhi a due fessure e tutto quello che è accaduto ieri in palestra passa in secondo piano, oscurato da quanto mi sta per raccontare Roxy.
-Non te l'ho detto subito perché non mi sembrava opportuno data la situazione che stai vivendo e anche perché non era ancora nulla di certo. Comunque, da quando hai iniziato a passare i pomeriggi con Damien per esercitarti, io e Shawn abbiamo iniziato a parlarci di nuovo in modo civile, senza insultarci a vicenda subito. Poi, ieri sera, quando sono uscita da casa tua l’ho incontrato e mi ha chiesto se mi andasse di uscire con lui. Ovviamente gli ho detto di sì, tanto non avevo altro da fare che passare la serata sul letto a guardare un fil. Sono stata davvero benissimo con lui, proprio come le prime volte in cui uscivamo!- esclama la mia amica, sempre più in estasi ed io non posso che gioire nel vederla così elettrizzata:-A fine serata mi ha riaccompagnata a casa, è stato davvero galante e ti garantisco che non si è mai permesso di guardare nessun’altra al di fuori di me, l’ho tenuto d’occhio!
-Non è tutto, vero?- la incoraggio io a continuare e noto i suoi occhi brillare al ricordo della serata precedente.
-Prima che rientrassi in casa, Shawn mi ha baciata!- esclama sorridendo inebetita e saltellando eccitata sul posto.
-Sono così contenta per te!- esclamo stringendola in un soffocante abbraccio, almeno una di noi ha trascorso una bella serata come una ragazza normale anziché starsene chiusa in camera troppo terrorizzata anche alla sola idea di mettere un piedi fuori casa. Mi auguro solo che Shawn la tratti bene e non la faccia soffrire, lei si merita di essere felice e di essere amata dalla persona di cui è innamorata persa.
-Dato che state parlando di me avreste anche potuto invitarmi ad unirmi alla conversazione- interviene il rosso facendoci separare rapidamente dall'abbraccio, questo ragazzo ha sempre un tempismo incredibile. Roxy abbassa immediatamente lo sguardo, imbarazzata, e Shawn sorride con tenerezza, senza toglierle gli occhi di dosso.
-Buongiorno principessa.- sussurra facendomi l'occhiolino ed io ricambio con un sorriso. Poi, dedicando tutta la sua attenzione a Roxy, le alza delicatamente il viso e le da un bacio casto sulle labbra. Da una parte la scena mi scalda il cuore, ma dall’altra non posso che sentirmi la terza incomoda. Inizio a guardarmi intorno per evitare di fissarli e noto subito alcune nostre compagne di classe guardare la mia amica con invidia. Sarà un duro colpo per le ragazze della scuola quando si spargerà la voce che uno degli affascinanti nuovi arrivati non è più sul mercato.
Appena i due si staccano mi metto sulla punta dei piedi per cercare di raggiungere l'altezza del rosso e gli punto l'indice in faccia assumendo la mia migliore aria minacciosa:-Una sola lacrima. Se la mia amica verserà una sola lacrima per te, dovrai vedertela con me, solo perché siamo amici non credere che te la farei passare liscia. E niente più atteggiamenti da rubacuori, chiaro? Ora non puoi più andare in giro a flirtare con le altre!
-Astrid!- mi rimprovera Roxy imbarazzata, ma io continuo a guardare fisso negli occhi il mezzo demone.
-Ai suoi ordini.- annuisce lui con solennità ed un sorrisetto divertito sulle labbra, poi aggiunge:-Quindi dovrò tenermi alla larga anche da te, no?
-Ma io cosa c'entro? Non ci proverei mai con te!- esclamo indignata dal sottointeso.
-E perché mai? Non sono abbastanza attraente? O preferisci forse i demoni dal sangue puro come Damien?- ribatte prontamente lui con un’espressione maliziosa sul volto ed io sento il mio viso andare in fiamme.
-E questa da dove ti esce? Non preferisco nessuno!- esclamo io e noto che Roxy inizia ora a studiarmi con sospetto.
-Davvero? Pensavo che questa notte voi due aveste dormito insieme, nello stesso letto, abbracciati l’uno all’altra...- continua a stuzzicarmi il rosso e sento il rossore espandersi fino alla punta delle mie orecchie.
-Come? E poi rimproveri me per non averti aggiornata! Tu quando me lo avresti raccontato invece?- esclama la mia amica nuovamente eccitata ed io cerco in tutti i modi di farle abbassare la voce.
-Non fatevi strane idee, mi ha solo fatto compagnia e, vorrei farvi presente, che con noi c’era anche Gionata!- sibilo, ma entrambi continuano ad ammiccare e a rivolgermi dei sorrisetti complici.
-Quindi, se il pesce lesso non ci fosse stato...- inizia Shawn e subito lo interrompo:-Non ci pensare nemmeno, assolutamente no! Ed ora basta!
-Va bene!- sbuffa la mia amica roteando gli occhi mentre il rosso si limita a ridacchiare:-Continuiamo a fare finta che tu non abbia una cotta pazzesca per lui!
-Roxy!- esclamo incredula e con gli occhi spalancati osservo la reazione di Shawn, il quale si limita ad alzare le spalle con noncuranza:-Direi che era abbastanza evidente, ma se speri che Damien se ne accorga da solo dovrai aspettare parecchio. È uno molto sveglio, davvero, ma non è bravo a capire gli altri e soprattutto i sentimenti.
Grandioso...
Inconsciamente guardo il banco vuoto di Damien e d’un tratto sento il mio cuore pesare come un macigno mentre la malinconia prende il posto dell’imbarazzo e dell’allegria di pochi istanti fa. Questa mattina, quando mi sono svegliata, lui non era più accanto a me, c’era solo Gionata che si preparava per venire a scuola.
Perché se ne è andato senza dire una parola? Forse non voleva restare lì con me ed ha aspettato che mi addormentassi pesantemente prima di svignarsela, probabilmente l’ho fatto sentire costretto a rimanere ieri sera... In questi giorni mi sono illusa che ci stessimo avvicinando almeno un po’, ma quasi sicuramente ancora non mi sopporta e bada a me solo per fare un favore a Shawn.
Sono così confusa, non riesco mai a capire cosa gli passi per la testa, Damien è così volubile ed imprevedibile...
-Hey angioletto, hai un colorito più roseo oggi.- dice una voce alle mie spalle riportandomi alla realtà e facendomi rabbrividire. Sento il caldo fiato di Sebastian contro il mio orecchio ed il suo petto a pochi millimetri dalla mia schiena, mentre Shawn osserva il demone alle mie spalle con attenzione e Roxy si irrigidisce spalancando gli occhi spaventata quanto me.
Quando mi riprendo dalla sorpresa iniziale mi volto di scatto ed indietreggio goffamente per aumentare la distanza tra noi, anche se presto mi scontro con un banco. Mi guardo intorno e vedo un gruppetto dei miei compagni parlare tra loro, ma nessuno di loro sta prestando attenzione a noi. Davanti ai miei occhi rivedo gli eventi di ieri pomeriggio, in palestra, e nuovamente sento le mie ginocchia tremare. Razionalmente so che non mi farà nulla, non ora davanti a tutti, non con Shawn qui accanto e Gionata a pochi metri, seduto al posto, ma non riesco a fare a meno che provare paura di fronte a lui.
-Forse oggi saresti dovuta rimanere a casa tranquilla a riposarti, mi sembri ancora provata.- sussurra lui facendo un passo verso di me, ma in quell’esatto momento compare Damien alle spalle del demone dai capelli corvini. Per una frazione di secondo avverto ritrovo le forze e mi sento di nuovo al sicuro, come se nemmeno Sebastian potesse più nuocermi, ma questo senso di sicurezza scompare subito quando noto che Damien mi ignora e si allontana da noi andando a sedersi al suo posto. Sento il panico prendere il controllo su di me mentre il mio respiro si fa sempre più irregolare.
Prima che me ne possa accorgere, il moro annulla la distanza tra di noi ed avvicina la sua bocca al mio orecchio:-Il tuo caro paparino ti ha abbandonata, il tuo bel demone ti ha abbandonata, la tua amichetta ed il mezzo demone ora si sono trovati e tu non sarai più così importante per loro ed anche tua madre se ne andrà presto... Quando sarai sola, quando non avrai più nessuno, cosa farai?
Poi, sorridendo soddisfatto, si allontana e si va a sedere accanto a Damien. Le sue parole mi hanno ferita più di quanto vorrei, come se qualcuno continuasse ad affondare un pugnale nel mio corpo ininterrottamente, senza però uccidermi. Come fa a sapere di mio padre? Perché Damien mi ha ignorata? Veramente Roxy e Shawn si allontaneranno da me ora che hanno iniziato a frequentarsi? E... mia madre? Perché se ne dovrebbe andare presto? Era forse una minaccia? Le farà del male?
-Non devi dargli retta, voleva solo turbarti.- mi rassicura Shawn appoggiandomi una mano sulla spalla mentre la mia testa inizia a girare vorticosamente e le mie mani tremano senza che io riesca a fermarle.
-Noi ci saremo sempre per te.- aggiunge intanto Roxy stringendomi in un abbraccio che non riesco a ricambiare.
Lancio una rapida occhiata a Damien, ha le braccia conserte e lo sguardo fisso fuori dalla finestra, il suo volto è inespressivo ed impenetrabile. Che cos’è successo così all’improvviso? Perché il suo atteggiamento nei miei confronti è cambiato nell’arco di poche ore?
Lentamente sposto lo sguardo su Gionata, che ormai ha definitivamente preso il posto di Samantha, la quale ormai non si presenta a scuola da diversi giorni. L’angelo abbozza un sorriso forzato, come a volermi incoraggiare, ma noto che anche lui è rigido ed intimorito dai due demoni alle sue spalle.
Ho come il brutto presentimento che la situazione non farà altro che peggiorare...
Due settimane. Due pessime settimane.
Damien non mi rivolge la parola e mi ignora da ben quattordici giorni, come se non esistessi, non mi guarda nemmeno per sbaglio. Ora non vuole nemmeno più aiutarmi con gli allenamenti ed è Shawn, quando ha un po’ di tempo libero, ad insegnarmi come difendermi. A quanto mi ha detto il mezzo demone, anche se ha usato parole più carine, Damien mi ritiene una perdita di tempo, secondo lui non ho possibilità di miglioramento. Non posso però non chiedermi perché non me lo abbia detto lui stesso. Perché quando ha dormito con me mi ha incoraggiata a non arrendermi, a perseverare, quando lui per primo non crede che io ce la possa fare?
In questi giorni mi sono anche allontanata da Roxy, troppo timorosa di metterla in pericolo, e quelle poche volte che ci parliamo non fa altro che descrivermi la sua situazione amorosa con Shawn. Ovviamente sono contenta per loro, ma più la sento parlare della loro relazione perfetta, più ho il terrore che, stando vicino a me, le possa accadere qualcosa e possa perdere ogni cosa.
Purtroppo anche Shawn riesco a vederlo sempre meno dato che è occupato a cercare il mezzo demone con Sebastian e di certo non voglio che passi tutto il suo tempo libero con me trascurando la mia amica, non potrei mai permetterglielo. L’unico che mi rimane su cui fare affidamento è Gionata, il quale è come un’ombra, anche se con lui non sono riuscita ad instaurare un legame profondo. Inoltre, da quando siamo stati attaccati in palestra, lo vedo sempre teso e nervoso, probabilmente è ancora scosso da quanto accaduto, mentre di Samantha so solo che ora si sta dedicando completamente alle ricerche del mezzo demone, il quale è il motivo per cui la mia vita ha iniziato ad andare a rotoli. Del resto è per colpa sua se demoni ed angeli sono entrati nella mia vita, è colpa sua se Damien e tutti gli altri si sono iscritti nella mia scuola per indagare sugli studenti e capire se si stesse nascondendo tra di loro. A causa di qualcuno che nemmeno conosco e con cui non ho legami la mia vita è stata stravolta.
Forse, se c’è una cosa positiva di questo periodo, è che Sebastian ha smetto di darmi il tormento. Ovviamente non manca di stuzzicarmi e minacciarmi quando ci incontriamo a scuola, ma anche Gionata mi ha confermato che non si aggira più la notte nei dintorni di casa mia e, fortunatamente, no ha più tentato di aggredirmi.
L’unica costante, la mia roccia, è mia madre, sulla quale posso sempre fare affidamento. Anche se le sto tenendo nascosto tutto quello che mi sta succedendo per proteggerla, lei, come se mi leggesse nel pensiero, ha capito che in questo periodo c’è qualcosa che mi turba e sta facendo tutto quello che può per farmi star meglio. Ogni volta che mi guarda preoccupata e mi chiede che cosa sta succedendo faccio fatica a non scoppiare a piangere e dirle tutto quanto, ma non posso. Lei non deve essere coinvolta, non deve accaderle nulla.
-Va tutto bene, va tutto bene...- mi ripeto a bassa voce mentre mi raggomitolo sotto le coperte del mio caldo letto, alla fine Gionata ha rifiutato di fare a cambio ed ha deciso di continuare a dormire per terra.
La mancanza di Damien è ciò che più mi fa star male, mi sconvolge più della paura che mi suscita Sebastian, non so nemmeno io il perché, l’unica cosa che so è che lo rivoglio al mio fianco. Dopo aver provato il conforto di essere stretta tra le sue braccia, di sentirmi al sicuro, non ne riesco più a farne a meno. Ogni volta che lo vedo iniziano a bruciarmi gli occhi e mi arrivano delle terribili e dolorose fitte al petto e vorrei solo urlargli addosso tutta la rabbia che ho accumulato in questi giorni, ma quando incontro i suoi occhi spenti e vuoti mi rendo conto che tanto non servirebbe a niente.
Appena suona la sveglia mi alzo lentamente e mi affaccio subito alla finestra quando noto il paesaggio bianco all’esterno. Sta nevicando, probabilmente da questa notte. Bianca e candida neve ricopre il suolo, gli alberi, i tetti delle case, le automobili... Senza nemmeno pensarci salto euforica addosso all'angelo che sta ancora beatamente dormendo.
-Sta nevicando!- esclamo sorridendo e lui si sveglia di soprassalto, confuso.
-Siamo in pericolo?- domanda l’angelo in panico facendomi ridacchiare.
-Nevica!- esclamo io e subito si tranquillizza.
-Vado a svegliare mia madre, potremmo fare un pupazzo in giardino, tanto ha il turno di pomeriggio!
La neve mi ha sempre trasmesso allegria, fin da quando ero bambina, ed ora più che mai ho bisogno di distrarmi. Tutti i pensieri negativi scompaiono dalla mia mente e mi sembra quasi di essere tornata bambina.
Corro fuori dalla mia camera saltellando come un'idiota e spalanco la porta della stanza di mia madre.
-Mamma! Sveglia! Mamma...- la voce mi muore in gola. Io muoio all'istante non appena elaboro quello che mi appare davanti agli occhi.
Un urlo di dolore esce dalla mia bocca mentre corro verso il corpo di mia madre steso a terra. Inizio a scuoterla per le spalle e a chiamarla mentre gli occhi mi si riempiono di lacrime, ma nulla sembrerebbe funzionare.
Gionata mi raggiunge correndo preoccupato ed appena entra nella camera si paralizza, gli occhi sgranati ed una mano davanti alla bocca. Si inginocchia poi accanto a me e guarda il corpo senza vita di mia madre. La sua pelle è bianca e fredda come la neve fuori, le sue labbra solitamente rosee sono di un violaceo spento, i suoi bellissimi occhi sono chiusi, i capelli scompigliati sul pavimento e del sangue raggrumato le macchia il pigiama.
-Astrid, è...- cerca di dire Gionata, ma subito lo interrompo.
-No! Non dirlo! Chiama l'ambulanza, presto!
-Ma...
-Chiamala!- urlo in preda alle lacrime e lui corre fuori dalla camera lasciandomi da sola.
-Mamma, ti prego, svegliati...- sussurro mentre le accarezzo il viso scostandole i capelli. Non può essersene andata veramente. Questo deve essere solo un terribile incubo, come quelli in cui compariva Sebastian per spaventarmi. Devo solo svegliarmi e tornare alla realtà.
Stringo sua mano che è poggiata sul suo ventre e noto una chiazza di sangue secco sulla manica del pigiama. La alzo lentamente e trovo il segno di un morso sul polso. Questa è opera di un demone.
In quel momento Gionata arriva correndo:-Ho chiamato l'ambulanza, sta arrivando con la polizia...
-Guarda.- mi limito a risponde indicandogli il braccio di mia madre. Le lacrime continuano a rigarmi le guance mentre ho lo sguardo perso nel vuoto:"-È stato un demone, vero?
Lui mi guarda addolorato ed annuisce:-Sì... Mi dispiace, io ero qui per proteggere entrambe, me ne sarei dovuto accorgere, invece ho dormito come se nulla fosse...
-Resta qui.- gli dico io ignorandolo e senza attendere una risposta mi alzo e corro via. Lo sento chiamarmi, ma non mi volto ed esco.
Corro fuori in mezzo alla neve bianca ancora scalza e con addosso solo il pigiama, ma non mi importa. Corro più veloce che posso, sconvolta dal dolore, dalla rabbia, dal rancore e dai rimpianti. Seguo il mio istinto e corro ignorando il freddo ed il dolore ai piedi. Mia madre non c'è più ed è tutta colpa mia.
La rabbia prende il totale controllo del mio corpo e spinta dall'adrenalina corro più veloce di quanto credevo possibile. Il freddo è pungente e mi congela la pelle, ma lo ignoro ed asciugo le mie ultime lacrime, questo non è il momento per piangere.
Non so dove sto andando, ma so esattamente cosa sto cercando, o meglio chi, e so che lo troverò, è come se stessi percependo la sua presenza.
Dopo non so quanto tempo, in mezzo al bosco vedo Sebastian camminare affiancato da Damien e Shawn. Senza pensarci due volte corro verso il corvino e per la prima volta non ho paura, sento solo un odio profondo e viscerale nei suoi confronti.
Lo voglio vedere morto.
-Perché lo hai fatto? Perché l’hai convolta? Lei non centrava nulla! urlo cercando di colpirlo con dei pugni, che lui facilmente schiva.
-Astrid, che cosa ti prende?- mi domanda Shawn sbalordito cercando di frapporsi tra me ed il mio obiettivo.
-Spostati!- urlo io e noto Damien guardarmi confuso, fino non molto tempo fa avrei fatto di tutto perché mi guardasse, ma adesso non mi importa, ora vorrei solo affrontare Sebastian.
-Sentivi la mia mancanza, angioletto?- mi risponde il corvino con un sorrisetto e con uno scatto supero Shawn, spiazzandolo, e cerco di colpire Sebastian. Le sue parole non fanno altro che farmi arrabbiare ancora di più. Anche il solo guardarlo in faccia mi fa infuriare di più.
Il corvino sgrana gli occhi sorpreso, probabilmente è così abituato a vedermi tremare di paura davanti a lui che non si aspettava che lo attaccassi direttamente. Approfitto della sua esitazione per colpirlo in faccia. Una, due, tre volte... Indietreggia di qualche passo, incredulo, ma alla fine afferra prima il mio polso destro e poi, quando cerco di colpirlo con il pugno sinistro, afferra anche l’altro polso.
-Cosa cedi di fare, eh? Pensi di riuscire ad avere la meglio su di me?- sbotta il demone e vedo i suoi occhi tingersi di rosso per la rabbia.
Senza pensarci due volte, gli pesto prima un piede e poi cerco di colpirlo con una ginocchiata, ma prima che il colpo vada a segno sento le braccia di qualcuno cingermi la vita ed allontanarmi di peso dal corvino.
Mi volto di lato e riconosco subito la chioma rossa di Shawn.
-Lasciamo immediatamente! Stanne fuori!- urlo io colpendolo ripetutamente con delle gomitate, ma lui stringe di più la presa intorno a me e per quanto mi opponga non riesco a liberarmi.
-Astrid, calmati, ti prego.- cerca di farmi ragionare Shawn, ma non lo ascolto. I miei occhi colmi di rabbia rimangono fissi su Sebastian, vedo i suoi canini spuntare dalle sue labbra e sta per attaccarmi, ma prima che possa avvicinarsi Damien si frappone e blocca il corvino afferrandolo per le spalle.
-Portala lontana da qui, veloce!- esclama Damien cercando di impedire a Sebastian di sorpassarlo e raggiungermi, ma ora vorrei solo che si levasse dai piedi e continuasse a farsi i fatti suoi come nelle ultime due settimane.
-Statene fuori!- urlo io continuando a colpire Shawn, ma vengo ignorata.
Non voglio essere salvata, non voglio essere protetta, voglio solo vendicarmi, anche se questo significa una morte certa. Sebastian ha ucciso mia madre per ferirmi, l’ha coinvolta in qualcosa in cui non centrava niente. Non mi interessa se mi ucciderà, in questo momento voglio solo accanirmi su di lui.
-Dannazione, vuoi stare ferma?- grugnisce Shawn all’ennesimo colpo per poi iniziare ad allontanarsi dagli altri due demoni che hanno iniziato a lottare tra di loro.
-Mettimi giù, questa è una faccenda che non ti riguarda!- esclamo cercando ancora di liberarmi, ma più mi dimeno e più rapidamente il rosso mi trascina lontana dal mio bersaglio.
Dopo diversi minuti di corsa, il rosso decide finalmente di fermarsi e mi lascia sulla soffice neve. Appena i miei piedi scalzi affondano su di essa cerco subito di tornare indietro, ma di nuovo Shawn mi blocca parandosi davanti a me ed appoggiando entrambe le mani sulle mie spalle.
-Cosa sta succedendo?- mi domanda serio, i suoi occhi fissi nei miei.
I miei occhi iniziano velocemente a riempirsi di lacrime e, senza che io abbia dato loro il permesso, queste iniziano a rigarmi le guance. La rabbia scema rapidamente lasciando il posto al dolore ed al vuoto. Scoppio in un pianto disperato e crollo a terra. Shawn sgrana gli occhi e si inginocchia di fronte a me, appoggia le sue grandi e calde mani ai lati del mio viso e mi costringe a guardarlo.
-Hey, principessa, cos'è successo? Perché piangi?- mi domanda teneramente Shawn accarezzandomi le guance con i pollici. Senza rispondere gli getto le braccia al collo e lo stringo in un abbraccio, affondando il viso nell’incavo del suo collo ed iniziando a singhiozzare senza controllo. Il freddo mi penetra nelle ossa e mi fa gelare il sangue, non sento più i piedi e sto iniziando a perdere la sensibilità anche nelle mani e nelle braccia, ma non mi importa, questo non è nulla in confronto a ciò che sto provando dentro di me, al dolore ed al vuoto che mi stanno consumando.
-L'ha... l'ha uccisa. È morta, Shawn, è morta. Non tornerà, non la rivedrò mai più!- esclamo tra un singhiozzo e l’altro, il respiro irregolare e le lacrime sempre più copiose.
-Chi è morto? Astrid, di chi stai parlando?- mi domanda il mezzo demone allarmato.
-Sebastian ha ucciso mia madre! Shawn, lei è morta, è morta!- rispondo io stringendo con maggiore forza le mie braccia intorno al suo collo e subito il rosso mi stringe a sé con altrettanta forza.
-Ne sei sicura? Lo hai visto con i tuoi occhi?- domanda una voce alle mie spalle, voce che riconosco subito come quella di Damien.
-Chi altro potrebbe essere stato? Forse tu?- sbotto allora io, voltandomi verso il demone:-Sei stato tu? Qualcuno l’ha morsa e si è nutrito del suo sangue!
-Non sono stato io.- mormora il demone con un filo di voce, ma non ho bisogno che me lo dica. È stato Sebastian, deve essere stato lui. Da quando è qui il corvino mi dà il tormento, mi minaccia con dei bigliettini, mi segue, mi osserva la notte, mi spaventa ed ora, per farmi soffrire, ha ucciso mia madre.
-Astrid, ora respira...- sussurra Shawn disegnando dei cerchi immaginari sulla mia schiena con le mani:-Stai congelando, devi tornare a casa e scaldarti. Agire impulsivamente, attaccare Sebastian, non porterà indietro tua madre e non cancellerà il dolore. Andrò io a parlare con lui, cercherò di capire che cos’è successo.
-Non c’è niente da capire, l’ha uccisa! È semplicemente un mostro!- esclamo io.
-Ascoltami, adesso vai a casa. Riscaldati e calmati. Poi, se vorrai ancora affrontare Sebastian, io stesso ti porterò da lui e ti aiuterò, va bene?- insiste il rosso.
-Shawn...- lo avverte Damien, ma il mezzo demone lo zittisce con un’occhiata e poi dice:-Accompagnala, vado a parlare con Sebastian.
Detto ciò il rosso mi aiuta ad alzarmi e, dopo essersi assicurato che riuscissi a reggermi in piedi ed avermi dato un bacio sulla fronte, si allontana da noi rapidamente.
Damien, con titubanza, si avvicina a me, ma subito lo scanso ed incomincio a camminare:-Sta’ alla larga, non ho bisogno di te. Torno a casa da sola.
Non voglio stare in compagnia del demone, non dopo che mi ha voltato le spalle senza dire una parola e soprattutto non voglio che mi veda così, in lacrime e distrutta per il dolore.
-Non sai nemmeno la strada, almeno seguimi, quella è la direzione sbagliata.- mi richiama lui e, anche se vorrei proseguire per la mia via senza dargli retta, decido alla fine di fare come dice, questo non è un buon momento per perdersi nel bosco.
Iniziamo a camminare in silenzio, lui davanti a me di qualche passo. Trascino i piedi scalzi e viola nella neve e con ancora le lacrime che mi rigano le guance ripenso a mia madre e a tutti i momenti trascorsi insieme da quando ho memoria. Non potrò più abbracciarla o ridere e scherzare con lei. Non guarderemo più film insieme, non potremo più parlare e confidarci l’una con l’altra. Non potremo più litigare per delle sciocchezze come la meta delle vacanze estive o chi ha dimenticato di spegnere la luce del bagno. Semplicemente lei non ci sarà più, mi è stata portata via per sempre.
Continuo a camminare dietro al demone facendo attenzione a mantenere le distanze ed intanto continuo ad asciugarmi le lacrime con le maniche del pigiama.
Devo smetterla di frignare, non serve a nulla piangere e di certo non riportà in vita mia madre.
A cosa è servito opporsi a Sebastian? Perché ho lottato tanto per rimanere in vita, perché mi sono esercitata per diventare più forte quando tutto ciò ha solo portato alla morte della persona più importante della mia vita?
Se fossi morta, probabilmente lei sarebbe ancora qui.
-Copriti, stai congelando.- dice d’un tratto Damien fermandosi e porgendomi la sua felpa, lo sguardo rivolto al suolo.
-Non la voglio.- ribatto io scansando il suo braccio con uno schiaffo e riprendendo a camminare.
Voglio solo che Sebastian paghi per quello che ha fatto.