"Potevo ucciderti!"

4200 Words
Non appena chiudo gli occhi mi ritrovo dentro una piccola camera da letto. La stanza è illuminata da qualche candela appoggiata a terra, il letto è contro la parete davanti a me, mentre alla mia destra c'è una scrivania in legno ed un armadio del medesimo materiale con uno specchio sull’anta centrale. I muri sono grigi e non c'è nemmeno una finestra, mentre il pavimento freddo è di un grigio scuro. Mi avvicino curiosa allo specchio ed appena vedo il mio riflesso mi viene quasi un attacco di cuore. Davanti ai miei occhi c’è un bambino di meno di una decina d'anni con corti e di un colore particolare, grigi-bianchi. Gli occhi che vedo riflessi al posto dei miei sono castani, ma più chiari rispetto a quelli a cui sono abituata a vedere tutti i giorni e la pelle è leggermente abbronzata. Al posto del mio riflesso c’è quello di Damien da bambino, io sono dentro di lui. Vedo con i suoi occhi, sento tramite le sue orecchie e provo anche le sue stesse emozioni. Com’è possibile? Prima eravamo nella camera di Shawn, abbracciati ed ora... Cos’è successo? La porta si spalanca all'improvviso e sobbalzo per la sorpresa. Mi giro di scatto e, sulla soglia della porta, c'è un demone, il padre di Damien. Dimostra meno di una quarantina d'anni, è muscoloso e la sua figura è imponente e spaventosa vista dalla prospettiva di un bambino, però sento anche una profonda ammirazione e dell’affetto per lui. I suoi occhi sono rossi, pieni d'ira e di rancore. Le sue labbra sono increspate e si intravedono i suoi canini affilati, le mani serrate in due pugni. Sembra fuori di sé e ciò mi fa tremare di paura. -P-papà? Che... che cos’è successo?- balbetto a bassa voce per la paura. Non riesco a controllare il corpo di Damien, sono semplicemente dentro di lui come uno spettatore. Vedo tutto, ma non posso fare nulla per cambiare quello che vedo. È come se stessi rivivendo i suoi ricordi dal suo punto di vista, ma come? -Tua madre è morta.- risponde con durezza mentre le braccia gli tremano lungo i fianchi. Smetto di respirare mentre le labbra iniziano a tremare, le ginocchia cedono e cado seduta a terra. -No...- sussurro mentre gli occhi iniziano a bruciare e le lacrime scendono copiose, nonostante stia cercando in tutti i modi di trattenerle per dimostrarmi forte davanti a quel demone. Il mio cuore viene stretto in una dolorosa morsa e dentro di me si apre una gigantesca voragine nella quale c'è solo il vuoto. -Smettila di frignare come un debole!- tuona il demone afferrandomi violentemente una spalla e tirandomi in piedi. Mi asciugo subito le lacrime e mi mordo con forza il labbro inferiore per non far più scendere alcuna lacrima, per accontentare il demone che tanto rispetto. Del sangue esce dal labbro e scende lungo il mio mento, cadendo a terra, ma non ci presto attenzione. Non mi importa. -Giura che non ti fiderai mai e poi mai di alcun angelo. Mai! Piuttosto uccidili se ne hai l’occasione, gli angeli sono degli assassini! Sono degli sporchi bastardi, meritano tutti di morire.- esclama scuotendomi con violenza. Io non rispondo, non riesco a capire il significato delle sue parole. -Gli angeli hanno ucciso tua madre!- esclama continuando a scuotermi violentemente:-Ed ora promettimi che proteggerai tua sorella da quei bastardi, che non permetterai mai a nessuno di loro di avvicinarsi a lei o a te! Devi diventare un guerriero, devi allenarti e devi diventare forte! La rabbia prende rapidamente il posto del dolore che ho dentro e con decisione rispondo:-Lo prometto! -Astrid?- sento che qualcuno mi sta scuotendo. Riapro gli occhi e mi rendo conto che le lacrime sgorgano dai miei occhi scendendo lungo le mie guance. -Che cos’hai?- mi domanda Damien tenendo le sue mani appoggiate sulle mie spalle. -Io, cioè tu... Tuo padre... Tu hai una sorella. E tua madre...- dico tra i singhiozzi, del tutto incapace di formulare delle frasi di senso compiuto. -Raccontami che cosa hai visto.- mi ordina mentre la sua espressione si indurisce. Appena ho finito di raccontare tutto a Damien e di asciugarmi le lacrime, lo osservo, ha la fronte corrugata ed è immerso nei suoi pensieri. -È da allora che ho iniziato ad allenarmi senza sosta, ed è da allora che non ho fatto altro che migliorare.- dice guardando fuori dalla finestra. -Ed è anche per quello che odi tanto gli angeli. Non solo perché hanno ucciso tua madre, ma anche perché temi di deludere tuo padre.- aggiungo sussurrando e lui annuisce piano. I suoi occhi sono tornati del solito marrone scuro e, in essi leggo, tanta solitudine e tristezza. -I tuoi poteri stanno aumentando, per questo sei riuscita a guardare... a spiare tra i miei ricordi.- mi spiega focalizzando la sua attenzione su di me. Guardare i ricordi di qualcuno... Com’è possibile? Anche se lo ho appena fatto, ancora non riesco a crederci. Per alcuni minuti il silenzio cala tra di noi, finché io, non riuscendo più a sopportarlo, lo interrompo domandando:-Com'è tua sorella? Lui sorride lievemente:-È una demone molto allegra ed anche bella. Ha due anni in meno di me, è una bambina, ma sa essere anche molto matura. Assomiglia molto a nostra madre, è una sua versione in miniatura e più cresce più le somiglia. Ogni volta che la vedo... mi sembra di vedere di nuovo mia madre. Alle sue parole gli occhi ricominciano a bruciarmi, ma non riesco in nessun modo a trattenere le nuove lacrime che iniziano a rigarmi le guance. In questo momento mi sento così patetica... -Smettila di piangere, non ne valgo la pena.- sospira Damien asciugandomi le lacrime con i pollici delle mani che poggia ai lati del mio viso. -E invece sì. Quello che hai provato e che continui a provare... hai sofferto così tanto. Mentre io, per tutto questo tempo, sono sempre stata un’egoista, ho sempre e solo pensato ai miei problemi, al mio dolore e non mi sono mai accorta di quello che sentivi tu.- sussurro guardando il pavimento. -Ora non essere ridicola, non sei un’egoista solo perché hai sofferto per la morte di tua madre. E diciamocelo, me la cavo piuttosto bene a nascondere quello che provo.- ribatte il demone alzandosi ed avviandosi verso la porta. Prima di uscire dalla stanza però si ferma e, dopo alcuni attimi di esitazione, dice:-Non sottovalutarti, sei molto più in gamba di quello che pensi e di quanto io stesso voglia ammettere. E, senza aggiungere altro, se ne va lasciandomi da sola nel silenzio della notte. Ora come andranno le cose tra noi? Alla fine, anche se ho compreso le vere motivazioni dell’atteggiamento di Damien, non ho risolto niente. Da domani riprenderà ad ignorarmi? Oppure si riavvicinerà a me? È così imprevedibile... Sospirando mi stendo nuovamente sotto le coperte e questa volta sono talmente distrutta che, senza volerlo, mi addormento. -Astrid? Principessa, svegliati.- mi chiama qualcuno scuotendomi delicatamente e, faticosamente, apro gli occhi. Appena mi rendo conto che è mattina inoltrata mi alzo di scatto esclamando:-La scuola! Ed ecco che ritorno ad essere la solita ritardataria, certe abitudini non scompaiono proprio mai. Shawn, in piedi accanto a me, scoppia a ridere divertito:-Oggi è domenica, puoi riposarti. Mi siedo sul letto sollevata e poi mi rendo conto che non mi trovo a casa di Roxy ma che sono nella camera da letto di Shawn, subito i ricordi della notte scorsa riaffiorano nella mia mente. -Come sta Roxy?- gli domando preoccupata, anche se dalla tranquillità del mezzo demone posso dedurre che non le sia accaduto nulla di grave. -Quando sono arrivato si era appena svegliata ed era leggermente stordita. Ha dato di matto quando le ho detto che Sebastian ha fatto irruzione nella sua camera e che ti ha portata qui di peso, sono riuscito a calmarla, ma non ti dico che faticaccia. Era molto in pensiero per te e voleva raggiungerti, ma alla fine l’ho convinta a rimanere a casa e sono stato con lei finché non si è riaddormentata.- mi risponde abbozzando un sorriso mentre i suoi occhi mi studiano attentamente. -Tu come stai?- mi domanda dopo qualche istante di silenzio. -Non lo so. Sono confusa dagli eventi di questa notte, dall’apparizione di Aaron, però... Non so se le cose ora peggioreranno o miglioreranno o rimarranno invariate. Ho paura di quello che accadrà.- rispondo morsicandomi il labbro inferiore. -Shawn, vorrei riprendere ad allenarmi, ho bisogno di imparare ad usare i miei poteri. Potresti aiutarmi ancora?- gli chiedo con titubanza e lui annuisce senza esitazioni:-Certamente, qualunque cosa! -Grazie.- sussurro sorridendogli, grata di averlo al mio fianco. Lui annuisce e mi passa dei vestiti:-Cambiati, tra poco usciamo e fuori fa freddo, meglio se ti metti qualcosa di più pesante. Appena afferro gli indumenti che mi porge lui esce dalla stanza richiudendosi la porta alle spalle. Indosso rapidamente una t-shirt di due taglie più grande, una felpa enorme, un paio di pantaloni della tuta a cui devo fare i risvolti alle caviglie per evitare che mi finiscano sotto i piedi ed una giacca. Una volta pronta esco dalla stanza e vado alla ricerca del bagno per darmi una sistemata, dopo la notte appena passata avrò sicuramente un aspetto orribile, da far spavento. Mentre curioso lungo il corridoio trovo solo porte chiuse, ma una più delle altre attira di più la mia attenzione, senza una ragione particolare. Mi sento come attratta e sento dentro di me il bisogno di aprirla. So che non è il bagno, so che non dovrei, ma quella porta mi attira come una calamita. La apro con cautela ed il più silenziosamente possibile, intimorita da ciò che potrei trovare dentro quella piccola stanza. È tutto buio, le persiane delle finestre sono sigillate. Una volta che i miei occhi si sono adattati alla scarsa illuminazione posso notare la sagoma di qualche mobile, tra cui un letto. Mi avvicino con cautela a quest'ultimo e sento un lieve e quasi impercettibile lamento provenire da esso. Probabilmente dovrei andarmene e anche in fretta, ma quei lamenti mi fanno preoccupare, chi li produce non sta affatto bene e se penso a chi possa essere sento il panico crescere dentro di me. Mi avvicino e ad ogni mio passo riesco a vedere sempre meglio ciò che mi circonda, come se la mia vista si stesse adattando gradualmente a quest'oscurità. Quando sono abbastanza vicina riesco a notare la figura di qualcuno steso sul letto e, osservando meglio, i miei sospetti vengono confermati, Damien. Mi inginocchio accanto al letto ed osservo con attenzione il demone che è steso sulle coperte ansante e dolorante. Ha gli occhi serrati e si tiene le braccia strette sullo stomaco, ma c’è troppo buio affinché possa vedere altro. Sul comodino noto però una lampada e, tastandola con la mano, riesco a trovare l'interruttore e la accendo. Con orrore noto che il demone è pieno di tagli ovunque e vedo sul suo petto degli squarci enormi da cui esce ancora sangue nonostante lui stesso stia comprimendo le ferite con le sue mani. Che cosa gli è successo? Perché è ridotto in questo stato? -Damien...?- sussurro avvicinando una mano al suo viso madido di sudore. Lui spalanca gli occhi, rossi e feroci, ed il suo sguardo è vuoto ed assente, come se fosse su un altro pianeta e non mi sembra nemmeno più il solito Damien. Rimango imbambolata a fissarlo finché il suo viso non si contrae in un’altra smorfia di dolore ed allora appoggio la mia mano sulla sua guancia e sussurro:-Ora vado a chiamare Shawn, lui ti potrà sicuramente aiutare meglio di me. Tuttavia, prima che possa allontanarmi mi salta addosso cogliendomi di sorpresa e buttandomi a terra. Mi blocca i polsi all'altezza della testa con una stretta d'acciaio e rimane a cavalcioni su di me, impedendomi ogni movimento. Mi osserva come se nemmeno riuscisse a riconoscermi, come se fossi una preda, mentre il suo sangue gocciola sui vestiti che indosso. In questo momento è fuori controllo, probabilmente a causa delle ferite è più debole e non riesce a tenere a bada i suoi istinti, devo liberarmi prima che possa spingersi oltre. Cerco dapprima di liberarmi i polsi, ma la sua presa si fa solo più forte ad ogni mio tentativo e la mia ansia cresce quando lo vedo chinarsi su di me e sento il suo caldo respiro sul mio collo. Dopo nemmeno pochi secondi sento i suoi canini affondare nella mia pelle, il terrore ed il dolore invadono il mio corpo, esattamente come quando mi ha morsa Sebastian in palestra. Improvvisamente un ricordo lontano balena nella mia mente, i demoni si rafforzano quando si nutrono, questo forse potrebbe aiutare Damien a guarire, forse così sentirebbe meno dolore. E, una volta ripreso, mi lascerebbe andare. Non arriverebbe mai ad uccidermi, di questo ne sono sicura. Smetto quindi di oppormi, rimango semplicemente immobile a guardare il soffitto mentre mi mordo il labbro inferiore per non urlare di dolore. Sento il sangue nelle mie vene fluire fuori di me attraverso i fori che il demone ha fatto nel mio collo con i suoi canini ed inizio presto a sentire braccia e gambe informicolate mentre la testa si fa leggera e pulsa. Sento dolore dove mi sta mordendo ed ai polsi che ancora sta stringendo con forza, eppure non sono mai stata così tranquilla e serena in una situazione in cui dovrei invece sentirmi in pericolo. Non mi ucciderà, mi fido di lui e so che non lo farà. E se ora ha bisogno di un po’ del mio sangue, nessun problema, dopo tutto quello che ha fatto per me questo è il minimo che io possa fare. -Damien...- sussurro cercando di attirare la sua attenzione, potrei perdere conoscenza da un momento all'altro. Tutte le mie energie mi stanno rapidamente abbandonando e non riesco più a ragionare lucidamente. Dopo qualche istante, però, lui solleva la testa ed allenta la presa sui miei polsi fino a lasciarli liberi, mi osserva con i suoi occhi ora tornati due pozzi scuri come sempre e, anche con la vista offuscata, noto che non sta più sanguinando, quindi probabilmente ora le sue ferite si stanno rimarginando. -Astrid...?- mi chiama lui sorpreso e mi studia attentamente finché i suoi occhi non si posano sul mio collo ed allora tornano ad essere di un rosso brillante. Il demone si rimette in piedi di scatto, allarmato e mi guarda inorridito per qualche istante. Lo vedo indietreggiare di qualche passo e fare dei respiri profondi per poi pulirsi le labbra con il palmo della mano. I suoi occhi ritornano ancora una volta scuri e, a causa della penombra sul suo visto, non riesco più a vederli. Rimango stesa a terra, senza forze e con ancora del sangue che fuoriesce dalla ferita sul collo. Stanca, concedo alle mie palpebre finalmente di chiudersi, e dopo diversi minuti sento il demone avvicinarsi di nuovo a me ed inginocchiarsi al mio fianco. -Astrid, perché sei entrata qui? Perché non hai chiamato aiuto quando ti ho attaccata?- inizia lui alzando la voce ma, quando riapro gli occhi, noto che sta ispezionando con preoccupazione la ferita sul mio collo. -Non lo so, sentivo solo di dover entrare e quando ti ho visto ferito in quel modo e dolorante ho pensato che forse avevi bisogno del sangue per riprenderti. Non è forse vero che voi demoni vi rafforzate bevendolo?- ribatto io con un filo di voce:-Tanto sapevo che non mi avresti mai uccisa. Damien, il cui viso è in parte coperto dalle ombre causate dalla lampada alle sue spalle, resta in silenzio ad osservare il mio collo ed io percepisco la ferita richiudersi lentamente. -Sei una stupida. Avevo perso il controllo delle mie azioni, non sapevo cosa stavo facendo, sentivo solo un ottimo profumo e volevo solo nutrirmi fino ad aver esaurito tutto il sangue a disposizione. Saresti dovuta scappare via dopo avermi visto ferito, non dovevi fermarti, accidenti!- dice sedendosi accanto a me e tra noi cala nuovamente il silenzio. -Chi ti ha ferito?- domando alla fine io. Il demone non risponde e si limita a studiandomi attentamente, come se volesse leggermi nel pensiero e capire cosa mi passa per la testa. Mi guarda come se fossi un’aliena, ma io lo ignoro e continuo:-È stato Sebastian, vero? Shawn non gli avrebbe fatto del male e l’unico altro demone nei paraggi in grado di colpire Damien è Sebastian, a meno che Aaron non si sia fatto avanti, ma qualcosa dentro di me mi dice che è stato il corvino a fargli del male. Di nuovo. Sto per porgli un'altra domanda quando finalmente parla:-Dovevi starmi lontano. Non ti devi mai più avvicinare a me, perché non lo vuoi capire? -E tu perché insisti con questa storia?- ribatto io. -Dannazione, hai visto prima? Ho perso il controllo e ti ho morso! E se non mi fossi fermato?- sbotta mentre i suoi occhi si tingono nuovamente di rosso. -Potevo ucciderti!- esclama alzandosi e indietreggiando. -Ma non l'hai fatto! Ti sei fermato, tu non hai mai né voluto né cercato di farmi del male, quindi smettila con questa storia che sei un pericolo per me!- esclamo alzandomi lentamente e ignorando la mia testa che gira come una trottola. Le mie gambe tremano e mi reggo in piedi a fatica, ma questo non mi ferma dall’avvicinarmi al demone. -Lo vuoi capire che anche ora faccio fatica a resistere al tuo profumo?- replica lui:-E da quella volta in cui Sebastian ti ha attaccata in palestra, da quando ho visto e sentito il tuo sangue, la mia sete non ha fatto altro che aumentare. Nonostante tu stessi male volevo solo morderti e prosciugarti! Adesso che ho invece assaporato il tuo sangue, per me sarà ancora più difficile trattenermi e resistere ai miei impulsi! -Io però non voglio che tu ti allontani da me!- esclamo avvicinandomi di qualche passo a lui, ma Damien subito indietreggia facendo aumentare la distanza tra di noi -Vattene via, potrei farti ancora del male. Hai ancora del sangue sul collo ed il profumo è così forte...- mormora coprendosi le narici con il dorso della mano destra e noto che il suo respiro si fa sempre più affannoso mentre i suoi occhi iniziano a tingersi ancora di rosso. Senza riflettere e facendomi semplicemente guidare dai miei sentimenti mi avvicino a lui e lo abbraccio. Damien si divincola furiosamente, ma io non mollo la presa. Non voglio allontanarmi da lui, non voglio che prenda di nuovo le distanze da me. È uno stupido se pensa che la sua natura possa spaventarmi abbastanza da tenermi lontana da lui. Il sentimento che mi spinge a stargli vicina, a dipendere dalla sua presenza, è molto più potente della mia paura. Io voglio che Damien non mi abbandoni, voglio che rimanga con me. Voglio che il nostro rapporto torni quello di prima. -Perché non posso avere voce in capitolo? Non voglio allontanarmi da te.- insisto io con un filo di voce mentre il demone smette lentamente di ribellarsi al mio abbraccio. - Mi sono affezionata a te ed ho sentito terribilmente a tua mancanza in questo periodo in cui non mi hai nemmeno rivolto la parola. Quindi ti prego di non ignorarmi più, è la cosa peggiore che tu possa farmi, è il dolore più grande che potresti infliggermi. Non voglio perdere più nessuno.- sussurro affondando il viso nel suo collo mentre lui rimane immobile, come paralizzato, trattenendo il fiato. -Perché vuoi un mostro come me nella tua vita? Dovresti tenermi a distanza di sicurezza, io non sono come Shawn, io non ho una parte angelica che tiene a freno le mie pulsioni.- ribatte dopo qualche istante di silenzio. -Ti voglio nella mia vita perché sei diventato importante per me e sappi che io non ti vedo affatto come un mostro.- rispondo sinceramente. Era da tanto che non ero così sincera con qualcuno. -Uno come me ha ucciso tua madre.- mi rammenta lui come se potessi essermene scordata. -Tu non sei quel demone, tu non sei Sebastian. Solo perché entrambi siete dei demoni, non significa che siate uguali.- rispondo allontanandomi da lui e guardandolo seria negli occhi. Ho bisogno di lui, ho bisogno che la smetta di credere che la scelta migliore sia prendere le distanze di me e questa è la mia occasione per convincerlo a restare. -Tu sei pazza.- sussurra dopo qualche attimo di silenzio, anche se nel suo sguardo riesco a leggere dell’esitazione. -Forse, ma sono fatta così.- rispondo io. -Non posso...- sussurra lui allontanandosi da me e sedendosi sul bordo del letto. -Hai forse paura di deludere tuo padre? Io sono per metà come quelli che hanno ucciso tua madre...- ed alle mie parole noto un debole sorriso affiorare sulle sue labbra. -No, tu sei semplicemente tu. Una pazza che è nei guai fino al collo e che ha deciso di stringere amicizia con dei demoni.- ribatte lui bloccandomi. -Hai ragione.- ridacchio io per poi tornare seria:-Ti chiedo solo di tornare da me e di smetterla di evitarmi, io ho bisogno di te più di quanto tu creda. Damien rimane in silenzio ed io decido allora di uscire dalla sua stanza e di lasciarlo da solo, continuare ad insistere non servirebbe a nulla, spero solo che riflettendo a mente fredda sulle mie parole cambi idea. -Astrid, che cos’è successo?- mi domanda Shawn guardandomi stranito appena entro in salotto mentre lui fa capolino dalla porta d’ingresso. -Nulla.- rispondo forzando un sorriso. -Ah sì? E il sangue? Sei sporca di sangue sul collo e sui vestiti, sei anche piuttosto pallida. Riesco a sentire l'odore del tuo e del sangue di Damien... Ti ha forse morsa?- insiste lui allarmato ed io, non potendogli mentire, annuisco. -Ora ci penso io a lui...- borbotta e fa per superarmi ed addentrarsi nel corridoio, ma io lo fermo. -Non ti preoccupare, non è successo nulla di grave. Lo ha fatto perché era gravemente ferito, credo sia stato Sebastian.- mi affretto ad aggiungere vedendolo calmarsi alle mie parole. Il mezzo demone sospira amareggiato:-Sebastian è sempre più irascibile... Ora Damien sta bene? Io annuisco:-Credo che stia riposando. Lui mi guarda comprensivo, ma non mi fa altre domande. Adoro il fatto che capisca sempre quando non ho voglia di parlare. -Allora direi di rimandare l’allentamento ad un’altra volta, non devi sforzarti. Ti riporto da Roxy.- dice cingendomi le spalle con un braccio con fare protettivo. Io annuisco e lui mi porge un sacchetto che non avevo nemmeno notato stesse tenendo in mano:-Ti sono andato a prendere un paio di scarpe, con i vestiti è un conto, ma le mie scarpe le avresti perse mentre camminavi. -Mi sono spaventata a morte quando sei sparita!- esclama Roxy appena mi vede entrare in casa fiondandosi addosso a me e stritolandomi in un abbraccio. -Domani pomeriggio ricominceremo con il tuo allenamento, ora vi devo lasciare.- dice Shawn dando un bacio sulla nuca alla mia amica per poi andarsene silenziosamente. -Vorrei tanto poterti proteggere da quel maledetto, ma non posso fare nulla! Anche questa notte non sono riuscita a combinare nulla, sono... svenuta!- dice lei con voce tremante mentre mi accarezza la schiena disegnando dei cerchi immaginari. -Ed io vorrei tanto poter proteggere te, ma non sono nemmeno in grado di badare a me stessa... Questa notte sono stata impotente tanto quanto te, non sono riuscita ad oppormi.- mormoro sconsolata. -Che accidenti ti è successo?- domanda all’improvviso Roxy allontanandosi da me ed aprendomi la giacca per osservare i miei vestiti macchiati di sangue. -Nulla di grave, non ti preoccupare.- mi limito a rispondere io per non farla preoccupare troppo. -Come faccio a non preoccuparmi con tutto quel sangue che hai addosso? È tuo? Sei ferita?- mi domanda lei allarmata conducendomi verso il divano su cui mi costringe a sedermi. -Quello sulla felpa non è sangue mio, o almeno la maggior parte, è di Damien.- mormoro io e lei aggrotta la fronte. -È ferito? -Era, ora sta meglio. Sai, guarigione rapida dei demoni.- ribatto io e lei annuisce. -La maggior parte del sangue quindi è del bel demone rubacuori, ma la restante? È sangue tuo?- riparte all’attacco Roxy, gli occhi fissi nei miei. -Mio. -Vuoi dirmi cos’è successo? -Mi ha morsa.- mormoro alla fine. -Come, scusa?!- esclama lei sgranando gli occhi:-È stato Sebastian?! Io scuoto la testa e, abbassando lo sguardo, rispondo:-Damien. Senza darle il tempo di andare in escandescenza ed esplodere però mi affretto a raccontarle ogni cosa, nei minimi dettagli. Del resto, si è trattato solo di un incidente avvenuto perché il demone era gravemente ferito, senza contare che si è fermato in tempo, prima ancora che perdessi i sensi. Quello che mi preoccupa di più al momento, però, è l’arrivo di Aaron, come se già la presenza di Sebastian non bastasse a tenermi costantemente in allerta. Ora, invece, mi devo guardare le spalle anche dall’ibrido. Per quanto la sua offerta fosse allettante, so di non poterla accettare. Sia Shawn sia Damien lo reputano una minaccia, senza contare che, quando Samantha lo aveva aiutato insieme ad un gruppo di angeli, lui li ha uccisi tutti tranne lei. Aaron porterà solo guai, ma la vera domanda è se sarà una minaccia anche per me e Roxy oppure no, anche se temo che io e la mia migliore amica non riusciremo a rimanere fuori da questa faccenda.
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