Dopo un tempo quasi infinito, io e l’angelo siamo usciti dalla fitta boscaglia e siamo giunti davanti alla casa di Roxy, dove ho chiesto all’angelo di lasciarmi sola e lui, dopo qualche protesta, si è arreso e se ne è andato.
Anche se so che non avrei dovuto, appena è sparito alla vista anziché entrare in casa mi sono avviata nella direzione opposta ed ora sono davanti alla casa di Shawn, indecisa sul da farsi.
Vorrei parlare con il mezzo demone, ma so che qui ci vive anche Damien ed ho paura di incontrarlo dopo il modo in cui se ne è andato. Ho bisogno di chiedere dei consigli al rosso, lui ne capisce molto di più su Damien e su quello che pensa e prova. Forse però mi conviene parlargli in privato domani, quando sarò sicura di non incontrare anche il demone.
Sospiro ed alla fine, sconfitta, decido di andarmene, ma prima che possa allontanarmi la porta si apre e dall'edificio esce qualcuno.
Inizialmente non riesco a capire di chi si tratti, ma grazie alla luce del lampione alle mie spalle, la riconosco, è Sally. Subito avverto una dolorosa fitta al petto, cosa ci fa lei qui a quest’ora?
Mille possibili ragioni affiorano nella mia mente, una peggiore dell’altra.
Quando lei si accorge della mia presenza, mi guarda torva e si avvicina lentamente.
-Che vuoi? Non sono stata abbastanza chiara? Damien sta con me.- esordisce lei bruscamente sottolineando l'ultima frase.
-In realtà... stavo cercando Shawn.- sussurro abbassando per non incrociare il suo sguardo affilato.
-Sì, come no. Molto convincente.- ringhia irritata avvicinandosi sempre più a me, le braccia incrociate al petto ed aria altezzosa.
Mentre sto per risponderle, un paio di braccia mi cingono la vita cogliendomi di sorpresa.
-Hey principessa.- mi saluta il mezzo demone appoggiando il mento sulla mia nuca, facendomi sentire come una bambina piccola e minuta, ma è una fortuna che sia arrivato improvvisamente Shawn. Forse, con lui presente, Sally non farà una scenata e se ne andrà senza aggiungere altro. In questo momento non sono affatto dell’umore di sentirla dire ancora una volta che Damien è suo e che io devo girargli alla larga.
La ragazza di fronte a noi ci guarda sconcertata:-Sei proprio una sgualdrina. Lo sai che anche lui ha la ragazza? E se non ricordo male, si tratta proprio di quella tipa strana con i capelli azzurri con cui stai sempre.
La castana mi squadra dall’alro in basso con aria di superiorità, facendomi sentire uno schifo. So di non star facendo nulla di male, in fondo Shawn è solo un amico, ma questa ragazza ha come il potere di farmi sentire una pezza da piedi ed una sporca traditrice.
-Cosa vai a pensare? Non ti deve riguardare gli amici che frequento!- sbotta Shawn innervosito:-E smettila di comportarti così con lei.
Sally lo guarda sempre più schifata:-Dovresti vergognarti anche tu anziché farle da avvocato difensore, lurido schifoso.
E senza aggiungere altro ci volta le spalle allontanandosi da noi con una camminata che farebbe invidia ad una modella professionista.
-Che impicciona, proprio non la tollero.- sbuffa il mezzo demone ancora irritato.
-Vuoi entrare?- domanda poi rivolgendosi a me con un sorriso ed io scuoto la testa sospirando.
-Forse è meglio che io torni a casa...- sussurro tenendo gli occhi fissi sulle punte delle mie scarpe mentre il rosso si sposta davanti a me.
Vedere Sally uscire dall'abitazione in cui vive Damien mi ha lasciato l'amaro in bocca. Ma in fondo cosa mi importa di quello che fanno quei due? La vita è la loro, non la mia. Però adesso ho anche la certezza che il demone è in casa e quindi non posso di certo mettermi a parlare con Shawn di lui per chiedergli qualche consiglio.
-Non farti rovinare l’umore da quell'arpia... Ah, com'è andata con Damien?- mi domanda accomodandosi sul gradino del marciapiede. Io seguo il suo esempio sedendomi accanto a lui e rannicchiandomi nella giacca a causa del freddo. Ripenso a qualche ora fa, quando Damien non aveva avuto un altro dei suoi sbalzi d'umore ed era appena tornato da me. Ripenso all’allenamento insieme ed alle chiacchiere spensierate che ci siamo scambiati sulla via del ritorno, prima che Gionata ci raggiungesse.
-È andato tutto bene, ma...- mi interrompo a metà frase e mi soffermo a guardare il vuoto davanti a me, indecisa se proseguire o meno.
-Ma...?- mi incita lui a continuare, preoccupato.
-...è arrivato Gionata e mi ha detto che posso andare in Paradiso con lui e Samantha. Subito Damien se ne è andato via infuriato. Ci eravamo appena riavvicinati, stava andando tutto bene.- sussurro io con un filo di voce, sperando di non essere sentita dal diretto interessato:-Mi aveva appena promesso che non sarebbe più sparito senza darmi alcuna spiegazione ed io ora ho... paura che lo farà di nuovo, che riprenderà ad evitarmi. Non voglio.
La strada è deserta ed in cielo non si vedono le stelle a causa dei lampioni. Questa zona del paese è sempre poco frequentata, principalmente perché ci abitano tanti simpatici nonnetti che stanno o sempre al bar o barricati in casa.
Il freddo pungente penetra nelle ossa facendomi tremare e battere i denti, senza contare che ho ormai totalmente perso la sensibilità del naso e delle dita di piedi e mani.
Shawn mi cinge le spalle con un braccio e mi stringe a sé. Il calore del suo corpo mi dà subito sollievo ed al tempo stesso la sua vicinanza mi rincuora.
-Non so se andare in Paradiso...- dico esprimendo per la prima volta ad alta voce i miei dubbi:-Non voglio incontrare mio padre, ma in fondo mi piacerebbe poter incontrare altri... angeli. Vedere com’è quel posto.
-Perché non vuoi incontrare tuo padre?- domanda mentre dalla sua bocca esce una nuvoletta di aria calda.
-Perché ha abbandonato me e... mia madre. Non è mai venuto nemmeno per una visita ed io... io lo odio per questo. Lui è immortale, ha tutta la vita per fare ciò che gli pare, perché non si è mai nemmeno una volta disturbato di venire qui, da noi? Perché non c’era quando mia madre era in pericolo?- ribatto amareggiata mentre delle calde lacrime sgorgano dai miei occhi, rigandomi le guance.
-Forse avrà pensato che era la cosa migliore per proteggerti... Se fosse rimasto con voi o fosse venuto a trovarvi, avrebbe reso più facile trovarti e, come ti ho già detto, i mezzosangue come noi non sono ben visti. Tu sei per metà umana, quindi non vieni considerata una minaccia altrettanto grande come me ed Aaron, però c’è comunque chi ti vorrebbe morta.- sussurra con un attimo di esitazione ed io sposto lo sguardo dalla strada al suo viso.
Rimaniamo immersi nel silenzio della notte, mentre il freddo ci circonda ed i nostri respiri caldi creano nuvolette di vapore. Sono immersa nei miei pensieri, mio padre ha davvero deciso di lasciarci per proteggermi? O forse è stata solo una comoda scusa?
L’unico modo che ho di scoprirlo, però, è incontrarlo e conoscerlo meglio e per farlo dovrei accettare di andarmene via da qui e seguire Gionata e Samantha.
-Se tu vuoi andare in Paradiso, non esitare. È un'opportunità che sarebbe bene non sprecare senza riflettere.- dice Shawn interrompendo i miei pensieri:-Non sei un angelo puro, eppure ti è stata offerta la possibilità di andare. Se la rifiutassi, potresti non riuscire ad andarci mai più.
Annuisco ancora indecisa:-E la reazione di Damien? Sono sempre più convinta che soffra di disturbi della personalità multipla.
Lui getta la testa all'indietro e scoppia a ridere divertito. Io, invece, lo guardo irritata, non c'è nulla da ridere. Quel dannato demone mi sta facendo uscire di testa con tutti i suoi sbalzi d’umore, prima dice una cosa e poi ne fa un’altra, ogni cosa che fa mi sembra contraddittoria.
-Lui ti vuole bene, e anche molto, forse troppo, per questo si è arrabbiato. Non vuole che tu vada in Paradiso, non vuole che qualcuno ti porti via da lui, quindi preferisce allontanarti, come se fosse stato lui a scegliere per te. Lui è molto possessivo con coloro a cui vuole bene.- mi spiega smettendo di ridire e tornando serio, mentre io lo guardo sorpresa.
Quindi... Damien mi vuole bene, molto bene. Le parole di Shawn mi fanno battere il cuore all'impazzata, Damien non vuole che me ne vada. Perché non si è semplicemente limitato a dirmelo? Quel demone rende sempre tutto così complicato...
-Devi però decidere tu se andartene o meno. Non farti condizionare, scegli liberamente.- dice accarezzandomi teneramente la guancia ed abbozzando un sorriso.
-Sappi che se partirai, mi mancherai da morire.- mormora stringendomi ancora di più tra le sue forti braccia con fare protettivo.
Qui ho tutto. I miei più cari amici, Roxy e Shawn. I ricordi più belli, i ricordi con mia madre. E Damien, anche se con lui non è sempre tutto rosa e fiori.
Voglio davvero abbandonare tutto per andare in Paradiso e conoscere mio padre?
Appena entro nella camera che condivido con Roxy, facendo una fatica immensa a risalire dalla finestra tenendo gli occhi sbarrati per evitare di guardare in basso, la mia amica mi accoglie saltellando come una pazza.
Io, ancora traumatizzata dall'essere riuscita a salire dalla finestra nonostante le vertigini, la osservo confusa. Poi, d'un tratto, alle sue spalle noto una ragazza seduta sulla sedia della scrivania. I capelli leggermente più lunghi dall'ultima volta che l'ho vista e l'aria molto stanca, di una che da settimane non chiude occhio. È Samantha.
Da quel che ho capito, anche lei sta cercando Aaron, dunque deduco che ultimamente sia sparita dalla circolazione proprio per seguirlo, come ha fatto Sebastian.
-Cosa ci fa lei qui?- domando a Roxy sospettosa. Dovrei fidarmi di Samantha, è un angelo, però qualcosa in lei in questo momento mi mette in allarme e mi fa stare sulla difensiva. Sembra... diversa, anche se non capisco che cosa sia cambiato.
-È venuta per comunicarti una bella notizia.- risponde subito Roxy euforica, ma senza darmi altre informazioni.
-Che cosa?- chiedo togliendomi la giacca accaldata e guardando l'angelo.
Lo sbalzo di temperatura tra l’interno dell'abitazione e l’esterno è enorme, soprattutto ora che a causa della mia arrampicata sto sudando quasi quanto negli allenamenti con Damien. E sottolineo il quasi.
Samantha sorride gentilmente e mi osserva coi suoi occhi chiari e luminosi:-Non so se alla fine mio fratello Gionata sia riuscito a trovarti, ma sono venuta per dirti che..
Roxy la interrompe, troppo euforica per riuscire a stare zitta per più di dieci secondi:-Ha detto che finalmente potrai incontrare tuo padre, ha detto che te lo presenterà di persona.
Presentarmi mio padre. Che lei lo conosca? Perché non me l'ha mai detto? In questo momento non riesco a non essere sospettosa e a non pensare a quante altre cose possa avermi tenuto nascoste.
-Puoi venire a vivere in Paradiso. Tuo padre ha fatto di tutto per convincere tutti gli angeli ad accettarti.- mi spiega Samantha:-Così potrai anche allontanarti da questo posto così pericoloso e stare al sicuro.
L'angelo si alza e mi si avvicina, prendendomi le mani nelle sue e stringendole:-È un posto fantastico e soprattutto sicuro, ti troverai bene fin da subito. E poi, siamo riusciti anche a convincere gli altri angeli a farti mangiare del cibo, almeno finché non ti adatterai a vivere come noi.
-Voi... non mangiate?- domando confusa mentre ripenso a Gionata, che effettivamente non ho mai visto mangiare.
Lei scuote la testa con vigore:-La gola è pur sempre un peccato. Però, poiché sei stata allevata tra gli umani e sei abituata a nutrirti di cibo umano, saranno tutti tolleranti con te e ti aiuteranno a perdere questo vizio.
-Tu non mi avevi detto che sarebbe venuta a vivere in Paradiso! Pensavo che le avresti solo fatto incontrare suo padre! Se accettasse quando potrebbe tornare qui per venirmi a trovare?- si intromette subito Roxy, ora meno eccitata di prima:-Ed al diavolo questa scemata sul cibo! Mica si ingozza come un maiale, perché dovrebbe fare la fame?
È allarmata e spaventata, lo leggo nei suoi limpidi occhi azzurri. Le tremano le labbra e le mani, capisco il suo stato d'animo. Siamo come due sorelle, abbiamo trascorso la maggior parte della nostra vita insieme, una al fianco dell'altra, non riusciremmo mai a restare lontane. Non posso rinunciare alla sua presenza allegra e gioiosa, non posso rinunciare ad averla al mio fianco.
-Roxy, dovrai solo abituarti. È per il bene di Astrid.- insiste ancora l'angelo.
-Sam, apprezzo il tuo buon proposito e tutto il resto, ma io non voglio. Continui a dire che è per il mio bene e che sarò al sicuro, ma non mi interessa se accanto a me non avrò le persone a cui voglio più bene. E se ciò vuol dire stare in un posto pericoloso, così sia. Io non li abbandono. Mi dispiace che tu abbia perso tempo, ma io sto bene qui, con coloro che amo più della mia stessa vita. Non ho intenzione di rinunciare a tutto solo per mettermi al sicuro e conoscere un padre che ormai sono abituata a non avere.- affermo mentre i volti delle persone più care che mi sono rimaste appaiono davanti ai miei occhi.
Samantha mi osserva incredula:-Pensaci bene, hai realmente intenzione di gettare via una simile occasione?
-Magari non potrai più incontrare tuo padre...- sussurra Roxy riflettendo, combattuta. So che vorrebbe che restassi, ma so anche che non vorrebbe negarmi la possibilità di ricongiungermi con l'unico mio parente ancora in vita.
-Se lui tiene realmente a me, potrebbe pur sempre venire qui a conoscermi, cosa che non ha mai fatto in tutti questi anni.- ribatto sicura della mia scelta e contemporaneamente irritata dalla piega che ha preso la conversazione. Non potrei mai mettere mio padre, qualcuno che nemmeno conosco, davanti alle persone che mi amano e che mi hanno sempre sostenuta ed aiutata.
-Potresti anche evitarlo, se proprio vuoi. Però sarebbe un vero peccato se tu rifiutassi. Hai la possibilità di allenarti con degli angeli, di imparare da noi e di diventare come noi. Potresti imparare ad usare le ali,...- insiste ancora Samantha, ma prima che io possa controbattere interviene Roxy che mi prende a braccetto e dice:-Ha rifiutato, quindi basta! Ha fatto la sua scelta e non puoi obbligarla a fare come vuoi tu.
-No, certo, ma...- notando gli sguardi truci che sia io che Roxy le dedichiamo, la castana sospira, arrendendosi.
-Grazie comunque per l'offerta.- dico cordiale aspettando impazientemente che se ne vada.
Lei annuisce e, dopo averci salutato, si avvicina alla finestra da cui poco fa sono entrata io e la apre. In un rapido scatto scavalca il davanzale e si lancia. Io e la mia amica accorriamo alla finestra preoccupate, temendo per un attimo che sia caduta.
Una volta che ci siamo sporte non vediamo nient'altro che la tranquillità della notte. Guardo sotto la finestra, tra gli alberi e sulla strada, ma di Samantha non c'è traccia.
D'un tratto sentiamo un rumore sordo, simile ad un paio d'ali di un piccione che sbattono, solo che è rumore molto più amplificato. Io e Roxy alziamo la testa immediatamente e su, in cielo, vediamo qualcosa che non ci saremmo mai aspettate.
Ciò che attira la nostra attenzione è un paio d'ali bianche, ricoperte da lunghe e candide piume. Sono molto grandi, in totale le ali saranno lunghe almeno tre metri e sono illuminate dalla luce della luna, che le fa risaltare nell'oscurità. Le ali si congiungono alla schiena di Samantha, la quale si allontana da noi in un attimo e sparisce dalla nostra vista.
Sapevo già che gli angeli hanno le ali, ma non me le immaginavo così. E poi, vedere per la prima volta un simile spettacolo stupirebbe chiunque. Sono grandi e bellissime, possenti e delicate, rassicuranti e sicure...
-Promettimi che imparerai a usare le ali prima della mia morte... Voglio che tu mi faccia volare.- sussurra Roxy guardando il cielo, incantata almeno quanto me.
-Sì...- sussurro non sapendo che altro dire. Devo superare la mia paura per le altezze, voglio anch'io le ali. Voglio imparare a volare.
-Astrid?
Mi alzo di scatto, guardandomi intorno con gli occhi sgranati. Ho il cuore in gola e guardo allarmata il luogo in cui mi trovo cercando disperatamente colui che mi ha chiamato.
Sto sognando. Sono ancora in mezzo al prato e percepisco l'erba umida sotto i miei piedi nudi, ma c'è qualcosa di diverso, una fitta nebbia ricopre come un velo tutto ciò che mi circonda.
-Piccoletta?- sento ancora la voce roca e penetrante di qualche attimo fa, non me la sono immaginata.
-Dove sei?- domando ad alta voce, mentre i miei occhi saettano da una parte all’altra nonostante la nebbia offuschi la mia visuale.
-Sono qui...- mormora di nuovo l’ospite indesiderato ed io mi volto di scatto, ritrovandomi davanti il proprietario della voce. Punto subito la mia attenzione sui suoi occhi, uno marrone scuro e l'altro rosso, e noto subito che il suo sguardo è molto meno rassicurante ed innocente rispetto all’ultima volta che ci siamo incontrati.
Credo che Shawn e Sebastian avessero ragione, la parte demoniaca di Aaron sta prendendo il sopravvento su quella angelica.
-Spero tu abbia riflettuto sulla mia proposta. Quindi lo vuoi il potere per proteggere le persone che ami? Basta solo che tu mi aiuti.- le sue parole ancora una volta sono molto allettanti, mentre il suo tono è seducente e mi confonde le idee. Tuttavia io ho già preso una decisione che non voglio cambiare, non posso fidarmi di lui. Accettare la sua offerta potrebbe mettermi in una situazione ancora più pericolosa di quella in cui mi trovo già ora.
-No.- rispondo scuotendo la testa:-Non voglio aiutarti.
Forse mi sto sbagliando, ma lui potrebbe essere anche più pericoloso di Sebastian ed accettare potrebbe anche costringermi a mettermi contro Damien e Shawn, cosa che non voglio assolutamente che accada.
-Bene, peccato che io non accetti i rifiuti.- risponde ghignando ed avvicinandosi con un rapido scatto a me. Nel giro di un istante si sposta alle mie spalle, mi afferra i polsi e me li tiene bloccati dietro la schiena con una mano, mentre con l’altra stringe con forza la mia spalla.
Una volta, durante uno dei nostri allenamenti, Damien mi aveva bloccata nella stessa maniera e mi aveva insegnato un modo per liberarmi. Devo innanzitutto far allentare la presa di Aaron su di me.
Posso ancora muovere le gambe, quindi ne approfitto per colpirgli con un calcio la caviglia destra. Lui, cercando di restare in equilibrio, allenta leggermente la presa sui miei polsi. Io ne approfitto e mi divincolo con forza spingendolo al contempo all’indietro e, una volta libera, inizio a correre in mezzo alla fitta nebbia, sperando di riuscire a sfuggirgli. Shawn mi aveva detto che se mi concentro sarei riuscita addirittura a portare qualcuno nel mio sogno. Continuo a correre senza una destinazione e nella testa ripeto un solo nome, Damien. Se lui fosse qui, potrebbe aiutarmi.
All'improvviso, però, mi blocco, e se con lui ci fosse Sally? Se fosse troppo impegnato con lei? Magari lei è tornata indietro dopo avermi vista girovagare davanti alla casa del demone.
Sicuramente lo disturberei...
Non mi rendo conto di essermi fermata finché Aaron non mi raggiunge e mi afferra con violenza un gomito.
-Mi stai proprio infastidendo, non puoi scapparmi!- ringhia tra i denti irritato.
-Questo è un sogno! Posso svegliarmi quando voglio!- controbatto più per rassicurare me stessa che per ricordarlo a lui.
Tutta la mia sicurezza però vacilla quando getta la testa all'indietro e scoppia in una fragorosa risata:-Non se ti blocco qui. Potrei indurti in un coma eterno, non ti sveglieresti mai più.
Ora si che ho davvero paura. Può realmente intrappolarmi in questo sogno per sempre?
Mi riscuoto dai miei pensieri, non devo distrarmi. Cerco di spingerlo lontano da me, ma è molto più forte e questa volta è più in guardia di prima.
Appena però si apre uno spiraglio nella sua difesa gli pesto un piede con violenza ed indietreggio, pronta a fronteggiarlo. So che lui è molto più forte di me, so di non avere speranze, ma non voglio arrendermi. Sono determinata ad impegnarmi al massimo per riuscire a cavarmela da sola. Gli allenamenti con Damien non sono stati totalmente vani.
Aaron sogghigna:-Credi di potermi sfuggire con questi trucchetti?
-No.- rispondo sicura, sorprendendolo. Cerco di approfittare del momento, ma lui si riscuote in fretta e riesce a bloccarmi mentre cerco di allontanarmi. Gli tiro una gomitata nello stomaco e poi un pugno che lo colpisce in viso.
Indietreggia stordito, ma quando si riprende mi guarda con profondo odio:-Questa me la paghi, piccoletta. Non dovevi farlo.
-E tu non devi toccarla.- ribatte una voce alle sue spalle, stupendo sia me che il mezzo demone.
È Damien. Damien è davvero qui!
Prima che Aaron possa fare qualsiasi cosa, Damien lo afferra per la gola con una mano e lo solleva da terra, mentre io lo osservo stupefatta dalla sua forza.
Gli occhi di Damien sono rossi come il sangue e pieni di rabbia, sembra fuori di sé.
-Non toccarla, non ti avvicinare mai più a lei...- sibila il demone tra i denti linciandolo con lo sguardo, un’espressione minacciosa sul volto.
-Altrimenti... cosa mi fai...?- lo sfida Aaron, faticando a respirare a causa della stretta del demone. L'arroganza dell’ibrido mi stupisce, è in netto svantaggio e ha comunque il coraggio di provocare Damien.
-Semplice, ti uccido in modo molto doloroso, talmente doloroso che ti pentirai di esserti anche solo avvicinato a lei.- ribatte il demone gettando a terra Aaron come se fosse un sacco della spazzatura.
-Ora sparisci, sai meglio di me che in uno scontro diretto non avresti possibilità.- dice minaccioso Damien ed Aaron, alzandosi mentre si massaggia il collo, risponde:-E tu sai meglio di me che qui non puoi uccidermi.
Il mezzo demone sogghigna fiero e soddisfatto e, in un istante, sparisce, fondendosi con la nebbia.
Damien respira affannosamente a causa della rabbia ed i suoi occhi rossi saettano tra la nebbia, alla ricerca di qualcosa da prendere a pugni.
-Come... come hai fatto a venire?- domando titubante ed i suoi occhi incontrano i miei. Mentre rimaniamo in silenzio a guardarci noto che il suo respiro si fa lentamente più regolare e che la rabbia diminuisce gradualmente.
-Mi hai chiamato tu.- risponde infine, facendo tornare i suoi occhi due pozzi profondi e scuri.
-Come... come ho fatto?- domando con un filo di voce, incredula. Sono stata davvero io a chiamarlo.
-Ero con Shawn quando ho sentito la tua voce e poi mi hai trasportato nel tuo sogno. Mi sono trovato improvvisamente qui, in mezzo alla nebbia. Non trovandoti sono corso a cercarti, preoccupato.- risponde sospirando ed accarezzandomi delicatamente una guancia.
Era con Shawn, non con Sally. Il solo pensiero mi riempie ddi gioia.
-Mi spiace di averti disturbato.- sussurro chinando il viso ed osservando i miei piedi nudi in mezzo all'erba.
-Se per te questo è disturbarmi...- sussurra avvicinandosi pericolosamente a me:-Disturbami tutte le volte che avrai bisogno. Appena avverti di essere in pericolo, trova un modo per raggiungermi.
Mi prende il mento tra le dita e mi fa alzare la testa, facendo incrociare i nostri sguardi. Sento il battito del mio cuore accelerare e le mie guance avvampare. Quando sono vicina a lui, ogni mio pensiero razionale scompare. La ragione sparisce e prendono il sopravvento i miei sentimenti, che mi guidano nella direzione sbagliata.
-Perché mi fai questo ogni volta...- mormora pensando ad alta voce e, in un attimo, le sue calde e morbide labbra sono sulle mie.
Mi sta baciando. Ci stiamo baciando ancora una volta.
Io non riesco, non posso e non voglio allontanarlo. È come se non avessi aspettato altro che il suo bacio. Già dalla prima volta ero diventata dipendente dalle sue labbra, anche se non lo ammetterò mai ad alta voce, soprattutto con lui.
La passione prende il sopravvento su di noi, mentre entrambi ci lasciamo andare. Sento le sue calde mani sui miei fianchi, la sua presa è salda, mentre il suo corpo è premuto contro il mio. Io, invece, ho le mani immerse nei suoi morbidi e setosi capelli e cerco di ridurre al minimo la distanza tra di noi.
Però, all'improvviso, la ragione torna a farsi sentire ed i sensi di colpa invadono il mio corpo. Non posso essere così meschina, per quanto Sally sia insopportabile non posso farle una cosa del genere, non è giusto. Mi allontano di scatto da lui che ora mi osserva confuso e quasi ferito.
Entrambi respiriamo affannosamente mentre i nostri occhi rimangono fissi gli uni negli altri.
-Sally.- mi limito a dire vedendo che è sempre più confuso. Sentendo il nome della ragazza, vedo ogni traccia di dubbi e domande sparire dai suoi occhi. Ha capito a cosa mi riferisco. Lui ha la ragazza, lui ha Sally, e non può approfittarsi di me per tradirla. Io non sono disposta a farlo.
-Perché pensi a lei?- mi domanda avanzando di un passo nella mia direzione. In risposta, indietreggio. Se si avvicinasse ancora, potrei perdere nuovamente il controllo di me stessa.
-Perché è la tua ragazza e non voglio essere la tua amichetta con cui la tradisci.- rispondo stizzita per poi aggiungere:-Inoltre mi risulta che tu sia arrabbiato con me da quando Gionata mi ha detto che sarei la benvenuta in Paradiso.
Noto all’istante che serra la mascella e che i pugni iniziano a tremargli da quant'è la forza con cui li stringe.
-Perché te la sei presa con me? Perché sei andato via in quel modo?- insisto alla ricerca di risposte.
-Non me la sono presa con te.- risponde a denti stretti.
-Ah, no? Dal tuo tono non mi sembrava, senza contare che non hai esitato ad andartene via di nuovo. Mi hai lasciata in mezzo al bosco!- sbotto innervosita.
-Eri in buona compagnia, no?- ribatte alzando la voce.
-Cosa c’entra Gionata? Ora dimmi il motivo per cui te ne sei andato!- esclamo alzando a mia volta la voce.
-Perché non voglio che tu te ne vada in Paradiso, ma contemporaneamente non voglio obbligarti a restare! Io non voglio perderti, non voglio che tu te ne vada. Sono maledettamente attratto da te e se tu te ne dovessi andare darei di matto! Mi spiace per il mio schifoso comportamento, va bene?- sbotta alla fine lui.
-No che non va bene, perché tu non mi hai nemmeno dato il tempo di scegliere. Mi avevi promesso che non te ne saresti più andato senza spiegarmi almeno il motivo e subito dopo hai infranto quella promessa!- ribatto sentendo gli occhi bruciarmi. Ricaccio indietro le lacrime, non voglio piangere, non ora e non di nuovo.
-Non hai minimante tenuto in considerazione i miei sentimenti e la mia opinione. Io non voglio andarmene!
Lui mi osserva a stupito, come se non si aspettasse tale risposta da parte mia.
-Ho notato che hai fatto in fretta a trovare una consolazione. Spero ti sia divertito con Sally!- aggiungo poi, senza riuscire a trattenermi e provando un profondo fastidio mentre ripenso a quando ho visto uscire la ragazza dalla casa in cui vive Damien.
-Cosa? Ma che...- inizia Damien interdetto, ma non voglio ascoltarlo. Ora il fiume che ho dentro sta straripando oltre gli argini. Ora sto crollando e non voglio farlo davanti a lui.
Lui, per quanto mi aiuti e per quanto mi faccia bene stare al suo fianco, è ciò che mi distrugge.
-Astrid! Non andare, ascoltami!- esclama mentre cerca di afferrarmi un braccio, ma io voglio svegliarmi. Non voglio parlargli, ho bisogno di allontanarmi da lui e di calmarmi.
L'ultima immagine che vedo è il viso di Damien contratto in un'espressione di disperazione, mentre cerca inutilmente di afferrarmi la mano.
Mi metto a sedere di scatto sul letto. Sono nella stanza di Roxy, lei dorme nel letto accanto al mio. Guardo fuori e vedo la luna e le stelle risplendere nel cielo notturno. Sono tornata nella realtà e sono riuscita a fuggire da Damien.
Come devo comportarmi con quel demone? Perché è sempre così maledettamente imprevedibile? Mi ha baciata, di nuovo. Anche se è avvenuto tutto dentro il mio sogno, lui mi ha baciata. Ho sentito il suo tocco sulla mia pelle, i brividi che mi ha provocato quando mi ha toccata e l’attrazione che provo per lui ha preso il sopravvento su di me. E tutto questo è sbagliatissimo.
Lui ha Sally. Io non voglio diventare colei che li separerà, non voglio mettermi in mezzo. Lei non dovrà mai sapere che Damien mi ha baciata, potrebbe rimanerci molto male ed io mi sento già abbastanza in colpa.
Sospirando, stanca di questa situazione, mi rannicchio sotto le coperte, ma non mi riaddormento. Ho troppa paura di rivedere Aaron in sogno, ho troppa paura che lui riesca ad intrappolarmi realmente per sempre dentro il sogno. Allora mi perdo nei ricordi di quando ero bambina, di quando giocavo con mia madre.
Ripenso a tutte le cadute che ho fatto mentre correvo ridendo, a tutte le volte che sono corsa piangendo da mia madre con le ginocchia sbucciate e a tutti sorrisi pieni d’amore che mi regalava mentre mi medicava. Ripenso a tutte le volte che mi sgridava quando mi comportavo male e a tutte le volte che mi abbracciava, dicendomi che mi perdonava per averle disobbedito e mi sussurrava all'orecchio di volermi un'infinità di bene. Nella mia mente riaffiorano tutti i ricordi che ho con mia madre mentre attendo che la notte passi e che sorga il sole.