Luglio 1 luglio Pazzie, Vàren’ka, nient’altro che pazzie! A lasciarvi fare, Dio sa che fisime vi verrebbero in testa. Questo mi va, quest’altro non mi va... E io vedo chiaro, adesso, che son tutte storie. Ma che vi manca qui, mi fate il piacere di dirlo? Vi vogliamo bene, ci volete bene, siamo tutti felici e contenti: che si può pretendere di più? Che farete invece in casa di estranei? Voi non sapete che significhi un estraneo. Domandatelo a me, che ve lo spiego. Io li conosco bene; ho mangiato il loro pane. Sono cattivi, prima di tutto, cattivi al punto che un bel giorno non ti trovi più il cuore a posto, tanto ti hanno angariato a furia di rimproveri, di pretese, di occhiate di traverso. Qui vi trovate che meglio non potreste: così aggiustata al calduccio nel vostro nido. E noi? Ci pia

