Agosto-3

1836 Words

E qui non mi ricordo più di niente. Non mi ricordo come uscii, come infilai la Vyborgskaja, come traversai il ponte Voskresenskij sfinito, assiderato, battendo i denti, e prima delle dieci non mi riuscì di arrivare all’ufficio. Volevo pulirmi dal fango i calzoni, ma Snegirëv, il custode, signornò, mi ha detto sul muso, si sciupa la spazzola, e la spazzola, caro voi, è roba del governo. Ecco a che siamo, figliola mia, mi trattano peggio dello straccio dove si strofinano i piedi... Ma sapete, Vàren’ka, quel che mi uccide? Non il denaro, no, ma tutte queste punzecchiature di ogni giorno, e i sussurri, e gli sghignazzi, e i motteggi. Chissà che, senza badarci, davanti a Sua Eccellenza, non si lascino sfuggire qualcosa sul mio conto... Ah, figliola mia, son passati i bei tempi, è passata l’età

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