Settembre 3 settembre Non ho terminato l’ultima lettera, signor Makàr, perché mi era penoso scrivere. Vengono momenti in cui mi piace esser sola, soffrire da sola, lamentarmi da sola, senza farne partecipe alcuno, e questi momenti si ripetono ora con più frequenza di prima. Nei miei ricordi c’è qualcosa di così inesplicabile per me, che mi attrae mio malgrado, e con tanta forza, che per ore e ore di fila resto insensibile a quanto mi circonda e dimentico il presente. E non c’è nella mia vita attuale impressione dolorosa o piacevole che non mi faccia sovvenire di qualcosa di simile nel mio passato, e più spesso della mia fanciullezza, dei miei primi anni felici. Questi momenti però mi lasciano sempre una profonda tristezza. Di giorno in giorno mi sento più debole; questo gran pensare mi s

