CAPITOLO SEI Mario Giraudo, in arte Giraudinho, per meriti calcistici. L’uomo giusto al momento giusto. Quando Baudino gli ha chiesto come intendesse muoversi, il pensiero era andato a lui, peraltro appena sentito per la vicenda del suicida. Quando si ha la fortuna di avere come amico un medico legale la strada si fa in discesa. Due passi in centro prendendosela comoda. Piazzetta della Lega, poi via Milano fino al Libraccio, cercando di non perdersi nella nebbia. Segue una telefonata al nostro; dando per scontato che il cadavere dalla carotide recisa sia suo ospite. Se non ricorda male, Giraudo gli aveva detto che di vacanze non se ne parlava fin oltre capodanno, e casomai si trovasse al lavoro, la querula preghiera di dare un’occhiata al defunto può scapparci. Due parole, una supplica

