Magda

966 Words
MagdaLa fortuna e la sfortuna a volte si alternano in maniera così precisa nella vita di una persona, da far pensare che si mettano d’accordo per darsi il cambio. La buona sorte aveva portato Magda dalla Francia, dove menava una vita grama, fino a Genova al seguito di un cavaliere di ventura. In città, disgraziatamente, l’uomo si era fatto sbudellare durante una rissa e a lei non era rimasta altra scelta che prendere alloggio nel quartiere delle prostitute ed esercitare il mestiere. Qui, la sorte aveva giocato a suo favore. Magda, per quel suo accento francese che le conferiva un’aria intrigante e per certe sue abilità amatorie, aveva trovato una discreta popolarità tra le classi più alte che frequentavano il quartiere di Monte Albano. Non aveva difficoltà a pagare al Podestà del quartiere i 5 soldi al giorno richiesti dalla municipalità a chi esercitava la sua professione e le restava di che vivere bene. Ancora una volta, però, il destino si apprestava asparigliare le carte. Il Duomo aveva bisogno di restauri. Il porto di un molo aggiuntivo. Poiché la città non era in grado di affrontare queste spese si pensò ad un progetto ardito quanto remunerativo. L’idea era radere al suolo il quartiere di Monte Albano con le sue casupole di legno che ospitavano le prostitute, dividere la zona in lotti e vendere il terreno alle famiglie più in vista. Qui sarebbero sorte le dimore sontuose per le quali non c’era spazio in città. L’alta borghesia cominciava a desiderare case più ampie e lussuose, rispetto agli alti palazzi soffocati nel cuore della città. Dimore che meglio avrebbero rappresentato il benessere economico e l’importanza del casato, con facciate imponenti aperte su una via larga e con giardini e cortili interni in cui alberi e fontane avrebbero offerto intimità e diletto. Si andava facendo strada una mentalità che vedeva negli immobili una buona forma di investimento dei capitali, atteggiamento del tutto nuovo fino a quel momento. L’idea piacque e si passò alla realizzazione. La zona venne divisa in nove lotti e si procedette all’asta di acquisto. I proventi furono subito impiegati per la costruzione della Cupola del Duomo di San Lorenzo. Il porto ebbe il suo nuovo molo e per la processione del Corpus Domini si acquistò una nuova cassa. Le uniche a farne le spese furono le prostitute che dall’oggi al domani si videro sfrattate dal loro quartiere e, come se non bastasse, private della possibilità di lavorare. Anche Magda, tra queste, subì la stessa sorte. Si aggiunga alla situazione il fatto che con gli anni Magda aveva assunto un aspetto certamente meno invitante rispetto a quando era giunta a Genova. Il passare del tempo, i danni di alcune risse con le colleghe, le botte di qualche cliente esuberante e qualche alzata di gomito di troppo, avevano fatto sfiorire quella bellezza delicata, riducendola alla stregua delle altre prostitute, senza quello charme che l’aveva contraddistinta nel passato. Ora la sua faccia era gonfia. Qualche dente era andato perso e rotoli di grasso flaccido circondavano il collo e i fianchi. Solo l’ingegno era rimasto quello di sempre e l’aiutò a barcamenarsi anche in questo frangente. Trovò una stanzetta vicino al porto. Non era permesso esercitare la prostituzione nella zona, ma essendo stato distrutto il quartiere ad essa dedicato, in attesa di ripristinare i bordelli ufficiali, le guardie avrebbero chiuso un occhio. Del resto si trattava di una questione di ordine pubblico. Come avrebbero fatto i tanti marinai e commercianti di passaggio a dare sollievo alla lunga astinenza forzata? E gli apprendisti artigiani che avevano la proibizione di sposarsi fino a che non avessero finito il lungo apprendistato, dove avrebbero trovato sfogo alle loro giovani energie amatorie? E i nobili sposi in attesa che crescessero le loro spose bambine, come avrebbero resistito alla tentazione di stuprarle, senza l’aiuto delle prostitute? Magda era conscia della funzione sociale del suo mestiere e pensava che niente le avrebbe impedito di esercitarlo. Guadagnare era certamente più difficile di prima, perché era proibito adescare i clienti stando sulla strada. Le guardie erano disposte a chiudere un occhio, ma se per un caso fortuito avesse richiamato la loro attenzione, facendosi trovare in palese violazione, non avrebbero potuto ignorare l’inosservanza della legge. Per questo si era messa d’accordo con il padrone della locanda del “Buon viaggio”. La lasciava entrare e avvicinare i clienti. In cambio di qualche moneta, ovviamente, per il rischio che correva. Magda rischiava 25 vergate per l’esercizio della prostituzione fuori delle zone deputate, ma il lenone sarebbe stato punito con una multa di 4 fiorini. Anche così i guadagni erano scarsi. Magda riusciva a malapena a pagare l’affitto della misera stanzetta e mangiava qualcosa solo perché il padrone della locanda le dava un piatto di carne bollita, dura e stopposa, in cambio di un pagamento in natura. Ancora una volta la sfortuna di trovarsi in quella situazione cambiò all’improvviso. Una giovane donna, vestita modestamente, con un grande scialle sulla testa, che le copriva quasi del tutto il volto la avvicinò mentre stava per entrare nella locanda. Le avrebbe dato una ricompensa in denaro se avesse fatto una certa cosa per lei. Magda aveva intuito immediatamente che sotto quelle vesti modeste si nascondeva una nobildonna. Ne vide gli occhi, di un particolare colore grigio, come le pietre di lavagna. Occhi allungati e freddi che le diedero un brivido. Per un attimo lo scialle si scostò dal viso della sconosciuta scoprendo lineamenti delicati. Pelle di porcellana. A conferma dell’intuizione della condizione privilegiata della donna. Magda capì di non essersi sbagliata, aveva un fiuto speciale per i soldi. Le sue domande furono solo due. – Quanto, e cosa devo fare? La giovane dama le spiegò il da farsi e le promise una somma così allettante che lei sarebbe andata all’inferno per la metà di quella cifra. Si accordarono sui termini del pagamento e sulle modalità dell’accordo. La dama consegnò a Magda una scatola minuscola. Tutto doveva essere fatto la sera successiva.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD