2 - Marina

1096 Words
A ottobre col secondo stipendio avevo un po' di risparmi. Iniziai a vedere i costi per il viaggio ed avvertii Stephan che dopo novembre avrei potuto raggiungerlo. Avevo solo un piccolo problema, il mio ciclo, non arrivava e temevo per il peggio. Ogni giorno era sempre più in ansia. Avevo dei sogni da realizzare! Non dissi nulla alla mamma, volevo aspettare di essere con Stephan e dirgli tutto prima di saltare alle conclusioni. E se non mi avesse voluta più? Se appena gli avessi detto del bambino lui avrebbe lasciato entrambi? In fondo un bambino non era contemplato. -Allora raggiungimi nel Kelderdorp.- Mi propose al telefono. - A metà dicembre rientro per le vacanze di Natale. Potremo stare insieme lì e poi partiamo per Durahm.- "In un vero castello? Dovrò vestirmi come Lady Diana?" Chiesi col batticuore. -Si e si.- Mi disse. - Facciamo così, prendi il treno per Torino. Io prenderò l'aereo fin lì poi andiamo insieme nel Kelderdorp. Cosa ne pensi?- "Come una coppia." Risposi felice. -È quello che siamo!- Mi ricordò. E speravo sinceramente che lo restassimo. Anche novembre passò e per il terzo mese non ebbi il ciclo. Ormai non c'erano più dubbi, avrei voluto piangere. Come era potuto accadere? "Quando ci vediamo devo dirti una cosa importante." Dissi a Stephan una settimana prima della nostra partenza. -Anche io! Non vedo l'ora.- Ero in ansia. Alla fine quella settimana passò velocemente, con mamma che era arrabbiata con me. "Non puoi partire per Natale. Sicuramente non ti farebbero ballare da nessuna parte." Mi disse. "Ci sono gli spettacoli di Natale e farò anche i provini nelle televisioni." Dissi. "Alla televisione ti sei ridotta? Non dovevi diventare un'etoile?" Chiese mamma. "E lo farò. Ma devo partire." Ormai ero al terzo mese di gravidanza e prima di parlare con mamma e raccontargli di Stephan e del bambino, dovevo parlarne con lui. Anche a me dispiaceva lasciare la mia famiglia per Natale, ma Stephan era Stephan. Come da accordi presi il treno per Torino, con una valigia, un beauty case e tutti i miei risparmi. Non sapevo quale treno avremmo preso per il Lussemburgo ed ero nervosa. Parlavo poco il francese, negli ultimi mesi mi ero messa sotto a ripassare. Ma temevo di fare qualche gaffe. Soprappensiero sussultai quando qualcuno mi coprì gli occhi. "Indovina chi è?" Sentii. Mi si riempi il cuore di gioia. Mi voltai cercando lo sguardo verde di Stephan, era proprio di fronte a me. Bello come il sole. "In inverno sei sempre bellissima mia dolcissima Marina." Affermò stringendomi forte e baciandomi. "Mi sei mancato tanto." Gli dissi ricambiando. Lui annuì. "Anche tu." Disse prendendomi la valigia. "Vieni andiamo a pranzare. Il nostro treno parte nel primo pomeriggio." "Va bene. Dove andiamo a mangiare?" Gli chiesi. "Penso che restare qui in stazione sia la soluzione." Mi riferì portandomi nel ristorantino della stazione e una volta seduti mi prese la mano. "Ho tutti i crediti per poter conseguire la tesi." Mi disse. "Se riesco a laurearmi per la fine dell'anno, ci trasferiamo a Milano e non dovrei rinunciare alla tua carriera di ballerina." Ero esterrefatta! Stephan stava ancora pensando al mio sogno. Scoppiai a piangere in preda all'emozione, Dio se lo amavo. "Oh Stephan, sei così caro!" Gli dissi intrecciando la mano alla sua. "Amore ti prego non piangere. Non volevo... è il tuo sogno diventare una prima ballerina." Mi disse dolcemente. "Ma al momento mi è impossibile portare avanti questo sogno." Confessai in lacrime. "Oh Stephan... sono incinta." Rivelai. Non era quello il modo di dirglielo, eppure le sue attenzioni mi avevano portato a dirglielo così. "Oh... cioè... tu... anzi no, noi? Aspettiamo un bambino, ma allora sei... Dio... sei..." balbettò avvicinandosi a me e toccandomi il ventre. "Quasi quattro mesi." Confermai. "Ma non l'ho detto a nessuno e dovrò vedere un dottore." Blaterai. "Andremo insieme." Mi disse. "Oh Dio stiamo per diventare genitori." Esultò. "Spero di essere in grado." "Sicuramente lo sarai." Mi disse. "Lo saremo." Gli dissi. Ero contenta, Stephan aveva dissolto tutte le mie paure. Partimmo per il Kelderdorp, arrivati lì i genitori di Stephan furono sorpresi nel vedermi anche se fecero buon viso a cattivo gioco. Nella settimana che precedette il Natale andiamo a fare la visita medica, per la prima volta scoprii l'emozione di sentire il cuore di un bambino dentro di me. Il feto era piccolo e già formatosi si vedevano la forma della testa , le mani e i piedi. "Sono due!" Ci disse il medico, due? Com'era possibile. "Avete dei parti gemellari in famiglia?" Chiese. "Mia nonna materna ha una gemella." Annunciò Stephan. "Mio padre anche ha una gemella." Affermai. Erano due! Sarei stata in grado di crescere due bambino insieme. "Quando dovrebbe nascere?" Chiese Stephan. "Dagli esami direi approssimativamente tra fine aprile e inizio maggio."ci annunciò. Quando uscimmo Stephan mi prese per mano. "Nasceranno per quando dovrò fare gli esami. Ma rimanderò." Mi disse. "Ce la faremo a crescerne due?" Chiesi spaventata. "Insieme possiamo fare tutto Marina." Mi disse infondendomi coraggio. Quando rientrammo al palazzo del gran ducato mi sentii di nuovo opprimere. I genitori di Stephan non mi guardavano di buon occhio. Non seppi mai se Stephan lo avesse capito o meno, ma io lo sapevo. Nonostante ciò trascorremmo il Natale lì. Hélene la sorella di Stephan mi prestò un completo per la messa di Natale cui la famiglia prendeva tradizionalmente parte, ella notò anche la mia lieve pancia e nel farlo con discrezione mi presto una mantella al posto di un cappotto. Stefan mi regalò invece un vestito straordinario per il pranzo di Natale e per capodanno. Helene fu straordinaria, mi fu vicino trattandomi come una sorella. Poco prima di partire mi invitò anche a restare in contatto e tenerla aggiornata sulla gravidanza. Pensai di poter creare un bel rapporto con lei. Pensai che potessi essermi sbagliata sui regnati. Ahimè una volta a Durham Stephen mi confessò di aver discusso con i suoi genitori. "Non approvano. Effettivamente non hanno tutti i torti, dovremo sposarci, prima della nascita dei bambini." Mi disse. Avevo capito benissimo che non mi approvavano, probabilmente cercavano per il figlio una contessa o una duchessa. Se avessero saputo che lui l'aveva anche trovata. "Forse dovresti lasciarmi stare e andare dalla tua contessina." Dissi a Stephan. "Tua madre che cos'è?" Chiesi indispettita. Lui mi fece una smorfia venendo a coccolarmi. Lui mi fece una smorfia venendo a coccolarmi. "È baronessa di Keller Shuner in Danimarca." Disse sbuffando. "Ma io non ho mai cercato una nobildonna." Concluse con sguardo ambiguo. "Sono un capo espiratorio contro i tuoi genitori?" Chiesi nervosa.
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