9 - Stephan

1137 Words
“In che senso non c’è nessuno?” Mi chiese Jean. “Mamma e papà hanno cacciato Marina, lei ha... ho Jean, i bambini non sono nati." Dissi singhiozzando. "In che senso non sono nati?" Mi chiese. "Marina ti ama troppo, non scapperebbe a pochi giorni dal parto." Mi disse. "No! Come ho scritto ha partorito, ma mamma e papà mi hanno ingannato. È successo tre giorni fa e i bambini sono nati morti." Gli confessai. "Hanno aspettato di chiamarmi, prima hanno cacciato Marina dal palazzo e sotterrato i miei figli non so dove in Danimarca." "Cazzo ci sono riusciti a farla scappare. Ma non l'avevi lasciata con Helene?" Mi chiese Jean. "Si, ma qui sono tutti compromessi Jean. Anche il segretario che avevo mi ha voltato le spalle." Gli raccontai. "Sono venuto via, la mia priorità è trovare Marina. Purtroppo qui a casa dei genitori non c'è, ma voglio aspettare ancora. Probabilmente arriverà." Dissi. "Ok facciamo così. Inutile che parto se non ci sono i bambini, però Pierre partirà e cercherà Helena così potrà dirgli cosa è successo. Io invece mi alterno a casa con Mirelle nel caso dovesse ritornare. La ritroviamo fratellino stai sereno." Mi disse. Lo sperai vivamente. Nonostante la signora Laura non apprezzava la mia presenza se la fece andar bene. Non restai li un giorno, ne una settimana, bensì restai per tre settimane. Mi arresi quando capii che Marina non sarebbe tornata dai suoi genitori. In quel lasso di tempo suo padre Giorgio mi aveva preso anche in simpatia poiché per non poltrire avevo chiesto di poterlo aiutare nei campi. Sua moglie si era divertita a darmi le mansioni più orrende, la peggiore era stata quelle di concimare il terreno. Però non avevo mai desistito a compiere il mio dovere, se la signora Laura pensava che non potessi sporcarmi le mani, si sbagliava di brutto. Alla fine della giornata ero distrutto, ma provavo un senso di soddisfazione mai provato prima. Però non potevo restare lì. Soprattutto dopo aver sentito l'ultima volta Pierre. "Torna. Capisco che non te ne fai nulla del titolo, ma vorrei farti capire che la famiglia siamo anche noi. Non solo mamma e papà." Mi disse. "Vieni qua e aiutami a capire che piani hanno mamma e papà. Sono sicuro che sanno benissimo dove si trova Marina. Tu sta al loro gioco, se gli sta bene pensare di averti convinto, ben venga. In cuor tuo conosci i sentimenti che provi." Vero sapevo di amare Marina e sapevo che non mi sarei arreso. Così partii salutando i Rossi. "Se sapete qualcosa di Marina vi prego, contattatemi." Dissi prima di partire. Sapevo che nonostante in quelle tre settimane avessi dimostrato di non essere un principino schizzinoso Laura era comunque reticente. Ma ognuno aveva i suoi metodi per vincere e se io ero sempre stato cinico sul romanticismo, in quelle tre settimanale ero diventato amico di Lorena, la sorellina molto romantica di Marina, non ero romantico ma con Marina ebbi degli atteggiamenti fin troppo sdolcinati che raccontato a Lorena ebbero un effetto disarmante. Lei prima che ci salutassimo mi promise che mi avrebbe aggiornato. Tornato nel Kelderdorp feci scena muta con i miei genitori. Al contrario mi confrontai con Pierre. "Non firmare nulla e anche se ti chiedono di farlo leggi sempre attentamente tutto." Mi disse Pierre. "Il tuo matrimonio è valido ora più che mai. Quello che mamma e papà le hanno fatto firmare è la rinuncia ai diritti del gran ducato e dei gemelli. Le postille in piccolo intimano a starti lontano se non vorrà incorrere in incresciose denunce per lei e la sua famiglia. Come dico io bisogna leggere le postille in piccolo prima di firmare qualsiasi cosa." Mi disse Pierre. "Perché le hanno chiesto la rinuncia ai gemelli se sono morti?" Chiesi sospetto. "Helene è stata qui di sfuggita appena arrivai. Mi ha informato che doveva risolvere il mistero dei gemelli. È partita per la Danimarca dicendomi che prima del parto Marina era nervosa. Mi ha raccontato che stava scappando via dalla sua stanza e in un attimo ha avuto uno spasmo di dolore che ha preceduto il parto." "Quindi le è stata vicina." Dissi. "Come sono morti i bambini?" Gli chiesi. "Non ho avuto modo di chiederlo. Ti ho detto, era di corsa." Mi disse. "Quindi cosa dovrei fare io?" Gli chiesi. "Fatti amico il tuo nemico. Io nel farlo sono riuscito a entrare nell'ufficio di papà, a recuperare i documenti relativi Marina e fare una fotocopia della rinuncia che ha firmato." Mi disse. "Non posso credere che farebbero causa anche alla sua famiglia, cosa c'entrano i Rossi?" Chiesi. "Sono stato io a volere Marina, anche i suoi genitori sono contrari." Ricordai. "Hanno capito che Marina non si sarebbe fatta mettere i piedi in testa." Disse Pierre. "Stephan il contratto di rinuncia è stato stilato una settimana dopo la tua partenza ad aprile. Anche l'assegno sul blocchetto, la matrice parla del trenta aprile. Nel contratto di rinuncia viene citato anche l'assegno con cui papà avrebbe pagato l'allontanamento di Marina." Mi disse. "Marina non avrebbe mai preso quei soldi." Dissi. Lui mi sorrise complice. "Nel cassetto ho trovato anche quello, era strappato. Ovvio che Marina non lo abbia accettato. Potrebbe non aver compreso i nostri genitori, ma quando avrà visto l'assegno avrà fatto uno più uno." Più sentivo come potevano essere andati i fatti, più mi alteravo. "Volevano mandarla via anche se i bambini fossero nati." Dissi. "Marina capisce il francese. Ha un'intelligenza sopra la media, come ha imparato subito l'inglese, riuscirebbe a imparare anche il francese che è la lingua cugina degli italiani. Quindi sicuramente avrà capito mamma e papà." Affermai. "Ne sei sicuro? In fondo l'inglese lo avrà imparato anche alle scuole superiori." Mi disse mio fratello. "Ovvio, ma non lo ha mai parlato. Mentre in capo a un mese a Durahm non solo capiva, ma parlava anche bene inglese." Dissi. "Sogna di diventare una ballerina, probabilmente ha studiato lingue." Continuò scettico mio fratello "Marina ha studiato all'istituto magistrale. Il suo piano di riserva se non riesce a diventare ballerina è fare la maestra." (1) Lo informai. "Allora è portata per le lingue." Al che sbuffai. "Pierre le ho fatto fare dei test. Ha il quoziente intellettivo pari a cento ventotto." Lo zittii. "Quindi torniamo a noi. Cosa devo fare?" Gli chiesi. "Facciamo capire ai nostri genitori che non ti interessa più nulla di Marina. Assecondali!" Mi disse. "Dovrei uscire con un'altra? No, non se ne parla." "Fallo per Marina. Quando sembrerai interessato a qualcun altro, loro si rilasseranno!" Mi disse. A me sinceramente la cosa non piaceva. Anche se dopo un mese nel Kelderdorp senza alcuna notizia di Marina, mi arresi. (1) Negli anni novanta col solo diploma di Istituto magistrale si poteva accedere all'insegnamento nelle scuole elementari, facendo punteggio in graduatoria con le supplenze.
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