39 - Marina

1211 Words
(Vi ricordo che il testo tra gli asterischi non è raccontato nelle lettere di Marina a Sapphire) * Ero decisamente felice. Soddisfatta dal mio lavoro di ballerina e insegnate gestivo le mie giornate e il mio tempo tra la danza, Thomas e i suoi figli. Mi piaceva andare a prendere i figli del mio fidanzato a scuola, come facevano tutte le mamme. Spesso mi dicevo che sarebbe stato bello se fossi andata a prendere anche i miei figli a scuola e venivo presa dalla malinconia. Ma avevo tagliato i contatti con Helena ancora di più. Da quando avevo conosciuto Thomas ero andata avanti,. Helena era stato l'ultimo legame col mio ex compagno e marito. Col mio grande amore, per questo avevo dovuto farlo. Thomas doveva stare tranquillo, Stephan era solo un caro ricordo. Da quando stavo con lui non avevo sacrificato il mio lavoro, anzi, Thomas era molto disponibile. Se poteva e si trovava in Europa veniva a vedere i miei spettacoli evitando di portarsi dietro Rafael. Io però giunsi a dei compromessi personali. Da quando mi avevano conferito il titolo di baronessa di Dragør in Danimarca, ero libera di poter decidere io quale data inserire come mio spettacolo annuale. Avevo così designato la data di fine maggio, quando la Danimarca festeggiava la giornata dei monarchi. Sarei rimasta lì per un po’, anche se vivevo in una delle le strutture che avevo ricevuto col titolo. Non nel in stile barocco che Tom mi consigliò di sfruttare come museo o ristorante o in altro modo per il settore turistico. Bensì quando ero a Dragør abitavo in una delle palazzine in stile neo barocco e neo classico. Erano due piccoli quartieri che si affacciavano sul mare. Una casa era per me, l’altra l’avevo volutamente intestata a Turkis, le restanti erano tutte in affitto. Feci conoscere Thomas anche a Turkis . Mi avrebbe fatto piacere presentarlo anche alla mia socia Zafir ed Emeraude, Jade e Janine, Ruby. Ma se per la mia socia era difficile a livello logistico, avendo perso io contatti dopo la dipartita di Lady Lucrezia e suo marito. Per gli altri il problema erano gli impegni che avevano con la danza o le famiglia. Mi mancava Saffi e parlare con lei, tuttavia avevo in Janine, che anche non aveva più contatti con lei, trovai una buona compagnia. Fu infatti con lei che mantenni di più i rapporti in quegli anni. Forse perché come me era orfana di Zafir. Fu Janine a comunicarmi la notizia della morte dei visconti, dicendomi che per il momento ero io sola a gestire lo staff tecnico delle scuole di ballo, non avendo lei più alcun modo di contattare Zafir. Lasciai la gestione didattica della scuola di ballo a Janine in maniera temporanea. Anche se decisi che l'anima di quella scuola era realmente lei. Una volta sposata con Tom mi sarei trascritta in America ed era giusto che mettessi le carte in tavola. Lo facemmo durante un incontro a Parigi. Eravamo io, Emeraude e Janine. "Penso sia giusto che lo facciate tu e Jade. Siete in Svizzera dove si trova la sede principale, credo sia giusto far seguire a voi tutta la gestione." Dissi seduta al caffè discutendo della scuola di ballo. "Jade è anche tornato, sono sicura che saprà aiutarti." "Come guardia del corpo, però." Mi rispose la mora. "Oppure possiamo dire a Saphír di prendersi le sue responsabilità!" Rispose cinica Emeraude. Sapevo fosse stanca del fatto che Saffi non partecipasse attivamente alla scuola di ballo. Tuttavia nonostante ella ci avesse messo il capitale più di tutte, non aveva mai dato la disponibilità a seguire la scuola per via del marito e dei figli che aveva. "Non può!" Disse gelida Janine, delle tre da poco aveva rivisto Zafir e quando era accaduto, mi aveva accennato che la situazione famigliare non fosse delle migliori. "Non è giusto che noi facciamo tutto il lavoro." Si intestardì la nostra amica. Nonostante ciò in previsione del mio prossimo trasferimento in America, era importante che intervenissi. "Emeraude, noi paghiamo dei professionisti per sostenere le scuole al meglio." Intervenni. "È vero, non sempre io e Saffi ci siamo. Ma garantiamo il sostegno della scuola." Affermai facendo sottintendere che senza di noi e i nostri fondi, la scuola non sarebbe esistita. I nostri locali non avrebbero avuto una sede fissa e non avrebbero neanche avuto la manutenzione che prestavamo solitamente. Anche la possibilità di esibirsi nei teatri dipendeva da quanto io e Saffi pagavamo annualmente delle date nei teatri più importanti d'Europa. Imbarazzata e comprendendo le mie parole Emeraude abbassò lo sguardo. "Lo so, però..." lei sospirò. "Andiamo ragazze! Sarebbe bello se intorno a questo tavolo ci fosse anche lei, no?" Chiese guardando me e Janine malinconica. "Hai ragione. Anche a me mancano i tempi dell'adolescenza, vorrei rivederla. Il ricordo di lei è sfocato e mi farebbe piacere riabbracciarla." Ammisi alla mia amica. "Tuttavia, io stessa non saprei come organizzarmi adesso. Tra i vari spettacoli, i bambini, i viaggi negli states e il matrimonio, per me al momento è realmente difficile." Affermai guardando Janine. "Però se riesci ad organizzare un incontro, cerco di esserci." La bionda sospirò abbassando il capo. "Anche lei come voi vorrebbe vedervi. Tuttavia oltre il lavoro e i figli, ha deciso di laurearsi." Ci disse. Ammisi che ero colpita ma non sorpresa di scoprire stesse studiando. "Inoltre, il suo compagno è ammalato, ha una forma di tumore molto grave, come anche sua suocera." Mi sentii stringere il cuore. Per Saffi, per il marito e anche per la suocera e i loro figli che stavano affrontando la malattia del padre. "Puoi dire a Saffi che le siamo vicine?" Le dissi. Janine mi sorrise. "Lei non vive a Ginevra, ma potreste venire a trovarmi in Svizzera e vi porterò da lei a Zurigo." Propose. "Mi dispiace molto per la situazione di Saffi. Non immaginavo." Rispose mortificata Emeraude. "Però si! Posso venire con voi a Zurigo." Mentre facevano progetti iniziai a pensare ai miei impegni. Sarei riuscita ad andare a Zurigo con loro. "Vi faccio sapere se riesco a trovare un buco. Sto preparando La Bayadere per il teatro di San Pietroburgo, forse io e Turkis potremmo venire per novembre o dicembre." Affermai. "Tienimi informata, Saffi non è sempre a Zurigo, per via degli interventi e delle chemioterapie si sposta." Mi disse Janine. Avrei trovato il modo! Volevo rivederla. Pensai portando le mani al petto. Batteva forte, ero emozionata all idea di poter rivedere la mia vecchia e più cara amica. Chissà se rivedendoci avremo ritrovato la sintonia e la complicità di un tempo. Forse per questo il cuore mi batteva forte. Temevo che ci saremo ritrovate come due estranee con niente più in comune. A cominciare dalla danza, per finire con... con cosa? Avevo le palpitazioni solo a pensare al peggio! Non volevo, non era possibile. Se non ci fossimo più trovate invece, le cose sarebbero rimaste come sempre. Acqua e Saffi! Guardai le mie due compagne dolcemente, volevo bene a entrambe e negli anni eravamo cambiate. Era anche vero che con loro non ero stata legata come con Saffi, per cui era giusto lasciare le cose come stavano. Janine sapeva che stavo per sposarmi, per cui qualsiasi scusa adducevo per evitare l'incontro con la mia migliore amica, lei l'avrebbe creduta.
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