6 - Stephan

1039 Words
"Partirai?" Le chiesi colpito. "Sono stata selezionata tra le cinque ballerine della Versilia per il raduno, sono la più piccola. Ma io persevero e mi darò da fare, diventerò un'etoile Stephan. La più acclamata della Scala di Milano. Ballerò nel Romeo e Giulietta, Nureyev è stupendo in quell'opera...." Parlava, mi raccontava i suoi sogni e io la ascoltavo estasiato fino a quando non tornammo sulla spiaggia. Lei doveva andare via e io non volevo separarmene. "Ci vediamo domani?" Le chiesi trepidante. Lei fece una smorfia. "Vediamoci qui! Alla stessa ora." "Perfetto! A domani acqua Marina." La salutai. Lei fece altrettanto con la sua bellissima risata cristallina. "Mi prendi in giro! Mi vendicherò." Disse correndo via, la gonna le svolazzava tra le gambe eleganti proprio come lei. Era incredibile che una ragazzina di dodici anni si desse già tanto da fare e tutto per realizzare un sogno. La ammiravo e me ne innamorai! Quell'estate mi innamorai di Marina pensando di essere un giocattolo tra le sue mani. Mi prendeva in giro e viceversa, mi permetteva di essere libero, rideva tanto ed era così dolce e buona che non riuscì a fare di meglio se non entrare nel mio cuore e non uscirne più. Ogni mattina alle sette e trenta stavamo insieme in riva alla spiaggia fino a quando lei non doveva andare via. Ci mettemmo insieme per il periodo estivo e quando dovetti partire mi ringraziò per l'estate fiabesca che le avevo fatto passare. In realtà ero io che dovevo ringraziare lei. "Potremo scriverci in questo periodo." Le proposi. "Assolutamente no! Scrivere non fa per me." Disse divertita. "È stato bello così. Lasciamolo per ciò che è un bel flirt estivo." Mi disse poggiando la testa brina sulla mia spalla. "Il mio primo flirt, il mio primo bacio, il mio primo amore. Grazie Stephan." Sussurrò. Credevo veramente che per lei era stato questo. Un flirt. L'estate successiva nonostante fossi più grande ed ero intenzionato a studiare per essere ammesso all'università, volli tornare in Italia. Speravo di rivederla e nonostante non l'avessi incontrata in cucina o in sala da pranzo, andai anche nel nostro piccolo angolo sulla spiaggia. La trovai lì ad attendermi in un prendisole color acquamarina con fiori bianchi. "Bentornato a casa Stephan." Mi disse sorridendomi. Mi riservai su di lei e ciò che feci fu baciarla. "Ciao Acquamarina. Mi sei mancata tanto." "Temevo di non rivederti." Mi disse arrossendo. "Verrò sempre a trovarti nel nostro piccolo mondo." Le promisi. Fu così. Ogni anno tornavo con l'estate nonostante diventassi sempre un po' più adulto. Non c'era bisogno che andassi con i miei genitori. Non dopo aver compiuto diciotto anni ed aver iniziato l'università. "Amo l'Italia! Non tenetemi in considerazione quando andiamo, non vi starò tra i piedi." Dissi ai miei genitori. In realtà amavo Marina, nonostante ella volesse che la nostra storia restasse un flirt estivo e basta. Infatti durante quegli anni avevo avuto anche altre storie poco importanti. Il mio ultimo anno al Rosey grazie alla Contessa di Lussemburgo, Amelie Grandcoeur conobbi Lady Sapphire Ashley Cooper. Ammetto che nonostante la differenza di età attirò la mia attenzione, di lei mi colpì la sua risata genuina e la vivacità. Già all'epoca mi ricordò tanto Marina, non solo perché avessero un anno preciso di differenza, c'erano anche la stessa eleganza nei movimenti e lo stesso lato ironico celato nello sguardo. La sottile differenza tra le due era che Sapphire non dava modo a quel suo lato di esprimersi. Era l'educazione rigida che anche ella aveva avuto a fare da padrona. Avemmo un flirt. Mi piaceva Sapphire e pensai che potesse essere una probabile partner in futuro. Purtroppo per me, nessuno riusciva a sostituire Marina nel mio cuore. L'anno successivo iniziai a frequentare l'università di Durham, dissi addio al Rosey e anche a Sapphire, senza alcun rimpianto. Tornai in Italia fino al diciottesimo compleanno di Marina. Ogni estate era un riprendersi dopo un anno di letargo. Tuttavia quell'anno era diverso. Sapevo che Marina sarebbe partita per realizzare il suo sogno, contro ogni aspettativa infatti in quei cinque anni non solo era riuscita a frequentare danza classica, ma si era anche distinta tanto che avrebbe tentato il grande salto a Milano. Così tornato in estate azzardai raccontandole della ragazza che avevo conosciuto al Rosey. "Credo abbia la tua età." Dissi ripensando a Sapphire, non ricordavo se fosse nata lo stesso anno di Marina o forse avevano un anno di differenza. "La sposerai?" Mi chiese. Sposarla? Avevo solo ventidue anni era presto parlare di matrimonio. Non sapevo neanche se saremmo andati d'accordo dopo tanti anni e fuori le porte del Rosey. "Potrei chiedere a suo padre di frequentarla. Tu andrai a Milano?" Le chiesi, da quella risposta dipendeva tutto il mio futuro. "A fare cosa?" Mi chiese. "La ballerina. Hai un sogno da realizzare lì." Possibile che non fosse così importante? "Giusto! Ho però paura! E se non mi realizzo?" chiese. "Io credo in te." Le dissi sincero. "Ti direi di venire nel Kendeldorp con me, ma non siamo famosi per la danza classica." "Davvero mi porteresti con te? E la tua contessa?" Mi chiese. La contessa? Ah Sapphire. "Mi piacete entrambe. Ma se devo scegliere Marina non ho dubbi, starei con te." Risposi sinceramente. "Però vuoi chiedere una corte ufficiale al papà della tua contessina." Mi disse risentita. "Marina nel mio ambiente non ho la tua stessa libertà, lo sai." Affermai rassegnato. "Possiamo continuare a stare insieme anche dopo l'estate." Mi propose. La fissai carezzandole il viso. "Dovresti stare con me ufficialmente, riusciresti a rinunciare al tuo sogno per me?" Non scherzava vero? "Posso fare entrambi. Verrò in Inghilterra con te e saremo insieme lì." Mi propose. Io e lei insieme completamente? Era un desiderio che si avverava. "Marina... Marina mia. Davvero lo faresti?" Le dissi coprendole il viso di baci. Annuì. "Ho diciotto anni adesso, posso andare ovunque io voglia." Rispose. Continuai a baciarla. Sarebbe venuta con me, saremo stati insieme per sempre. Finalmente mi sentii libero come non mai, tanto che osai come mai avevo fatto fino a quel momento, andando oltre i baci e lei non mi rifiutò. Quella fu la nostra prima bellissima volta. Il sesso improvvisamente era diventato magico. Non ero romantico, tuttavia con Marina lo divenni.
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