Due bambini dai capelli scuri e gli occhi verdi apparivano felici e sereni. Avevano un anno o poco più, uno dei due era in piedi, l’altro era seduto. Le tute che indossavano erano uguali, verdi e senza fronzoli, non si capiva quale fosse il maschio e quale la femmina. Ma quei due bambini era sicuro fossero i miei figli. “Grazie Armand, custodirò gelosamente questa lettera.” Gli dissi. “Comunque adesso che sono rientrato in Lussemburgo non partirò per un po’, ho ufficialmente finito l’accademia di Sandhurst e inizio a lavorare per l’esercito lussemburghese.” Lo informai.
“Lady Helene mi diceva che potrei esserle d’aiuto qui signore. Potrebbe servirle un autista?” Mi chiese.
Al che lo fissai attentamente. “Potresti servirmi tu. Solo ed unicamente tu Armand! Sarai la mia ombra, assistente, segretario, autista. Mi fido di te e ti voglio al mio fianco.” Affermai.
Fu la scelta più azzeccata della mia vita. Iniziai il mio percorso nell’esercito, ogni cosa che chiedevo ad Armand lui me la procurava, un’autista, una guardia del corpo, un legale, un medico… tutto passava per mano di Armand che non si faceva condizionare dai miei genitori.
Loro in compenso pensarono bene di manipolare la mia vita. Accade molto in sordina, cmi chiesero di accompagnare la giovane marchesa Amanda D’Amplié ad un evento di beneficenza. Colpito nel mio punto debole accettai, accompagnai Amanda a quella festa e il giorno dopo senza motivo mi trovai sulle riviste di tutto il Lussemburgo con un nuovo amore.
“Armand fai smentire la notizia.” Dissi al mio assistente quando lessi il giornale. “Il gran duca Stephan si trovava lì per beneficenza ed ha accompagnato un’amica di famiglia. Tra i due non c’è nulla.” Affermai.
“Subito vostra grazia.” Mi disse lui operativo come sempre.
La notizia come apparve così scomparì. Dovetti però prendermi una strigliata da parte di mio padre.
“Come hai potuto smentire. Che figura con i D’Amplié.” Disse autoritario.
“Sono un uomo sposato. Sarebbe ancora più riprovevole se stessi con due donne al tempo stesso.” Affermai.
“Quella… ha rinunciato a te.” Disse papà.
“Ma non mi ha mai chiesto il divorzio e io non sono intenzionato a chiederglielo.” Affermai sfidandolo con lo sguardo. “Voi non avete capito che a me tutti questi altarini non piacciono, vedrò Amanda solo come amica, se questo non vi va bene eviterò di incontrarla più.” Dissi.
“Non sfidarmi Stephan.” Minacciò mio padre.
“Perché cosa fai? Mi togli tutto?” Chiesi. “Forse non hai capito che io non temo di non avere tutto questo.” Gli dissi dandogli le spalle e abbandonando la stanza. Una volta fuori sospirai rassegnato raggiungendo mio fratello Pierre.
“Hai comprato la palazzina a Durham?” Gli chiesi.
“Come hai chiesto a Jean.” Rispose. “Hai litigato con papà?” Mi chiese.
“Non ha gradito la mia smentita ufficiale di una relazione con Amelie.” Dissi.
Lui mi sorrise. “Pensi di riuscire a vivere con i guadagni dei tuoi investimenti?” Mi chiese.
Feci spallucce. “Cercherò un lavoro modesto a Durahm, ti ricordo che sono laureato.” Affermai. “Anche se dovresti seguire per me le associazioni che ho aperto una volta che avrò lasciato il Lussemburgo.” Dissi.
“Papà ti ha già cacciato?” Mi chiese Pierre.
“Non ancora. Ma devo pur accertarmi di essere pronto no?” Gli dissi con una strizzata d’occhio.
“Volevo dirti una cosa.” Mi disse lui prima che me ne andassi.
“È così preoccupante come sembra?” Gli chiesi divertito.
Lui scosse la testa. “So che Ralf Schmitt era un tuo amico.”
“Compagno di corsi. Ti ho visto al suo funerale.” Gli dissi.
“Ebbene… spero non ti dia fastidio se corteggio la sua ex fidanzata.” Mi disse.
Feci schioccare la lingua. “A me no, ma dovresti parlarne con lei.” Affermai.
“Lo farò. Con calma, per ora le sarò vicino come amico poi semmai dovesse interessarsi a me, ben venga.” Mi disse.
“Allora in bocca al lupo.” Gli dissi io guardando verso il cielo plumbeo.
“Tu cosa farai invece?” Mi chiese mio fratello.
“Per ora andrò a Milano. Marina inizia la stagione con Coppelia, questa volta sarà prima ballerina.” Dissi.
“Prima ballerina?” Chiese. “Ma non è entrata a giugno nella compagnia?”
“Ma lei è un talento.” Gli dissi sardonico.
I miei genitori potevano non approvare. Ma io avrei sempre preferito Marina a tutti loro. A dicembre andai alla prima di Coppelia, come mi disse Elene, Marina era la prima ballerina del secondo gruppo di ballo, i balletti durante la stagione si alternavano tra il suo gruppo ed il primo.
Lei fu splendida nella sua esibizione e a fine serata gli applausi parlarono da sé, così come la loro insistenza tanto da far uscire sul palco Marina e il suo ballerino per ringraziare.
A fine serata accompagnai Elene a salutarla e intanto che la vidi uscire restai colpito dal fatto che uscisse in sala accompagnata da un belloccio che la teneva stretta a se.
“Chi è quello?” Chiesi a mia sorella. “Non so, ma…”
“Marcello.” Sentii dire da una voce conosciuta. Mi girai di scatto trovandomi di fronte una Lorena furiosa. “Marcello Barnabei, il suo fidanzato e tu hai un bel coraggio a presentarti qui.” Mi disse.
Guardai sorpreso Lorena, se all’inizio fui contento di vederla adesso lo ero un po’ meno. “Perché dovrei vergognarmi? Da quando poi Marina ha un fidanzato?”
Lei incrociò le braccia al seno. “Da quando tu hai quella marchesa Amanda o come si chiama..” mi disse.
Scossi la testa. “Ma io ho smentito. L’accompagnavo semplicemente a una festa.” Dissi.
Lei mi fissò sorpresa. “Questo non posso saperlo. Chi ci ha informato della marchesa, si è tenuto per sé la smentita.” Disse delusa. “Adesso Marina sta con lui e sembra stare bene.” Affermò.
Era in pratica un invito a lasciarla andare. Scossi la testa facendo un passo indietro. Chiunque aveva informato Marina di Amanda aveva volutamente volerla ferire.