24 - Marina

1012 Words
Furono le ultime parole famose. Vero mamma si prese cura di me, tanto che la gravidanza non solo si avviò bene, ma proseguì oltre il terzo mese. Al quarto i medici mi dissero che ero fuori pericolo, così all’alba del quinto mese di gravidanza decisi di tornare a Milano. Marcello era impegnato con la stagione teatrale e anche se non ballavo, potevo aiutare le mie compagne con le esercitazioni. Fu in questo modo che scoprii della tresca tra Marcello e la prima ballerina che mi stava sostituendo. Non andai neanche nel nostro appartamento, spedita verso la palestra dove ci esercitavano sempre chiesi di Marcello e me lo indicarono nella sala dedicata ai pas a deux. Lui stava facendo un pas a deux personale e molto intimo con Simona. Ne restai sconvolta. Sapevo che con Marcello non c’era il grande amore che avevo provato con Stephan. Lui non mi venerava come aveva fatto il mio primo amore, ma da qui a tradirmi mentre portavo in grembo suo figlio, ce ne voleva. “Sei uno squallido.” Lo accusai di fronte a tutto il corpo di ballo. “Da quando va avanti questa storia? E voi tutti? Ne eravate a conoscenza?” Chiesi a Giorgio il mio primo ballerino. “Calmati Marina. Abbiamo pensato di non dirtelo per la gravidanza, vogliamo solo che tu e il bambino stiate bene.” Mi disse Giorgio. “So quanto ti faccia star male non riuscire a portare a termine la gestazione.” Per quanto comprendessi il suo punto di vista, non lo capivo. Assolutamente no. “Non vuol dire niente. Mi ha tradita e sotto gli occhi di tutti voi addirittura… con quella sgualdrina che non vale neanche la metà di me.” Urlai. “Indubbiamente! Amedeo vuole sostituirla, dice che…” Mi diceva Giorgio. “Che è una puttana.” Urlai uscendo dalla sala prove. Volevo andarmene di lì, non solo tradita ma anche ridicolizzata con tutti i miei colleghi, con il coreografo e i produttori. Non ascoltai nessuno, ne Giorgio, ne Pamela che era il preparatore atletico di noi ballerine, aprii la porta che portava ai piani inferiori e scesi di corsa lontano da lì. Talmente tanto di corsa che scivolai su un gradino fino a perdere l’equilibrio e l’ennesimo bambino. Quella caduta era stata l’ultima. Avevo chiuso, con Marcello, con le gravidanze e con il balletto. Tornai a casa per curare le mie ferite e cercare di riprendermi. Petra la mia insegnante di danza mi fu vicina, tanto che mi propose di rilevare la scuola di danza. Accettai, anche se non sapevo quanto potesse aiutarmi lavorare a stretto contatto con delle bambine piccole. Poi un giorno mi ritrovai alla porta di casa di mamma, Helena. Non disse nulla, ma vedendomi corse ad abbracciarmi. Valse molto più di mille parole. Quando fummo sole mi raccontò dei gemelli. "Da quando mamma mi ha visto al palazzo Shuber, la zia Mette ha allontanato i gemelli. Mi sarebbe piaciuto farteli vedere e poterti dire molto di più di loro." Mi rivelò. “Perché non li vedi più?” Chiesi. “La zia litigava con mamma. Le diceva che lei non poteva avere diritti sui bambini e li avrebbe allontanati dalla Danimarca, così che non li trovasse più. È una diatriba tra loro due.” Mi rivelò. "Ma dici che sono forti e sani." Affermai. Lei annuì. "La zia mi ha proposto di essere baronessa di Shuber, per cui dopo aver accettato ho parecchie agevolazioni e tante dame a mia disposizione. Ho assunto Lucille che come ben sai è molto brava, soprattutto è fedele." Le dissi. “Armand invece?" Le chiesi senza indagare oltre sui suoi affari di baronessa. "Ho chiesto a Stephan di assumerlo come suo segretario. Da quando è tornato nel Kelderdorp ha un po' di impegni e gli ho detto che Armand è molto fidato." Mi disse. La guardai sospetta. "Devi dirmi qualcosa su Stephan? Per caso si è sposato con quella donna? La marchesa di D’Amolié, giusto?" Chiesi. Lei scosse la testa. "Si sono lasciati. Oh Marina, ora come ora vorrei tanto che tu fossi vicina a Stephan." Scossi la testa. "E vedere il disprezzo nel volto dei tuoi genitori? No grazie." Le dissi, anche se avrei potuto accettare se invece di Helena fosse stato Stephan a chiedermi di tornare con lui. "Fidati! Ora come ora, loro ti apprezzano molto più di prima." Mi disse. La abbracciai ringraziandola. "Un giorno, quando diventerai baronessa, verrò a trovarti e conoscere i miei bambini." Le dissi. Quella stessa estate i genitori di Stephan tornarono a Forte dei Marmi. Ciò che non mi aspettavo era che venissero a trovarmi. Mi chiesero scusa per ciò che avevano fatto, dicendomi che ero ben accetta al granducato. Quasi mi supplicarono di tornare in Lussemburgo con loro. Perché? Cosa era cambiato in loro per fargli cambiare così idea? Avevano capito che Stephan amava me e non la marchesa? "Mi avete mandato una foto di Stephan in compagnia." Affermai. "Hai ragione. È stato riprovevole e infantile da parte mia." Mi rispose Louise. "Era un modo per..." Ma si azzitti. "Per dirmi che quello non era il mio posto." "Ho cambiato idea. Il posto di tutti è dove si trova la metà di noi." Mi disse umilmente. Questa espressione mi fece scoccare una freccia in suo favore. Tuttavia non mi dissero che avevano mentito sui gemelli e che erano esiliate in Danimarca. A loro premeva che io tornassi in Lussemburgo da Stephan. Perché? "Mi dispiace ma non tornerò." Dissi alzando la mano e mostrando la fede che ancora avevo al dito. "Convenite con me che non è il caso." Solo così si arresero. Non dissero altro, mi salutarono me e la mia famiglia e si congedarono. Senza dire nulla dei gemelli e poiché i miei genitori non ne sapevano nulla, non potetti neanche inveire contro di loro. Perché farlo poi? Avevo avuto la brutta sensazione che fossero invecchiati molto più dei miei genitori che lavoravano nei campi. Eppure avevano la stessa età! Ma quei visi scavati e quegli occhi spenti, erano segno di grande dolore.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD