Il giorno in cui conobbi Thomas, il mio amato Thomas, il salvatore della mia anima, nella mia vita tornò a risplendere il sole. Thomas si presentò a me con la sua gentilezza e la sua splendida famiglia. Aveva infatti un carico di figli che mi appagò l'anima: figli, famiglia e amore.
Arrivai per caso nell'appartamento di Thomas, mamma mi aveva chiesto della spesa e io gliel'avevo portata. Non capivo perché nonostante adesso fossimo cresciuti e tutti indipendenti, io avevo un esiguo capitale che ella potesse sperperare, mia madre ancora lavorare. Nonostante ciò fu grazie a lei che incontrai Thomas, proprio come fu con Stephan. Mia madre era il mio cupido.
La casa di Thomas era decisamente grande e affacciava sul mare. Con le buste della spesa entrai dalla porta semi aperta e lui era lì, col suo splendido tesoro.
Thomas aveva due cose fondamentali! Era sexy, affascinante e molto sensuale. Sotto quel suo viso da playboy infine aveva un gran cuore e una sensibilità unica. La seconda cosa fondamentale era il suo bellissimo bambino di quasi un anno: Rafael di cui mi innamorai all'istante.
Appena sentii che Thomas era solo e che la madre di Rafael lo aveva abbandonato, dentro di me scattò qualcosa. Come si poteva abbandonare il proprio figlio? Io a distanza di sei anni ancora non mi capacitavo del fatto che mi avessero portato via i gemelli e quella donna aveva abbandonato quello splendido tesoro multi etnico.
Glielo presi tra le braccia, quel bambino non meritava di essere solo. Lo strinsi a me sentendo il suo calore, mi si strinse il cuore. Intanto sentii che io giorno dopo sarebbero arrivati altri bambini, i figli di Thomas.
"Mi occupo io di lui." Dissi prendendo Rafael e portandolo con me in cucina per farlo mangiare. Preparargli mi venne naturale, mio fratello Giovanni aveva due figli e spesso lo avevo aiutato.
Thomas nel vedermi mi aveva trovata straordinaria, io pensai di essere solo patetica. Mi aggrappavo ad ogni bambino che conoscevo per poter vivere sensazioni mai provate.
Ma non volevo pensarci così chiesi a Thomas dei suoi figli..
"Sappi che i miei sono tre. Il quarto non è mio, ma lo amo come fosse tale." Disse.
"In che senso?" Fai chiesi.
"Joel è il figlio della donna che amo. Inoltre i miei figli grandi non sanno neanche... comunque non dire loro che sono il papà. Agli occhi dei bambini solo Gabriel e Rafael sono i miei figli." Concluse.
"Gli hai messo il nome degli angeli." Affermai sorpresa, quindi Thomas era cattolico. "Però manca quello più importante, l'Arcangelo Michele."
"Eh... diciamo che è una lunga storia." Mi disse.
Ma così facendo aveva stuzzicato la mia curiosità.
"Io da oggi ho finito di lavorare, ti posso ascoltare sai? Adesso sono curiosa." Affermai curiosa.
Sembrava reticente, eppure restai ferma sulla mia posizione ed alla fine capitolò.
"Tutto è iniziato quando ho tradito mio fratello concependo Gabriel con la ragazza che gli piaceva..." Male, si era comportato mondo male, poi qualcosa cambiò. "...Sono e partito per Londra, dove ho conosciuto Sapphire, il mio angelo salvatore. Mi sono innamorato di lei e..."
E... la sua storia fu incredibile. Il mio ancora con Stephan in confronto alla sua storia triste era nulla.
Mi raccontò proprio tutto anche di come ci aveva riprovato a riprendersi la sua Sapphire. Capii in quel momento che ella era per lui ciò che Stephan era per me: l'unico indiscusso amore.
Thomas aveva amato e reagito al rifiuto di Sapphire, aveva avuto amiche e amanti, ma nel suo cuore c'era sempre stata Sapphire.
Era bello che un uomo amasse con così tanto ardore una donna nonostante tutto ciò che li sperava. Anzi! Ritenevo che queste erano le prove che rafforzavano l'amore.
"Che storia!" Affermai in conclusione. "La cosa bella è che da profittatore sei passato ad approfittato. Sicuramente Cali lo ha fatto con te, Cecile ha beneficiato della tua bontà e la tua amica Lynn è stata la peggio di tutte, ha sfogato su di te la sua frustrazione sessuale."
"È lo so! Le ho detto che non volevo più avere quel genere di rapporto con lei e che se voleva, sapeva dove avrebbe potuto trovare Isaak." Disse riempiendomi il bicchiere di scotch dopo cena.
"È andata a trovarlo?" Gli chiesi curiosa, domanda sciocca. Ovvio che c'era andata. Era il figlio.
Ma la sua risata cinica mi raggelò. "Certo, come no. Ci va tutti i week end." Rispose sarcastico. "Ovvio che il suo capriccio è passato. Non si è fatta mai vedere per quel bambino." Mi si strinse il cuore. Com'era possibile che esistessero donne del genere? Se avessi avuto un solo indizio su dove si trovavano i miei gemelli, subito sarei corsa da loro. Per abbracciarlo, baciarli e vederli crescere.
"Ma i genitori affidatari?" Chiesi in un sussurro.
"Sono stati a Monaco a Pasqua, l'hanno passata tutti insieme. A Natale anche stanno insieme e adesso che è estate andranno da qualche parte con Drake ed Ebony." Mi raccontò.
"Lo fai controllare!"
"Mi hanno mentito e portato via il bambino. Non riuscirei mai a fidarmi di loro, non più." Disse.
"Posso capirlo. Comunque adesso vado, la mia casa vuota mi aspetta."
"Scusa se ti ho trattenuta. Di sicuro domani dovrai lavorare." Mi disse.
"Ho detto che da oggi sono in vacanza. Ieri abbiamo fatto il saggio di fine anno e fino a settembre sono libera." Risposi, sentire la sua storia mi era realmente piaciuto molto.
"Di cosa ti occupi?" Mi chiese incuriosito.
"Sono insegnante di danza classica, se non mi fossi sposata anni fa ad oggi sarei Etoile alla Scala di Milano." Gli rivelai.
"Tuo marito... non voleva facessi la ballerina?"
"Il mio ex marito." Precisai. "Era uno della compagnia di ballo dove ero stata presa. Ovvio che gli piaceva avermi lì a ballare. Piaceva anche a me, ma una volta sposata e ormai a adulta volevo un bambino. Non è andata bene ne alla prima, ne al seconda gravidanza. Alla terza feci un riposo forzato, scoprii però che mio marito nel frattempo mi tradiva con una giovane e nuova ballerina. Ho perso il bambino a cinque mesi, dopo chiesi il divorzio. Non avendo più niente a Milano sono tornata qui, dove c'è la mia famiglia. Lavoro alla scuola di danza della mia maestra e mi esibisco dove voglio, quando voglio e dove sono che sono apprezzata. Adesso eccomi qui." Conclusi con un sorriso orgoglioso.