38 - Marina

1509 Words
Quell’estate volò, sapevo di stare abusando della compagnia di Thomas e famiglia. Ma lui aveva qualcosa di unico e speciale. Thomas aveva uno sguardo univoco verso di me, lo conoscevo. Era lo stesso sguardo che anni addietro mi aveva dato Stephan. Solo per me e nessun altra. L'unica persona intorno al quale girava il suo mondo. Thomas mi spaventava, perché in certi gesti e in alcune azioni era identico a Stephan. Non per l'educazione che gli era stata impartita e la galanteria che aveva nei miei riguardi. Thomas era molto protettivo anche se non sembrava, nonostante questo mi lasciava i miei spazi. Non si offendeva se lo prendevo in giro o se addirittura lo facevo scendere dal suo piedistallo. Anzi, quasi mi ringraziava quando lo facevo tornare alla realtà. Era autoritario quando ci voleva, quando lo sentivo parlare a telefono con i suoi dipendenti era una prova del fatto che sapeva cosa volesse e come venisse fatto. Non ammetteva repliche, le cose andavano fatte come diceva lui. Era infatti testardo, al contrario non era orgoglioso! Non come me almeno. Ero sicura che nel suo piccolo lo fosse, quell'orgoglio lo trasmetteva tutto verso i suoi figli. In pratica nei gesti e nelle azioni Thomas assomigliava in tutto e per tutto a Stephan, che con me era sempre stato mite e indulgente. Ma che quando si trattava di altro diventava un uomo scaltro ed esigente. Sembravano due facce della stessa medaglia. Apparentemente diversi, uno con i capello biondo castani, carnagione chiara e occhi verde chiari. Carnagione olivastra l'altro, dai capelli neri e gli occhi grigio plumbeo. Inevitabilmente anche Thomas mi faceva tremare il cuore, l'anima e non solo. L'attrazione era palese, non come Marcello verso cui mi ero accontentata. Decisamente mi ero innamorata di lui e probabilmente Thomas non lo sapeva, ma ricambiava il mio sentimento. Ero innamorata anche dei suoi due figli. Io, Gabriel e Rafael eravamo una cosa sola. Nonostante mamma mi avvertisse di non affezionarmi troppo che poi sarebbero andati via, io non riuscivo a stare lontano da loro. Era accaduto qualcosa di magico prima della notte di San Lorenzo. E fu alla notte dei desideri che proposi a tutti un pic nic notturno. "Andiamo in spiaggia domani sera." Dissi a Thomas. Inga cui avevo raccontato già tutto mi fu complice. "Non ho mai fatto il bagno di notte." Disse. "Porteremo il necessario perché i bambini possano dormire in spiaggia. Vedere le stelle cadenti che affondano nel mare, è uno spettacolo magnifico." Dissi a Tom e Tad. Fortunatamente, Tom esaudì la mia richiesta. Cosi la sera dopo, armati di teli da bagno, cesti di pic nic e speranza, ci accampammo con tante altre famiglie sulla spiaggia. Eravamo noi, io, Tom, Tad e Inga e la mia famiglia. C'erano tanti bambini che si facevano compagnia tra di loro, come se fosse sempre stato così. L'aria era serena, Rafe e Pamela si addormentarono, al contrario Gabe e Gellert, troppo eccitati di vedere le stelle cadenti attesero con noi. Fu Gellert a vedere la prima stella cadente. "Lì!" Urlò ai genitori. "Esprimete un desiderio." Dissi eccitata. "Sono tante! Tantissime..." Affermò estasiato Gabe raggiungendoci. "Hai espresso il desiderio papà?" "Certo che si. Ho desiderato che tu e i tuoi fratelli diventiate degli uomini pieni d'amore." Disse Thomas riempiendomi il cuore. "E tu Marina? Hai espresso il desiderio?" Chiese Gabe. Annuii guardando il cielo scuro. "Ho desiderato di poter stare sempre con la mia bella e grandissima famiglia." Affermai baciandolo. "Sono io la tua famiglia." Esultò Gabe. Sorrisi dolcemente. "Tu sei il mio figlio prediletto." Risposi stringendolo forte. "Ti voglio bene Má!" Ricambiò Gabe. Lo strinsi ancora più forte e lo baciai più volte in viso. Lui era mio figlio, si. Sollevai il viso e mi trovai negli occhi scuri di Tom. Mi sorrise avvicinando il viso al mio. Il bacio fu lieve, come le ali di una farfalla. Ma tanto bastò ad accendermi. Quando si scostò Tom mantenne lo sguardo su di me. "La tua famiglia è la mia famiglia. Amo tutti i tuoi figli e amerò anche gli altri che verranno. Non vedo l'ora di stare di nuovo tutti insieme." Gli confessai. "Vieni con me a Monaco a settembre. Festeggiamo il compleanno di Gabe e Tommy." Mi disse includendomi nella loro vita. "Quest'anno lo festeggiamo per il compleanno di Tommy." Urlò Gabriel. "Vieni Marina! Vieni!" Accettai. Come potevo rifiutare un invito simile? "Ovvio che ci sarò." Dissi. Quale sera migliore di San Lorenzo per iniziare una storia d'amore? La nostra estate stava scorrendo così rapidamente, sapevo di stare abusando della compagnia di Thomas e famiglia. Ma lui aveva qualcosa di unico e speciale. Thomas aveva uno sguardo univoco verso di me, lo conoscevo. Era lo stesso sguardo che anni addietro mi aveva dato Stephan. Solo per me e nessun altro che io. L'unica persona intorno al quale girava il suo mondo. Thomas mi spaventava, perché in certi gesti e in alcune azioni era identico a Stephan. Non per l'educazione che gli era stata impartita e la galanteria che aveva nei miei riguardi. Thomas era molto protettivo anche se non sembrava, nonostante questo mi lasciava i miei spazi. Non si offendeva se lo prendevo in giro o se addirittura lo facevo scendere dal suo piedistallo. Anzi, quasi mi ringraziava quando lo facevo tornare alla realtà. Era autoritario quando ci voleva, quando lo sentivo parlare a telefono con i suoi dipendenti era una prova del fatto che sapeva cosa volesse e come venisse fatto. Non ammetteva repliche, le cose andavano fatte come diceva lui. Era infatti testardo, al contrario non era orgoglioso! Non come me almeno. Ero sicura che nel suo piccolo lo fosse, quell'orgoglio lo trasmetteva tutto verso i suoi figli. In pratica nei gesti e nelle azioni Thomas assomigliava in tutto e per tutto a Stephan, che con me era sempre stato mite e indulgente. Ma che quando si trattava di altro diventava un uomo scaltro ed esigente. Sembravano due facce della stessa medaglia. Apparentemente diversi, uno con i capello biondo castani, carnagione pallida e occhi verde chiari. Carnagione olivastra l'altro, dai capelli neri e gli occhi grigio plumbeo. Inevitabilmente anche Thomas mi faceva tremare il cuore, l'anima e non solo. L'attrazione era palese, non come Marcello verso cui mi ero accontentata. Decisamente mi ero innamorata di lui e probabilmente Thomas non lo sapeva, ma ricambiava il mio sentimento. Ero innamorata anche dei suoi due figli. Io, Gabriel e Rafael eravamo una cosa sola. Nonostante mamma mi avvertisse di non affezionarmi troppo che poi sarebbero andati via, io non riuscivo a stare lontano da loro. Era accaduto qualcosa di magico prima della notte di San Lorenzo. E proprio in merito alla notte dei desideri decisi di proporre a tutta la famiglia un pic nic notturno. "Andiamo in spiaggia domani sera." Dissi a Thomas. Inga cui già avevo raccontato già tutto mi fu complice. "Non ho mai fatto il bagno di notte." Disse. "Porteremo il necessario perché i bambini possano dormire in spiaggia. Vedere le stelle cadenti che affondano nel mare, è uno spettacolo magnifico." Dissi a Tom e Tad. Fortunatamente, come avevo già capito, Tom esaudì la mia richiesta. Cosi la sera dopo, armati di teli da bagno, cesti di pic nic e speranza, ci accampammo con tante altre famiglie sulla spiaggia. Eravamo noi, io, Tom, Tad e Inga e la mia famiglia. C'erano tanti bambini che si facevano compagnia tra di loro, come se fosse sempre stato così. L'aria era serena, Rafe e Pamela si addormentarono, al contrario Gabe e Gellert, troppo eccitati di vedere le stelle cadenti attesero con noi. Fu Gellert a vedere la prima stella cadente. "Lì!" Urlò ai genitori. "Esprimete un desiderio." Dissi eccitata. "Sono tante! Tantissime..." Affermò estasiato Gabe raggiungendoci. "Hai espresso il desiderio papà?" "Certo che si. Ho desiderato che tu e i tuoi fratelli diventiate degli uomini pieni d'amore." Disse Thomas riempiendomi il cuore. "E tu Marina? Hai espresso il desiderio?" Chiese Gabe. Annuii guardando il cielo scuro. "Ho desiderato di poter stare sempre con la mia bella e grandissima famiglia." Affermai baciandolo. "Sono io la tua famiglia." Esultò Gabe. Sorrisi dolcemente. "Tu sei il mio figlio prediletto." Risposi stringendolo forte. "Ti voglio bene Má!" Ricambiò Gabe. Lo strinsi ancora più forte e lo baciai più volte in viso. Lui era mio figlio, si. Sollevai il viso e mi trovai negli occhi scuri di Tom. Mi sorrise avvicinando il viso al mio. Il bacio fu lieve, come le ali di una farfalla. Ma tanto bastò ad accendermi. Quando si scostò Tom mantenne lo sguardo su di me. "La tua famiglia è la mia famiglia. Amo tutti i tuoi figli e amerò anche gli altri che verranno. Non vedo l'ora di stare di nuovo tutti insieme." Gli confessai. "Vieni con me a Monaco a settembre. Festeggiamo il compleanno di Gabe e Tommy." Mi disse includendomi nella loro vita. "Quest'anno lo festeggiamo per il compleanno di Tommy." Urlò Gabriel. "Vieni Marina! Vieni!" Accettai. Come potevo rifiutare un invito simile? "Ovvio che ci sarò." Dissi. Quale sera migliore di San Lorenzo per iniziare una storia d'amore?
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