26 - Stephan

1024 Words
Non compresi cosa Lorena volle dirmi con quelle parole. Le lasciai quindi il contatto telefonico di Helena per velocizzare i tempi di diagnosi. Poi lei cambiò argomento chiedendomi dei bambini e perché non vivessero con me, perché Marina non avesse detto nulla a nessuno. Fui così costretto a raccontarle tutta la verità sul nostro matrimonio. Da quando mi raggiunse a Torino fino al mio arrivo a Forte dei Marmi sperando di trovarla lì. "È andata così?" Mi chiese a fine racconto. "Sono contenta che i tuoi genitori si sono ricreduti. Anche se per farlo hanno dovuto guardare in faccia la morte." Mi disse. "Tuttavia mamma e papà la pensano ancora così. Mi dispiace Stephan. Per te e Marina." "Non dispiacerti per noi! Probabilmente è destino che non dobbiamo stare insieme. Lo accetto." Le dissi. "Tu invece? Medicina all'università." Le dissi ammirato. "Me la paga Marina. La pagano fior di denari, soprattutto quando esce dall'Italia. All'anno nuovo si esibirà al teatro reale danese, con Thomas Land, la direttrice del balletto reale danese Maria Gielfin l'ha fortemente voluta come prima ballerina." "È in grado di ballare?" Le chiesi preoccupato. "Certo che si. Anche se ha deciso di non far più parte di nessun corpo di ballo. È entrata in società con la sua maestra e insegna qui in Italia con lei. Intanto continuerà a ballare su commissione, oltre che in Danimarca ha già altre due richieste, a Londra e a Vienna." Mi informò. "Potrò andare a vederla a Copenaghen e anche a Vienna." Esultai. "Vorrei esserci anche io! Ma devo andare all'università." Mi disse rammaricata. "Però mi piacerebbe rivederti Stephan, l'estate prossima potremo incontrarci, l'aria di mare ti farà bene." Disse. "Vedremo cosa dice il medico. Anzi facciamo che ti passo il contatto di mia sorella, lei è specializzanda nell'ospedale dove sono stato operato e suo marito è un medico eccellente." Le dissi. "Ok, dammi tutto..." disse intanto che la sentivo fare dei rumori. "Hai finito al telefono bimba?" Sentii dire. "Un attimo... è per l'università." Rispose Lorena. "Prego dottore mi dia il numero di fax." Mi disse. "Tuo padre?" Le chiesi intanto che Mirelle prendeva la rubrica telefonica. "Mio fratello è impaziente, forse dovrà chiamare la sua ultima conquista." Alluse mentre prendevo a darle il numero. "Segnato! Grazie mille dottore, farò girare tutta la documentazione." Mi disse salutandomi. "A risentirci." Dopo un po' si sentì la comunicazione sciolta. Qualche giorno dopo averla chiamata Helena ebbe, tramite fax, la cartella clinica di Marina. Mi informò che era stato proprio l'ospedale di Milano a mandare la cartella, infatti in allegato c'erano anche tutti gli esami svolti, non solo quelli relativi alla gravidanza, ma anche l'eco cardiogramma e un eco cardiografia. Johanne avrebbe studiato con suo fratello Lars il caso di Marina e ci avrebbe fatto sapere. "Comunque mi terrò in contatto con Lorena in caso servano altri esami. Mi piace molto quella ragazza." Mi disse. "Anche a me. È una sorella un po' più impertinente di te." La presi in giro. "Spiritoso! Stai tornato il solito Stephan." Mi disse. "Giusto per non perdere lo smalto." Risposi divertito. "Senti, sapevi che Marina si esibirà in Danimarca?" Le chiesi. Lei mugolò. "So che la zia Mette stava cercando di inserirla da tempo." Ammise. "Sai una volta riuscii a partecipare a un compleanno dei gemelli e in quell'occasione, mamma mi scoprì facendo allontanare i bambini da me. Zia Mette però una volta che mamma se ne tornò qui a Saint Martin, mi chiese diretta cosa sapevo, così le raccontai la vostra storia. Senza dirle ovviamente che avevo seguito i gemelli fin lì." "E lei cosa ti ha detto?" Le chiesi in apprensione. "Che il balletto classico è bello!" Rispose lei. "Per il resto Stephan, la zia Mette è molto enigmatica, proprio come te quando non vuoi far sapere cosa ti passa per la testa." Mi disse. "A me viene naturale." Affermai. "Anche alla zia Mette. Mamma dice che il nonno Stefan è così." Mi informò. Il nonno, il ramo della nostra famiglia che potevo ritenere 'normale'. "A proposito del nonno. Puoi chiedere alla zia Mette come potrei recuperare dei dati sulla sua famiglia? Mi piacerebbe molto fare il nostro albero genealogico." Le dissi. "Certo Steph, se questo ti aiuterà a passare il tempo senza sforzarti, posso chiedere." "Grazie!" Le dissi. pigrizia non faceva per me. Furono mesi insostenibili, mi mancava giocare a tennis e andare alle mie associazioni. Mia madre, nonostante il permesso di Lienderman, mi vietava di passare al fiocco rosso. La zia Mette anche era più spesso nel Kelderdorp che a casa sua per seguire la mia associazione LGBT. Quelle due erano ai ferri corti, ma quando si trattava di escludermi dai miei progetti, erano le prime alleate. Riuscii ad andare a vedere Marina a Copenaghen, nella trasposizione dello schiaccianoci. Era perfetta in ogni sua movenza e nonostante si trovasse in un corpo di ballo che non era suo, sembrava, gli altri, avessero sempre lavorato insieme lei. "È stata stupenda." Disse la zia Mette. "Non immaginavo fosse così brava." Disse invece mia madre. "Unica!" Mio padre fece un colpetto di tosse. "Ha ballato presso uno dei corpi di ballo più antichi d'Europa. Le fa onore." "In questo teatro, il re Federico IX dirigeva l'orchestra ad ogni suo compleanno." Ci rivelò la zia Mette. Era tanta storia ed essendo in vena di chiacchiere il giorno dopo abusai della sua ospitalità e le feci molte domande su suo padre. Mamma era parca di notizie, ma la zia invece quando parlava del padre era un fiume in piena. Nonno Stefan a quanto parve fuggì in Danimarca prima che in Germania si espandesse il credo di Hitler. "Era il mille novecento trentacinque. Il cugino Edgar aveva da poco avuto un figlio e non volva restare in Germania, egli si sentiva minacciato. Per cui propose al fratello Jakob e al cugino Stefan di lasciare la loro vita a Monaco e partire per un paese più sicura, la Finlandia. Stefan preoccupato per suo padre Herman, di salute cagionevole, accettò la sua proposta. Anch'egli aveva un figlio, un bambino nato da poco, Viggo e doveva badare al padre e a sua sorella minore Susanna.…”
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