“Con il cugino Edgar, Stefan chiuse tutte le sue attività e investì i guadagni in oro e diamanti. Di taglie piccole, quindi facilmente trasportabili. Lasciarono Monaco e si diressero verso il nord, arrivati nella Kiel salirono sulla nave per Helsinki, ma Stefan dovette scendere sull'isola Selandia, poiché il padre si ammalò non reggendo un viaggio così lungo. Fu allora che si separarono da Edgar che invece voleva allontanarsi un po' di più dalla patria. Stefan iniziò in sordina a lavorare come contabile privato, con la sua bravura fu molto richiesto, soprattutto nelle casate nobili che avevano bisogno di qualcuno che gestisse le finanze. Fu così che arrivò anche al nostro casato, i baroni si Shuber."
"E suo padre Herman?" Chiesi curioso.
"Si riprese. Una volta sulla terra ferma fu sottoposto a delle cure, sua figlia Susanna e la moglie di Stefan si presero cura di lui, per la primavera fu di nuovo in forma." Raccontò zia Mette.
"Ma se era sposato.... Come è finito con la nonna?" Chiese affascinata Helena.
"Nel mille novecento trentanove, Ketty Keller morì di parto mettendo al mondo la sua seconda figlia, Alice." Intervenne mamma, forse per farci capire che anche lei conosceva la storia, voleva incantarci come stava facendo la zia Mette. "A nostra madre Sofia piaceva Stefan, per cui perseverante gli fu vicina, informandolo anche delle azioni della resistenza danese all'esercito tedesco. Fu lei a rivelargli delle operazioni di salvataggio degli ebrei da parte della resistenza e quando Stefan e sua sorella Susanna lasciarono la Danimarca, mia madre Sofia decise di seguirlo in Svezia. Da lì papà prese subito una nave verso l'America, dove il cugino Edgar si era già insediato.
Forte del gesto di mamma, una volta in Massachusetts, papà la sposò e nascemmo io e Mette." Concluse mamma.
Durante la cena ci raccontarono tutto di quel ramo della nostra famiglia.
Una volta in America, il nonno e il bisnonno dopo essere stati ospiti del cugino Edgar, cambiarono un po' dei loro beni di valore e seguendo l'esempio del cugino comprarono un terreno nella Cambridge del Massachusetts, dove si trasferirono e avviarono la loro attività di contabili. Con molta pazienza Stefan creò il suo impero. Se il cugino Edgar aveva trovato lavoro alla banca nazionale come in principio a Monaco. Lui si era rimesso in gioco aprendo un suo nuovo studio. La nonna anche iniziò il suo percorso universitario ad Harvard, tanto che quando la guerra finì non pensarono di rientrare in Danimarca nonostante i baroni di Shuber avessero perdonato la figlia chiedendole di rientrare. Ovviamente Sofia rispose ai genitori con una motivazione più che valida, lo studio. Fin quando non ci fosse stata necessità restava in America a seguire il suo percorso universitario e successivamente di dottorato. Passarono gli anni, lo studio di Stefan si ampliò divenendo uno degli studi associati di Cambridge e Lowel più richiesto. I bambini crescevano e la vita scorreva, Susanna si sposò e si trasferì col marito, uno sceneggiatore teatrale, a New York, il bisnonno Herman venne a mancare e anche i figli di Stefan, avuti con Betty e con la nonna, divennero adulti. Mette e Louise decisero di fare l'ammissione nelle università newyorkesi come aveva fatto il loro fratello maggiore Viggo ed Alice, e furono ammesse. Louise accettò di entrare alla Columbia, dove conobbe il principe del Kelderdorp, la cui famiglia si era rifugiata in America durante la seconda guerra mondiale, di cui si innamorò. Mette entrò invece alla New York university. Dopo il periodo universitario Louise, innamorata tornò in Europa con i suoi genitori per sposarsi nel circondario del blasone di Shuber, quale futura erede. Fu l'inizio del riavvicinamento di tutta la famiglia in Europa.
"Alla fine mamma e papà si stabilirono prima a Copenaghen a palazzo Shuber. Purtroppo nostro padre non andava molto d'accordo con la nonna Ginevra che voleva imporre il suo volere sulla nostra famiglia. Così dopo un torto subito egli decise di trasferirsi nella sua città natale, Monaco di Baviera, seguito dalle figlie Alice e Mette." Raccontò mamma. "Nostra madre, in quel periodo, faceva da spola tra Copenaghen e Monaco, era molto provata anche perché avrebbe dovuto scegliere tra sua madre e la sua famiglia." Concluse mamma.
"Poi si risolse la cosa?" Chiese dispiaciuta Helena. "Cioè , tu zia Mette è qui che vivi e hai una certa rilevanza nella nobiltà danese. Riuscisti a convincere il nonno?"
La zia Mette scosse la testa. "Non intervenni assolutamente." Disse secca e con sguardo gelido. "Mia nonna non fece torto direttamente a mio padre, semplicemente infierì su di me portandomi via una persona molto importante. Quando mi fu strappata questa persona, vostro nonno reputò giusto portarmi via dal palazzo e la zia Alice ci seguì con piacere. Ancora oggi porto i segni di quel torto subito, sono rientrata a Copenaghen solo quando mia nonna è venuta a mancare. Mia madre era un medico e voleva continuare ad esercitare, per cui passò a me il titolo di baronessa di Schuber e seguì invece mio padre a Monaco dove ancora oggi vivono."Recuperasti ciò che ti fu portato via?" Chiese Helena.
"Purtroppo ciò che persi non mi è stato più restituito, sarebbe stato impossibile, soprattutto per il bene di questa persona. Ma ancora oggi io ne soffro molto." Detto ciò la zia si alzò dal tavolo, era molto combattuta e compresi in quel momento collegando la loro storia alla discussione di alcuni mesi, prima cui avevo assistito, che la persona a cui si riferiva Mette ero io! La mia bisnonna mi aveva strappato a mia madre, perché una giovane nobile sola e senza marito, consegnandomi a Louise che era già sposata e con figli. Mette ancora oggi non perdonava quel torto. Era come quando i miei genitori avevano strappato i gemelli a me e Marina, con la differenza che io avevo perdonato i miei genitori. Al contrario Mette non aveva perdonato sua nonna.
Bramavo di conoscere i miei figli eppure ancora non mi era stato detto esplicitamente che erano vivi. La stessa Mette non voleva che io li conoscessi, poiché ferma sulla sua posizione, i bambini dovevano crescere sia con me che con Marina.