Mi sentii stringere il cuore e per la mia amica. Si era infortunata e adesso? Per ora è ferma, ha subito un intervento e...."
“Potrà tornare a ballare?" Le chiesi.
"Forse l'anno prossimo. Cioè la prossima estate." Mi disse Janine.
Annuii. Adesso anche io ero triste. Sapevo già che per quell'estate non ci sarei stata, di nuovo impegnata con gli spettacoli estivi.
"Ti ha lasciato questo." Mi disse Janine consegnandomi la scatola. "Non vuole parlare più della danza. Forse per questo non accetta le tue telefonate, sai quanto è orgogliosa, si dà la colpa per l'incidente anche se non è dipeso da lei."
La comprendevo, anche io mi sarei sentita distrutta se mi avessero tolto la danza, la mia aria.
"Dille di chiamarmi quando sarà pronta." Le dissi accettando il suo dono.
Aprii la scatola solo una volta che fui sola nella mia stanza.
Al suo interno c'erano un paio di scarpette di raso semi nuove e un biglietto.
«Mia cara Aqua, come stai? Spero bene e spero che tu sia al raduno, anche per me. Sicuramente Janine ti avrà informata del mio incidente. Per questo ti scrivo, mi manca la danza e sarò egoista. Ma parlane adesso che non posso fare neanche un arabesque, mi fa male. Per questo non riesco a parlarti o rispondere alle tue telefonate. Ti prego Aqua, dal momento che non posso farlo, balla e vola anche per me. Sii l'angelo della danza anche per me! Io per ora purtroppo non posso e solo vederti risplendere come una stella della danza potrà continuare a darmi gioia. Ti voglio bene Aqua, la tua Zaphir.»
Così ballai anche per lei, ballai per entrambe e nello spettacolo di fine raduno, senza più Saffi, Emeraude e Chantal, fui l'unica prima ballerina. Splendetti più di tutte e ancora una volta venni raggiunta da Francesco Alderighi che ancora una volta mi ricordò, mi aspettava a Milano per la nuova stagione del balletto.
Tra qualche mese mi sarei diplomata ed ero pronta a fare il salto.
Le cose non andarono proprio in quel modo. Come sempre l'estate avrei lavorato e partecipato agli spettacoli della Versilia. In più avrei passato il mio tempo con Stephan.
I miei progetti erano chiari, io, Stephan e la Scala.
E mentre la mia amica Saffi riprendeva a ballare io facevo altri grandi progetti.
Quando Saffi mi chiamò fui felice nel risentirla. "Ehi sei stata fortunata a trovarmi, resterò qui ancora per poco. Ho il fidanzato e andrò a Milano."
"Sono... felice per te Aqua." Mi rispose lei. "Quando conti di entrare alla Scala? Mi informerai del primo spettacolo?"
"Appena so qualcosa. Facciamo che ti chiamo per le novità." Dissi eccitata.
"Ti chiamo io! Perché sto lasciando questo indirizzo, torno a Londra, ma a settembre lavorerò nel balletto di Ginevra." Mi informò.
"Sei tornata a ballare!" Affermai felice.
"Si..." sussurrò.
Si! Ci saremo ritrovate nei teatri e non vedevo l'ora. Poi ero rimasta incinta e avevo dovuto fermarmi.
La scomparsa dei miei gemelli mi aveva travolta e la danza era l'unico modo per rinascere e stavo per farlo con due cari vecchi amici.
Emeraude era sempre bellissima e Ruby al suo fianco, con i capelli rossi rubino e gli occhi neri, mi guardavano felici.
"Bentornata Marina. Ci eravamo chiesti dove tu fossi finita." Mi disse Ruby.
"Tu invece? Non dovevi ballare solo con Chantal." Chiesi andando ad abbracciare la mia amica 'Smeralda'.
Per essere il mio primo balletto all'opera di Paris era un buon risultato. Avrei interpretato Mercedes e se mi sarei giocata bene le mie carte e avrei lavorato sodo, potevo arrivare in alto e realizzare il mio sogno.
Andammo in scena il primo dicembre e per l'occasione invitai i miei genitori alla prima, sperando che riuscissero a venire in Francia.
L'esibizione fu frenetica, la musica di sottofondo perfetta e intonata e con i miei compagni riuscimmo a portare a termine un'opera storica.
Non ero amica di nessuno tra i ballerini. Eravamo ottimi colleghi e ci rispettavano, tuttavia si avvertiva la rivalità che c'era tra tutti. Chiunque avrebbe voluto essere prima ballerina o prendere il posto della prossima etoile,
A fine esibizione trovai Armand, Lucille ed Helene ad attendermi per congratularsi con me. Non erano soli, alle loro spalle c'erano i miei genitori.
Appena vidi la mamma non resistetti, la raggiungi abbracciandola e piangendo. I miei per fortuna non mi chiesero di Stephan. Al contrario mi elogiarono dicendomi che ero stata brava e meravigliosa. Inoltre mi chiesero perché non tornavo a casa.
"Tu volevi entrare alla Scala di Milano e saresti comunque più vicina di qui." Mi disse mamma.
"Però grazie a te ne stiamo approfittando." Affermò papà. "Io e tua madre ci siamo regalati una vacanza e per giunta a Parigi."
Capii cosa intendeva papà. In tanti anni insieme i sacrifici erano stati tanti, non erano mai usciti dalla Toscana e adesso li avevo costretti addirittura ad arrivare a Parigi.
"Quanto starete?" Chiesi felice.
"Una settimana. Poi torniamo a casa." Mi disse mamma.
Helene mi salutò congratulandosi con me. "Sei stata brava, credo però sia giusto che tu stia coi tuoi genitori. Arrivederci signori Rossi, è stato un piacere rivedervi."
Tossii! Cosa sapevano i miei genitori dei principi del Kelderdorp?
Non glielo chiesi. Portai tutti a cena fuori e facemmo dei programmi per quando ero libera. I miei non mi chiesero di Stephan e io non ne parlai. I nostri figli erano un segreto nato e morto nel Kelderdorp.
Restai in Francia per tutta la stagione del balletto.
Ad un certo punto iniziai a ricevere lettere e fiori. Era un periodo esaltante.
Lessi tutte le lettere, fino a quando una non ebbe la mia attenzione: Lo zaffiro ti sta cercando! E un numero di telefono.
Lo zaffiro? Saffi! Subito recuperai il numero e contattai la mia amica.
"Pronto!" Dissi fremente appena mi risposero.
"Marina Rossi detta Aqua?" Mi rispose una voce gentile.
Non era Saffi, né ero sicura.
"Lei non è lo Zaffiro!" Affermai.
"Aqua sono Lucrezia Ashley, la nonna, ti ricordi di me?" Mi rispose la donna.
"Lady Lucrezia. Che piacere, come sta?" Le chiesi.
"Bene! Tu invece? Sono contenta che tu abbia iniziato a danzare nei teatri,." Mi disse. "Siamo qui a Parigi, pensi che possiamo vederci?" Mi chiese.
"Anche questa sera, dopo l'esibizione." Le dissi.
"Bene. Allora ci vediamo più tardi all'uscita del teatro." Affermai prenotando poi un tavolo in albergo.
A fine esibizione riabbracciai con piacere gli Ashley Cooper. Li portai con me in albergo e una volta intorno a un tavolo iniziammo a parlare di quel tempo lontani.
"Ti avevo perso di vista." Mi disse Lady Lucrezia
"Eh sì! Prima ho messo al mondo i miei gemelli." Le spiegai.
"Anche Sapphire. Per questo ti cerchiamo, lei non vorrebbe rinunciare alla danza, ma da quando si è sposata è impossibilitata. Ha avuto un bambino ed ora ne aspetta un secondo."
"Ho pensato..." Si intromise lord Ashley. "Di aprire una scuola di danza per Sapphire. So che tu e Saffi siete state molto legate Aqua."
"I...io!" Sussurrai. "Sarebbe bello avere qualcosa in comune con Saffi, ma sono impegnata."
"Lo comprendiamo. Potresti però gestire delle insegnanti giuste, no?" Mi chiese lady Lucrezia.
"Saffi adesso è di nuovo incinta e non può seguire la scuola. Ma ha un nome e vorrebbe aprire con te la scuola."
"Io al momento sono impegnata con l'Opera di Parigi. Non riesco a seguire." Risposi rammaricata.
"Non fa nulla. Neanche Saffi riesce, mentre apriamo la società e avviamo il tutto troveremo chi inserire come insegnanti. Saffi ci ha detto come trovare Janine."
Al che li guardai sorpresa. "Ci sarà anche Janine in società? Chiamerete anche Emeraude?"
"Sicuramente li inseriremo. Ma vorrei far partire già la società al fine di creare una sede legale e la prima scuola." Mi disse il nonno della mia amica.
"Poiché Saffi vorrebbe chiamare la scuola i diamanti della danza, sarebbe bello che foste voi due ad iniziare." Mi informò Lady Lucrezia.
"Per me va bene." Dissi acconsentendo. "E vi dirò di più, mentre voi contattate Janine, io posso mettevi in contatto con Emeraude e Ruby, due delle pietre preziose. Sicuramente anche loro parteciperanno con piacere al progetto." Affermai.
"Perfetto allora. Poiché Janine vive a San Gallo confermo che apriremo in Svizzera la scuola." Mi disse Lord Ashley. "Voi per ora ci mettete il nome."
Fu così che nacque la Diamonds Ballett di Sapphire e Aquamarine, come dissero gli Ashley Cooper, la scuola con tanto di sede legale, nacque in Svizzera a Ginevra. Janine si rese disponibile a insegnare danza senza remore.
***
Intanto mi trasferii a Milano pronta a prendere il mio posto alla Scala dopo l'anno importante passato a Parigi.
*QUESTA STORIA SONO LE LETTERE SCRITTE DA MARINA E STEPHAN IN L ALBA DI UN AMORE. POICHÉ È UN RACCONTO IN PRIMA PERSONA QUANDO LEGGERETE UN GRUPPO DEL RACCONTO SONO COSE NON SCRITTE NELLE LETTERE A THOMAS E SAPPHIRE. Grazie Melania*